venerdì 23 maggio 2008

L'Influenza


La settimana scorsa l'untore ha sparso i bacilli per tutto l'ufficio e in due giorni tutti piegati.. Tutti tranne la sottoscritta. Credevo di averla fatta franca poi...
Ieri d'improvviso il mal di gola come se fossi completamente scorticata. Nel giro di un paio di ore le placche... poi la febbre, inevitabile.. oggi dolori ovunque e febbre forte...
Sono secoli che non prendo l'influenza, proprio adesso mi deve venire?!!?
Ho preventivato un weekend ricco di cose da fare e di impegni: a casa da mio padre, pratiche per la successione, ricerca del vestito da sposa per la lepre, chiacchere con la Nana, cena con amici che non vedo da tempo...
Cazzarola.
Ma intanto sono a pezzi. Penso che finirò di corsa le scadenze per lunedì e poi andrò a buttarmi nel letto sicura di perdere conscenza in men che non si dica...
Argh, che nervi! Ma anche no... non ho la forza per arrabbiarmi...


IL CAPPELLAIO MATTO

giovedì 22 maggio 2008

Una serata da sola...


.. in casa a rilassarmi era proprio quello che ci voleva.
Per riordinare i pensieri, per decidere le priorità e per distendermi (nel corpo, nell'anima e nella mente) come da un po' non facevo.
Si! Mi sono coccolata, mi sono vista un film molto carino di Almodovar ("Legami") e ho vagato fra i miei libri alla ricerca di una massima che soddisfacesse la mia sensazione del momento.
La massima l'ho trovata sul "Manuale del GUerriero della Luce" di P. Coelho e, forse, è un po' scontata ma sul momento ci stava proprio bene...
"Ascolta il tuo cuore, esso conosce tutte le cose.."


IL CAPPELLAIO MATTO

mercoledì 21 maggio 2008

La grande onda





Ecco: le 18.09 e anche oggi non ho concluso niente. Presa dal cercare di galleggiare in mezzo alla grande onda non trovo la concentrazione per concretizzare ciò che devo. E nel frattempo la giornata se n'è andata con me persa dentro i miei stessi pensieri, incapace di abbandonarmi all'onda, troppo paurosa per convincermi che so nuotare e che andrà tutto bene.
Voglio un remo, voglio un appiglio.
Mi accontento dei braccioli.

martedì 20 maggio 2008

Gli Aristogatti


Da un po' sono latitante sul blog, ma non temete presto (appena avrò finito di mettere a posto le cose) tornerò con la costanza un tempo... Per fortuna che c'è la Duchessa che ci da dentro alla grande con i post.. e che argomenti!

Io, che in questo periodo sono più fulminata di una lampadina, ho un solo argomento da sciorinarvi oggi... L'ultimo cartone animato che ho visto venerdì scorso con mia nipote "Gli Aristogatti"... lo adoro, quasi come Mary Poppins!!! A parte i bellissimi disegni e la particolarità caratteriale dei micini... Ma ragazzi miei vogliamo parlare delle oche? le sorelle Adelina e Clementina Bla Bla !!?? Lo sapete tutti che l'oca si dice sia il mio animale guida, è noto che io abbia avuto in passato la tendenza ad essere "la signorina perfettina" caratteristica di queste due sorelle, sono bianca bianca e se il mio fondoschiena non somiglia a quello di una marmotta è senz'altro simile a quello di un'oca.. quindi: VOTO senz'altro per le sorelle bla bla come personaggio preferito del mese!!
IL CAPPELLAIO MATTO

Vieni a ballare in Puglia


(Quest'uomo è un genio).

"I delfini vanno a ballare sulle spiagge.
Gli elefanti vanno a ballare in cimiteri sconosciuti.
Le nuvole vanno a ballare all'orizzonte.
I treni vanno a ballare nei musei a pagamento.
E tu, dove vai a ballare?

Vieni a ballare in Puglia Puglia Puglia,
tremulo come una foglia foglia foglia.
Tieni la testa alta quando passi vicino alla gru,
perché può capitare che si stacchi e venga giù.
Ehi turista, so che tu resti in questo posto italico.
Attento, tu passi il valico ma questa terra ti manda al manicomio.
Mare Adriatico e Ionio, vuoi respirare lo iodio ma qui nel golfo c'è puzza di zolfo,
che sta arrivando il demonio.
Abbronzatura da paura con la diossina dell'ILVA,
qua ti vengono pois più rossi di Milva e dopo assomigli alla Pimpa.
Nella zona spacciano la moria più buona: c'è chi ha fumato veleni all'ENI,
chi ha lavorato ed è andato in coma;
fuma persino il Gargano, con tutte quelle foreste accese.
Turista tu balli e tu canti, io conto i defunti di questo Paese,
dove quei furbi che fanno le imprese, no, non badano a spese;
pensano che il protocollo di Kyoto sia un film erotico giapponese.

