martedì 1 dicembre 2009

Caro Babbo Natale




... anche quest'anno ti scrivo.
per puro sfizio, per tenermi in contatto con te, per sapere come stai e come te la cavi, insomma per capire se hai bisogno di qualcosa...
per avere la certezza che sei ancora li ad ascoltare quei due o tre poverini che hanno ben chiaro "lo spirito natalizio" e non pretendono "cose turche" da te...
Ormai è passato tanto tempo da quando qualche "anima impestata" si premurò di farmi sapere che tu non esisti. Immagina la sensazione che mi diede questa notizia. Per un po' finsi di crederci... il dubbio si era insinuato dentro di me e stava minacciando i miei sogni e tutto quello in cui credevo, tutto ciò che mi rendeva quella che sono... poi, per fortuna capii.. Non sono mica scema! Cercavano di Minare i miei sogni e le mie convinzioni! di farmi "abbracciare" un "altro" spirito natalizio!
Col cappero!!!
Mi son sempre chiesta che effetto ti fanno le letterine di natale... cioè.. non ti viene mai il nervoso a leggere una lista di pretese? non ti commuovi fino all'osso quando qualcuno invece ti chiede con il cuore un piccolo miracolo a cui non puoi far fronte? Non ti senti del tutto inutile ed impotente davanti alla bruttura della società di oggi che spreme il nostro pianeta e le anime dei bambini fino all'osso inculcando una cultura dell'orrore?!!
.. non deve essere mica facile nemmeno per te... che sei tanto vecchio e saggio e che hai tanta pazienza quant'è bianca la tua barba... Immagino che ci voglia una forza di volonta' immensa per leggere, per esempio, la letterina scritta da berlusconi, non voglio nemmeno pensare a quella (sicuramente piena di errori di ortografia) della gelmini... se poi mi immagino quella di bossi.. bhe li siamo davvero al capolinea.
Babbo.. come fai a trattenerti e a non punirli come si deve!???
Ma ci pensi a dove siamo arrivati?!! "Magico Natale"; "Bianco Natale"; "Santo Natale" e poi succedono cose come quelle che capiteranno nel paese di Coccaglio : il "Withe Chrismas" lo chiamano... La Lega infatti ha promesso di ripulire il paese dagli extracomunitari entro il 25 dicembre, per fare un natale come si deve, bello pulito, senza troppi stranieri.. insomma all'insegna della vera tradizione cristiana ed italiana.
Complimenti.
"Il crocifisso nelle scuole non si tocca! è simbolo dell'italia cristiana e dei valori della nostra cultura"
Bhe se questa è l'italia (e lo scrivo minuscolo apposta) mi spiace ma io mi dissocio... e mi vergogno di essere italiana. Dunque...
Caro Babbo Natale, sai che ho già molto di quello che mi serve, direi tutto ciò che è veramente importante. Sai che non voglio disturbarti con pretese inutili però.. Caro Babbo Natale.. ti prego.. solo per quest'anno... visto che ho davvero cercato di essere buona.. Babbo.. Solo per quest'anno.. Ti prego... Giu' dal Camino, Babbo... Una quintalata di merda.. Babbo a chi veramente se lo merita...
Grazie.
Sei un tesoro.
A presto.
IL CAPPELLAIO MATTO

lunedì 30 novembre 2009

Attimi di Immenso


Ci sono attimi d'immenso che non credevi esistessero per te... come quando ti svegli la mattina e ti rendi conto che tutto va davvero per il verso giusto.
Ci sono attimi d'immenso che sai che riuscirai a fissare nella mente per il resto della tua esistenza e dai quali attingerai forza nei momenti difficili.. SAPRAI CHE SONO ESISTITI E CHE TORNERANNO PRIMA O POI.
Ci sono attimi di immenso in cui tutto si ferma e tu, sospesa, ringrazi ciò che ti ha portata fino a li: esattamente al tuo posto, dove prima non avresti pensato di voler stare e che ora diventa l'unico posto giusto in tutto il mondo... nel suo abbraccio.
Ci sono attimi di pura esilarante demenzialità che danno una pennellata di colore in mezzo a tutta questa meravigliosa immensita' che mi viene regalata ogni giorno...

