venerdì 23 maggio 2008
L'Influenza
giovedì 22 maggio 2008
Una serata da sola...
mercoledì 21 maggio 2008
La grande onda
martedì 20 maggio 2008
Gli Aristogatti
Vieni a ballare in Puglia
E tu, dove vai a ballare?
Vieni a ballare in Puglia Puglia Puglia,
Vieni a ballare in Puglia Puglia Puglia
lunedì 19 maggio 2008
Il Nasturzio...
Poi mi sono chiesta nel linguaggio dei fiori che cosa significasse questo fiore...
Originario dei Paesi dell'America Centrale e Meridionale, il Nasturzio raggiunse il nostro Continente insieme a tanti altri prodotti tipici di quei Paesi come il tabacco, il cotone, ecc. Inizialmente in Europa fu coltivato come ortaggio e quindi comunemente utilizzato anche in cucina. Nel linguaggio dei fiori questa pianta simboleggia la lotta; i suoi fiori a forma di elmo ne forniscono la giustificazione.
sabato 17 maggio 2008
C'era una volta...
...Una ragazza che era stata invitata ad una festa. La festa era per i 18 anni della nipote preferita del suo fidanzato, a 50 km dalla città. La mattina dopo la ragazza doveva andare al lavoro, prendendo servizio alle 7.
Questa ragazza aveva dei seri problemi ad alzarsi al mattino, al punto che aveva imparato una tecnica efficace per sfuggire al torpore: dormiva con la tapparella aperta per sfruttare l'aggressione al sonno della luce del mattino, e programmava dopo la prima sveglia, che partiva contemporaneamente al primo giornale radio, altre quattro sveglie a distanza di 5 minuti l'una dall'altra per non correre il rischio di far tardi. Dopo questa baraonda prendeva un caffè lungo almeno 15 minuti, seguito da: doccia, cosa-mi-metto-che-tempo-farà-oggi, trucco leggero, rimedio al capello per non uscire di casa in versione Cynar, dove-devo-andare-oggi-ho-messo-tutto-nella-borsa-?, e in un'ora e un quarto dopo aver messo piede a terra entra in macchina, si accende una sigaretta e la giornata incomincia.
La domanda è: cosa dovrebbe fare il fidanzato della nostra ragazza, quando lei, dopo una giornata di lavoro intensa incominciata alle 7 si accorge che l'orologio segna le 23.54, gli antipasti sono appena stati serviti e il DJ sta attaccando a mettere i primi balli di gruppo, e va nel panico rendendosi conto che la serata va per le lunghe, si siede a tavola preoccupata di non riuscire a svegliarsi la mattina dopo, echi-glielo-spiega-al-maledetto-colonnello, fa una faccia da cane bastonato?
La Duchessa
venerdì 16 maggio 2008
ooops
Il post qui sotto, 'teaching English', è della Duchessa.
teaching English
Ecco, questa è l'immagine che ho in testa quando mi immergo nella lingua inglese. Non Londra, non la Regina, non Sir Francis Drake, non William Shakespeare. Un cottage nella campagna inglese in tarda primavera. Fiori, ordine, finestre in stile inglese (appunto), un bel the e un libro da leggere con indosso pantaloni di velluto, camicia, cravatta e maglioncino a V, cappello a cloche, seduta su una sdraio o su una panchina a sentire il rumore dell'acqua che gorgoglia dalla fontanella nello stagno. Una immagine da favola di Riccioli d'oro, o da Biancaneve che arriva nella casetta dei Nani, lo so, ma questa è l'immagine che ho dell'Inghilterra che mi affascina.
Quando poi ho passato la bellezza di 9 ore della mia vita a insegnare in un corso acceleratissimo e mal organizzato un programma di inglese che a scuola si fa in tre anni minimo, a 83 -dico 83!- avieri a fine corso in attesa che la loro sorte (cioè la loro destinazione) venga stabilita in base ai risultati del test di inglese, dopo un corso lungo 20 ore. Quanto è lontana la campagna inglese da quella caserma immensa, quanto sono lontani quei ragazzi da casa loro...e dove sono le loro case? Campania al primo posto, profonda Sicilia al secondo, paesini sperduti del Gargano e della Calabria. Sono entrata in quell'ambiente carica di pregiudizi, domandandomi come facessi io, pacifista convinta, a insegnare inglese a qualcuno che viene addestrato per intimare ordini in un'altra lingua a un ipotetico 'nemico', ancora più lontano da casa sua di adesso. E la risposta è stata che ho bisogno di lavorare, e che di meglio in questo momento non c'è, e che sono solo 20 ore, non sono io con questo corso che insegno loro a sparare, ecc. ecc. Per poi trovarmi di fronte ragazzi da poco usciti dalla scuola superiore, assetati di sicurezza e futuro quanto me, che hanno scelto una strada che al giorno d'oggi non può più dirsi facile. Più facile di tante altre...ma sempre meglio che andare a fare i tronisti. O i mafiosi/camorristi/caporali/ecc. uno dei vari nomi che significano la stessa cosa. Ci dobbiamo accontentare...