Rit.:
Vieni a ballare in Puglia Puglia Puglia
dove la notte è buia buia,
tanto che chiudi le palpebre e non le riapri più.
Vieni a ballare e grattati le palle pure tu,
che devi ballare in Puglia Puglia Puglia,
tremulo come una foglia foglia foglia.
Tieni la testa alta quando passi vicino alla gru
perché può capitare che si stacchi e venga giù.

È vero, qui si fa festa, ma la gente è depressa e scarica:
ho un amico che per ammazzarsi ha dovuto farsi assumere in fabbrica.
Tra un palo che cade ed un tubo che scoppia,in quella bolgia si accoppa chi sgobba;
e chi non sgobba si compra la roba e si sfonda, finché non ingombra la tomba.
Vieni a ballare, compare, nei campi di pomodori,
dove la mafia schiavizza i lavoratori, e se ti ribelli vai fuori.
Rumeni ammassati nei bugigattoli come pelati in barattoli.
Costretti a subire i ricatti di uomini grandi ma come coriandoli.
Turista tu resta coi sandali, non fare scandali se siamo ingrati
e ci siamo dimenticati d'essere figli di emigrati.
Mortificàti, non ti rovineremo la gita.
Su, passa dalla Puglia, passa a miglior vita.

Rit.:Vieni a ballare in Puglia Puglia Puglia
dove la notte è buia buia buia,
tanto che chiudi le palpebre e non le riapri più.
Vieni a ballare e grattati le palle pure tu,
che devi ballare in Puglia Puglia Puglia
dove ti aspetta il boia boia boia.
Agli angoli delle strade spade più di re Artù,
si apre la voragine e vai dritto a Belzebù.

O Puglia Puglia mia tu Puglia mia,
ti porto sempre nel cuore quando vado via.
E subito penso che potrei morire senza te.
E subito penso che potrei morire anche con te."

(CapaRezza, Vieni a ballare in Puglia; foto di Uliano Lucas)

La Duchessa

lunedì 19 maggio 2008

Il Nasturzio...


Stamattina uscendo sul balcone sono stata rapita al mio "trottoleggiare" da una scena favolosa... Il nasturzio che ho piantato sta fiorendo... i colori vanno dal giallo intenso all'arancione scuro...

Per un attimo ho vissuto in sospeso, affascinata da questa fioritura che è uno dei miracoli che la natura ci propone costantemente, una delle piccole grandi cose della vita che mi sa stupire sempre...
Poi mi sono chiesta nel linguaggio dei fiori che cosa significasse questo fiore...

Nasturzio
Originario dei Paesi dell'America Centrale e Meridionale, il Nasturzio raggiunse il nostro Continente insieme a tanti altri prodotti tipici di quei Paesi come il tabacco, il cotone, ecc. Inizialmente in Europa fu coltivato come ortaggio e quindi comunemente utilizzato anche in cucina. Nel linguaggio dei fiori questa pianta simboleggia la lotta; i suoi fiori a forma di elmo ne forniscono la giustificazione.


IL CAPPELLAIO MATTO

sabato 17 maggio 2008

C'era una volta...

...Una ragazza che era stata invitata ad una festa. La festa era per i 18 anni della nipote preferita del suo fidanzato, a 50 km dalla città. La mattina dopo la ragazza doveva andare al lavoro, prendendo servizio alle 7.
Questa ragazza aveva dei seri problemi ad alzarsi al mattino, al punto che aveva imparato una tecnica efficace per sfuggire al torpore: dormiva con la tapparella aperta per sfruttare l'aggressione al sonno della luce del mattino, e programmava dopo la prima sveglia, che partiva contemporaneamente al primo giornale radio, altre quattro sveglie a distanza di 5 minuti l'una dall'altra per non correre il rischio di far tardi. Dopo questa baraonda prendeva un caffè lungo almeno 15 minuti, seguito da: doccia, cosa-mi-metto-che-tempo-farà-oggi, trucco leggero, rimedio al capello per non uscire di casa in versione Cynar, dove-devo-andare-oggi-ho-messo-tutto-nella-borsa-?, e in un'ora e un quarto dopo aver messo piede a terra entra in macchina, si accende una sigaretta e la giornata incomincia.
La domanda è: cosa dovrebbe fare il fidanzato della nostra ragazza, quando lei, dopo una giornata di lavoro intensa incominciata alle 7 si accorge che l'orologio segna le 23.54, gli antipasti sono appena stati serviti e il DJ sta attaccando a mettere i primi balli di gruppo, e va nel panico rendendosi conto che la serata va per le lunghe, si siede a tavola preoccupata di non riuscire a svegliarsi la mattina dopo, echi-glielo-spiega-al-maledetto-colonnello, fa una faccia da cane bastonato?
La Duchessa