IL CAPPELLAIO MATTO

domenica 22 novembre 2009

Santa Cecilia

Santa Cecilia io non so chi sia, nè so per quale motivo sia la partona dei musicisti, nè tantomeno perché a Taranto sia festa il 22 novembre, giorno dedicato a questa santa.
Quello che so è che cosa sia per me, e credo per la maggior parte dei tarantini, questo giorno.
Per il 22 novembre tutti gli alberi di Natale e gli addobbi e i personaggi del presepe scendono dai tramezzi, escono dagli sgabuzzini, saltano fuori dalle scatole in cui hanno riposato nei passati dieci mesi, e cominciano a diffondere per casa l'atmosfera natalizia. Per le vie della città, se alzi gli occhi, da questa sera potrai cominciare a scorgere le lucine colorate e decorazioni alle finestre. Taranto è estrema anche nella durata del periodo natalizio: esiste un'altra città dove dura un mese e mezzo?
E poi, soprattutto, il 22 novembre ci sono loro: le pettole (foto).
Dal mattino molto presto il profumo di queste splendide palline di pastella fritta e avvolta nello zucchero, disarmanti nella loro semplicità ed essenzialità, invade le strade, i cortili, i pianerottoli dei condomini. Le mamme impastano la sera prima di andare a letto, e al mattino prestissimo friggono le pettole perchè siano pronte per la colazione della famiglia: festeggio con questo post il mio ingresso ufficiale nella schiera delle mamme tarantine, avvenuto questa mattina alle 8:05 dopo cinque ore di sonno e quintali di adrenalina per l'evento.
Sono cresciuta in una famiglia poco tradizionalista, unica bambina in casa, con una mamma che non amava i riti e poco conosceva le tradizioni di questa città, che le stava stretta. Ho vissuto l'adolescenza e la giovinezza in un oratorio salesiano, l'istituzione più vicina ad una famiglia allargata nella quale mi sono imbattuta, dove il 22 novembre un'orda di mamme tarantine doc armata di frizzola (leggi: padella per friggere) e mestolo forato calava in cortile a friggere chili di pettole per tutti sui fornelli da campeggio, mentre io e i miei amici suonavamo con una band strampalata pezzi rock e blues stonati avvolti dall'odore di fritto che ti restava attaccato addosso senza rimedio per tutto il giorno. Invidiavo i figli di quelle donne che sapevano dare un valore a questa piccola cosa, che sapevano con un tocco di zucchero fare una festa intorno a un po' d'acqua e farina, perchè in fondo non facevo davvero parte di quel tutto, perchè in fondo non appartenevo davvero a quel rito di apertura delle feste di Natale, che a casa mia erano vissute con quel distacco e quel po' di freddezza tipici di chi bada alla sostanza e non sopporta l'ipocrisia dei riti religiosi o tradizionali. Ringrazio i miei per avermi cresciuta in questo modo, se così non fosse stato il mio senso critico non sarebbe così sviluppato e sari certamente una persona meno libera...però queste piccole cose sono mancate tanto alla bambina che è in me, che non vedevo l'ora di poterle creare io, non vedevo l'ora di poter essere io protagonista di questi piccoli sogni bambini.
Questa mattina, quando ho invaso la casa con quell'odore, guardando le case del presepe gigante che il Duca allestirà, meditando su quanto tempo ci vorrà a montare l'albero ecologico di due metri che abbiamo preso, attaccando le decorazioni di silicone sui vetri della credenza, quella nostalgia è svantita, spazzata via dalla stupefacente sensazione che dà l'essere riusciti a realizzare un piccolo grande sogno. La sensazione perfetta di quando ogni cosa è al suo posto, e tu sei esattamente dove vorresti essere e con coloro con cui vorresti essere.

Ricetta delle pettole per 4 persone:

ingredienti:
200 gr di farina
1/3 di panetto di lievito di birra
acqua q.b.
olio per friggere

utensili:
1 frizzola
1 mestolo forato
1 cucchiaino
1 dito indice

procedimento:
Si fa sciogliere il lievito sbriciolato con un cucchiaino di zucchero, lo si aggiunge una volta sciolto alla farina, e si crea una pastella aggiungendo pian piano acqua fredda e lavorando il tutto energicamente con una forchetta. L'impasto dovrà risultare una pastella piuttosto liquida, senza grumi. Si lavora con la forchetta finché non si ottiene questo risultato. Si lascia poi lievitare per alcune ore (meglio se tutta la notte).
Dopo la lievitazione, che dà una pastella fermentata sempre liquida ma un po' più collosa, si mette a scaldare una pentola alta con abbondante olio per friggere e si lasciano cadere nell'olio bollente, una ad una, piccole porzioni di impasto raccolte con un cucchiaino e fatte scendere nell'olio bollente con l'indice. Sono pronte quando sono belle dorate. Tirate fuori dall'olio caldo, vanno fatte asciugare bene con carta assorbente, e passate dello zucchero semolato quando sono asciutte ma tiepide. Et voilà, il minuto di paradiso della duchessa. Oggi è festa grande.

venerdì 20 novembre 2009

TAO E TANTRA...


Un amico tempo fa (taaaaanto tempo fa.. scusa Francesco!!) mi chiese cosa ne pensassi di questo libro..
Ecco che traggo le mie conclusioni... del tutto personali e basate su quella che è la MIA PERSONALE visione dell'argomento trattato... Insomma tiro fuori quello che questo libro mi ha lasciato e che si agita prepotente dentro di me... anche se (devo essere sincera) non ho del tutto chiaro che cosa sia!
In fondo è questo che cerco dai libri: non solo sapere, ma anche spunti per comprendere e comprendermi; input che mi colpiscano nel profondo e che mi lascino in sospeso a cercare di capire/carpire il messaggio che mi viene trasmesso e che ha toccato la mia anima. Ad oggi questo messaggio mi risulta ancora abbastanza enigmatico. E' come se avesse piantato un seme che piano piano germoglia in diversi aspetti del quotidiano.
Giustifico il tutto ripetendomi che ci vuole apertura mentale e capacità di "andare oltre" le barriere culturali per trarre il meglio da questa lettura: purtroppo non è da tutti e per quanto ci sentiamo liberi non è semplice "vedere" il messaggio senza che i nostri retaggi culturali influiscano. E' molto facile fermarsi al primo stadio di comprensione quando si parla di sesso e pratiche spirituali a ciò legate... ed è proprio la sensazione che ho io.
E dire che mi giudicavo dalle larghe vedute e dalle profonde capacità di compresione ...
L'uso che si propone del tao e del tantra, forse per la distanza culturale innegabile, è difficile non solo da comprendere ma persino da mettere in atto (anche se il buon Francesco ci spiega con esempi pratici come è possibile anche nella società odierna seguire questa filosofia di vita!).
Da secoli la tradizione tantrica indiana e quella taoista cinese insegnano a vivere la dimensione fisica come inscindibile da quella spirituale: il corpo viene visto come strumento per accedere alla dimensione spirituale, per avvicinarsi al divino. Non mi stancherò mai di ripetere che la base di tutte queste filosofie è la completezza e la non scissione dell'individuo fisico/mentale/spirituale.. non esiste divisione. L'uomo è un tutt'uno... è chiaro che questo mi è abbastanza facile da comprendere...
L'eros è un alleato per aiutare la percezione a farsi piu' profonda e sacrale della realtà.
Il piacere è una vera e propria iniziazione al mistero dell'esistenza...
Secondo l'autore discipiline come il tantra ed il tao possono darci la possibilità di andare oltre la visione terrena dell'esistenza: ci possono letteralmente mettere in contatto con la parte più alta del nostro spirito.. la sacralità è alla base di tutto il libro. E' lo strumento principe per entrare in contatto con noi stessi, per accettarci ed amarci per cio' che siamo e rappresentiamo, per conoscerci ed evolvere. Il corpo ed il sesso per intraprendere un viaggio verso la conoscenza e le iniziazioni dei misteri ancestrali dell'uomo.. per la scoperta dell'unica cosa che l'uomo non ha mai smesso di inseguire nei secoli: L'AMORE.
Amore con la "A" maiuscola; Amare noi stessi prima di tutto nella completezza del sentimento per arrivare all'Amore vero il tutto: oltre la concezione che ne abbiamo noi..
Ecco è questa la parte più difficile, che sento di comprendere ma ho la forte impressione di capirlo solo a metà.
Mannaggia Francè... mi hai davvero messa in crisi!
Bello. Curato. Aperto. Un libro che secondo me è da leggere. E magari anche rileggere...