venerdì 16 maggio 2008

ooops

Il post qui sotto, 'teaching English', è della Duchessa.

teaching English

Ecco, questa è l'immagine che ho in testa quando mi immergo nella lingua inglese. Non Londra, non la Regina, non Sir Francis Drake, non William Shakespeare. Un cottage nella campagna inglese in tarda primavera. Fiori, ordine, finestre in stile inglese (appunto), un bel the e un libro da leggere con indosso pantaloni di velluto, camicia, cravatta e maglioncino a V, cappello a cloche, seduta su una sdraio o su una panchina a sentire il rumore dell'acqua che gorgoglia dalla fontanella nello stagno. Una immagine da favola di Riccioli d'oro, o da Biancaneve che arriva nella casetta dei Nani, lo so, ma questa è l'immagine che ho dell'Inghilterra che mi affascina.
Quando poi ho passato la bellezza di 9 ore della mia vita a insegnare in un corso acceleratissimo e mal organizzato un programma di inglese che a scuola si fa in tre anni minimo, a 83 -dico 83!- avieri a fine corso in attesa che la loro sorte (cioè la loro destinazione) venga stabilita in base ai risultati del test di inglese, dopo un corso lungo 20 ore. Quanto è lontana la campagna inglese da quella caserma immensa, quanto sono lontani quei ragazzi da casa loro...e dove sono le loro case? Campania al primo posto, profonda Sicilia al secondo, paesini sperduti del Gargano e della Calabria. Sono entrata in quell'ambiente carica di pregiudizi, domandandomi come facessi io, pacifista convinta, a insegnare inglese a qualcuno che viene addestrato per intimare ordini in un'altra lingua a un ipotetico 'nemico', ancora più lontano da casa sua di adesso. E la risposta è stata che ho bisogno di lavorare, e che di meglio in questo momento non c'è, e che sono solo 20 ore, non sono io con questo corso che insegno loro a sparare, ecc. ecc. Per poi trovarmi di fronte ragazzi da poco usciti dalla scuola superiore, assetati di sicurezza e futuro quanto me, che hanno scelto una strada che al giorno d'oggi non può più dirsi facile. Più facile di tante altre...ma sempre meglio che andare a fare i tronisti. O i mafiosi/camorristi/caporali/ecc. uno dei vari nomi che significano la stessa cosa. Ci dobbiamo accontentare...

venerdì 9 maggio 2008

9 maggio 1978 - 9 maggio 2008



Sono passati esattamente trenta anni da quel giorno di maggio in cui l'On. Aldo Moro, Presidente della Democrazia Cristiana, veniva assassinato dalle Brigate Rosse.
Questo evento, allora come oggi, distolse l'attenzione dell'opinione pubblica da un' altra eliminazione, altrettanto politica e che forse ha avuto un peso maggiore peso sulla successiva 'evoluzione' della società italiana, che aveva luogo quasi contemporaneamente a molti chilometri di distanza, a Cinisi: l'omicidio di Peppino Impastato.
Dato che anche questa volta (come ogni anno) alla quasi totalità dei mezzi di stampa è sfuggita la coincidenza, voglio tenerla a mente insieme a voi. Visitiare il sito http://www.peppinoimpastato.com/ o guardare come un rituale I cento passi è la mia terapia per non dimenticare, e per tenere vivo nell'anima quel fuoco che mi fa...RESISTERE, RESISTERE, RESISTERE...nonostante ieri ci sia stato il giuramento di un Governo che, a ben guardare, fa sembrare che gente come Peppino Impastato ci abbia rimesso la pelle del tutto invano, e che la mafia ormai abbia vinto.
E io, e voi...NOI, per questo, stringiamo i denti e continuiamo ad essere come siamo.
Mosche bianche, infuocate e all'erta.
La duchessa