IL CAPPELLAIO MATTO

giovedì 19 novembre 2009

IL BAMBINO INTERIORE


Chi è il Bambino Interiore? non fate finta di niente, tutti lo conosciamo e sappiamo perfettamente che esiste... è la parte della nostra personalità che resta sempre bambina e che quindi mantiene in se’ le caratteristiche legate al mondo dell’infanzia; è colui che porta nella nostra vita la giocosità, la creatività, lo stupore, il contatto con lo spirito, ma anche il bisogno, la vulnerabilità... la parte piu' vera e piu' profonda del nostro essere, quella collegata con il nostro DAIMON... quella che spesso non sentiamo più perchè con il tempo e con la crescita abbiamo soffocato in fondo alla nostra coscienza...
Il nostro sistema protettivo, le nostra maschere, le nostre corazze lo hanno relagato in fondo a noi, ormai siamo identificati con il mondo dei “grandi”, siamo adulti, siamo seri, siamo responsabili.
Ma LUI resiste e sopravvive dentro di noi, ed anche fuori di noi, nonostante tutto, e spesso ci ricorda qual'è la nostra vera essenza e il nostro cammino personale..
Sulla sua esistenza sono tutti d'accordo dagli psicologi ai comportamentisti.. fino ad arrivare alle filosofie orientali e non.. anzi se facciamo un passo indietro vediamo che fa parte della nostra civiltà da almeno 2000 anni. Pensate ai miti, alle favole, da Pollicino, a Cenerentola, a Hansel e Gretel, tutto ci parla di bambini maltrattati, abusati, di mostri e streghe cattive, ma pure di magia e salvezza, di redenzione e potere. Anche attraverso le favole ed i miti noi recuperiamo il contatto con il nostro Bambino Interiore.
E' la base della nostra struttura psicologica, il fulcro della nostra anima, la base di partenza per la nostra energia personale ...
Jung è stato il primo ad introdurlo apertamente nel 1912 con "basi scientifiche" facendolo riconoscere dalla psicologia moderna.. ma la nostra cultura e diverse filosofie di vita ne parlavano già da tempo.
Il Bambino Interiore rappresenta l’inizio e la fine, la creatura che esiste prima dell’ uomo, ma anche la creatura finale, o meglio, una anticipazione di quello che la creatura sarà, una anticipazione della vita oltre la morte.
E' quindi una figura profondamente legata “nascita e rinascita”, è legato a tutte le qualità di gioia e creatività, ma 8se non equilibrato) può avere anche una connotazione negativa (ecco che si può parlare della nostra OMBRA).
Crescere diventare adulti è necessario, è buono, è naturale: ma solo se si resta in contatto con il bambino Interiore equilibrato.
Bisogna dunque conoscere il proprio Bambino interiore nelle sue contraddizioni, nei suoi aspetti molteplici, nei suoi lati luminosi e di ombra. Non c’è altra strada, conoscere, riconoscere, accettare questa parte di noi, farla fiorire per recuperarne le qualità.
E’ necessario restare bambini pur essendo divenuti adulti. E’ necessario recuperare la spontaneità, la creatività, la fantasia per equilibrare un mondo adulto spesso svuotato, in cui viene a mancare l’entusiasmo, in cui non si sa godere del qui ed ora, in cui ci si vergogna ad esprimere le proprie emozioni, ci si vergogna a chiedere.
Anche Cristo faceva probabilmente riferimento al Bambino Interiore quando diceva:” Se non diventerete come bambini, non entrerete nel regno dei cieli”.
Nessuno come il bambino Interiore sa recuperare lo sguardo infantile, lo sguardo incantato. nessuno come lui ha un'apertura nei confronti del mondo e nei confronti degli altri e sa spingersi verso la vita e verso lo spirito.
A volte deve "apparirci" in sogno perchè lo stiamo a sentire, altre volte ci manda segnali chiari ma che non vogliamo vedere...
Personalmente ho usato il reiki per riprendere il contatto con lui: ci sono diverse applicazioni nell'autotrattamento di primo livello (*1) che hanno sortito buon effetto. Con il secondo livello sono passata al trattamento mentale direttamente "studiato" per il bambino interiore (*2).
*1 - ogni giorno, almeno 5 min per posizione: a) dalla fronte fino ai denti zona parallela al naso; b) x chi perde capelli nella zona in cui questo è più evidente o comunque cuoio capelluto in corripondenza al 7° chackra; c) plesso solare; d) zona pelvica -bacino con posizione delle mani a V (coggige e perineo compresi); concludere con 15 min nella zona della nuca.

*2 - trattamento di secondo livello con intenzione e reiki al Bambino Interiore per almeno 20 min ogni giorno. procedura 1° simbolo - intenzione - 2° simbolo - 1° simbolo trattando con intenzione nuca-plesso solare - 1° chakra.

Dunque.. dateci dentro.. cercatelo e quando lo trovate dedicategli il tempo che merita...

IL CAPPELLAIO MATTO

mercoledì 18 novembre 2009

NEL PARTICOLARE...


Certo è che la vita è strana.
O forse lo siamo noi che non la guardiamo mai dal lato giusto e non sappiamo valutare...
Quello che è sicuro è che la prospettiva del particolare non ci appartiene, noi tendiamo a vedere il complesso... ma la vita insegna che è il particolare quello che conta e da li si deve partire.
A vent'anni non lo sapevo e correvo incontro al futuro con spirito battagliero lottando con tutte le mie forze per cambiare gli eventi e ciò che ritenevo non andasse bene per me; lottavo contro il particolare per modificare il complesso, senza nemmeno osservarlo, senza tenere contro del suo chiaro significato.
A distanza di anni forse ho capito qualcosa.
La vita ti mette di fronte a miliardi di particolari, chiarissimi, innegabili, immutabili: basterebbe prenderne atto e lasciarsi andare di conseguenza.. ma no! Pur essendo davanti ai nostri occhi, in primo piano, limpidi come nient'altro, non li vediamo.
Non li vogliamo vedere. Ci convinciamo che dobbiamo lottare, combattere, sacrificarci per cambiare la situazione solo perchè non vogliamo ACCETTARE.
Se avessi perso meno tempo a lottare contro la corrente della vita ed i mulini a vento che mi ero creata probabilmente avrei vissuto di più e sarei arrivata alla serenità molto prima...
Nella semplicità del particolare sta la verità...
IL CAPPELLAIO MATTO

lunedì 2 novembre 2009

Che cos'è un G.A.S.????


Un G.A.S. (letteralmente Gruppo d'Acquisto Solidale) è un gruppo d’acquisto formato da un insieme di persone che decidono di incontrarsi per acquistare all’ingrosso prodotti alimentari o di uso comune (vestiario, scarpe etc) da ridistribuire tra loro.
Di norma si tratta di persone che hanno un qualche rapporto preesistente (amicizia, lavoro, vicinato...) e che hanno una visione simile su quello che dovrebbe essere l'economia e la politica di acquisto in questa nostra società: ovvero si rendono conto che le odierne leggi del mercato non solo penalizzano il consumatore, ed allo stesso tempo anche il piccolo produttore, arricchendo solo chi sta al vertice della piramide, ma non tengono conto nemmeno di quello che è l'impatto ambientale nel commercio...
Un G.A.S. diviene solidale nel momento in cui decide di utilizzare il concetto di solidarieta' come criterio guida nella scelta dei prodotti. Solidarieta' nei riguardi dei produttori che forniscono i prodotti, per permettergli di avere un giusto reddito e non essere schiacciati dai monopolisti della distribuzione, nei confronti dell’ambiente e delle altre creature che condividono con noi il Pianeta, rispetto ai popoli del sud del mondo che subiscono le conseguenze di questo modello di sviluppo, ma anche riguardo ai membri stessi del gruppo.
Questo è il G.A.S.: Una critica profonda verso il modello di consumo e di economia globale e di largo e inconsapevole consumo che sfocia in un modo costruttivo di acquistare e redistruibuire il prodotto, abbattendo i costi, sostenendo i piccoli produttori e rispettando l'ambiente.
Certamente non è semplice abbandonare il "normale" tipo di consumo a cui siamo abituati, è necessario prima di tutto trovare altre persone che la pensino come noi... in secondo luogo sarà necessario iniziare in "piccolo" per capire bene le modalità di gestione.. comunque sia si parte sempre dal contattare un'altro gas, il più vicino a casa, quello di cui si conoscono alcuni componenti, o anche uno qualsiasi, se non si ha nessun tipo di contatto. Infatti la rete dei G.A.S. ha, molto spesso, come primo obbiettivo proprio quello del tutoraggio per far nascere altri gas. Si partecipa a qualche riunione del G.A.S. TUTOR affiancandosi alla gestione di qualche ordine.
Emergerà che è fondamentale l'importanza della riunione come momento di discussione e revisione collettiva di criteri di acquisto e fornitori. Verranno inoltre forniti alcuni indirizzi di fornitori, per non dover iniziare da zero. Ci si potrà allenare e capire come fare un ordine, come provvedere al pagamento delle fatture dei fornitori... Quello che è certo è che un gruppo del genere, oltre a selezionare i propri fornitori in base ai criteri dell'acquisto solidale, è in grado di allargare i propri acquisti mantenendo i rapporti con gli altri gas eventualmente per abbattere i costi di spedizione di alcuni ordini che arrivano da lontano. Ancora una volta il mondo di internet diventa essenziale, sia per comunicazioni veloci e gratuite, sia per comunicare con persone che stanno dall'altra parte dello stivale (o anche piu' lontano): molti hanno creato un blog o un sito internet come base di partenza per comunicare con il Gruppo stesso o con il resto del mondo.
Insomma un G.A.S. è un gruppo libero dal meccanismo malato dell'economia corrotta... che potrebbe permetterci di esprimere, nel nostro piccolo, il nostro dissenso da questo indiscriminato modo di vivere e consumare.
IL CAPPELLAIO MATTO

martedì 27 ottobre 2009

...Di sole, e d'azzurro!


Caro Cappellaio, ecco quello che sento!



Voglio parlare al tuo cuore

leggera come la neve

anche i silenzi lo sai,

hanno parole

Dopo la pioggia ed il gelo

oltre le stelle ed il cielo

vedo fiorire il buono

di noi

il sole e l'azzurro

sopra i nevai


Vorrei illuminarti l'anima

nel blu dei giorni tuoi più fragili

io ci sarò

come una musica

come domenica

di sole e d'azzurro


Voglio parlare al tuo cuore

come acqua fresca d'estate

far rifiorire quel buono

di noi

anche se tu

tu non lo sai


Vorrei illuminarti l'anima

nel blu dei giorni tuoi più fragili

io ci sarò

come una musica

come domenica di sole e d'azzurro

Vorrei liberarti l'anima, come vorrei

nel blu

dei giorni tuoi e fingere

che ci sarò

come una musica

come domenica

di sole e d'azzurro


Voglio parlare al tuo cuore

voglio vivere per te

di sole e d'azzurro


(Giorgia)


la duchessa

lunedì 19 ottobre 2009

Solo per te

Solo per te
convinco le stelle
a disegnare nel cielo infinito
qualcosa che somiglia a te
Solo per te
io cambierò pelle
per non sentir le stagioni passare
senza di te
come la neve non sa
coprire tutta la città
come la notte non faccio rumore
se cado
è per te
(Giuliano Sangiorgi - Negramaro)

venerdì 9 ottobre 2009

Briciole

"Quando vanno su quella poltrona sono tutti uguali. Ce l'hanno tutti con lui perchè ha molto e sono invidiosi". Di fronte a queste parole è solo avvilimento quello che provo, avvilimento e sconfitta. Avvilimento, sconfitta e rabbia perchè il vero ignorante non è colui che non sa, ma colui che pur avendo la possibilità di sapere, sceglie deliberatamente di non guardare la realtà. Testa sotto la sabbia, e via.
Il vero ignorante rifiuta di conoscere su che cosa è basato questo Stato, e soprattutto rifiuta di sapere il perchè. Il vero ignorante rifiuta di riconoscere che, dopo il prezzo esorbitante pagato nel Ventennio e con la Seconda Guerra Mondiale, in termini di vite umane, libertà, stabilità sociale ed economica, questa nazione ha scelto di non ripetere più gli stessi errori. Ha scelto di crescere, di darsi delle istituzioni mature, di non dipendere più, mai più, dalle scelte di un singolo, diventando una Repubblica parlamentare, il che significa, nel profondo, che le decisioni non le prende più uno o un gruppo, ma per la sicurezza di tutti in questo paese le decisioni le si prende tutti insieme, confrontandosi e discutendo e litigando, ma tutti insieme, se proprio non ci mettiamo d'accordo si fa a maggioranza, ma serve il contributo di tutti. E non solo ha preso questa decisione, ma lo ha messo, ancora per sicurezza, non-si-sa-mai-qua-abbiamo-la-memoria-corta, lo ha messo nero su bianco: la Costituzione è nata come una garanzia assoluta e intoccabile, come un ente che al di sopra di tutto, di tutti, della storia e dei suoi errori, proteggesse per sempre i cittadini dalla loro stessa follia. Lasciamo perdere che è ritoccabile, adattabile ai tempi, ma i principi fondanti sono stati stabiliti per non avere tempo: la Costituzione è nata dalla dolorosa presa di consapevolezza che santocielo abbiamo preso proprio un abbaglio, non ci possiamo fidare di noi stessi e delle nostre scelte politiche, abbiamo avuto troppa fiducia e troppo cieca: da adesso in poi chi va al potere deve rigare dritto, e rispettare le regole che tutti insieme ci stiamo dando. Ci inventiamo dei bellissimi Organi di Controllo, una specie di Guardie Svizzere dell'ente superiore Costituzione: è meglio che ci mettiamo qualcuno a proteggere il fondamento della nostra Repubblica, non-si-sa-mai. Magari non servirà mai, siamo belli e scottati e la Costituzione non si tocca, tutti ci crediamo ci giuriamo sopra ma dai non serviranno mai...però mettiamoceli dài non-si-sa-mai.
E invece purtroppo sono serviti. In questi giorni, l'Italia è stata messa semplicemente di fronte alla sua natura di Repubblica parlamentare basata sulla Costituzione. Punto.
Come si fa a non avvilirsi, a non sentirsi sconfitti, a non riempirsi di rabbia quando chi ti sta intorno sbriciola in poche parole tutto ciò su cui il suo essere cittadino italiano si basa, e cioè che la Costituzione e i suoi Organi di Controllo servono proprio a far rigare dritto chi va al potere? Sessant'anni di storia repubblicana, di morti, di valori, sbriciolati davanti alla tracotanza del denaro. Lui ha molto, perciò ce l'hanno con lui. Tutto il resto, non esiste.
Come direbbe Ascanio Celestini, "tranquilli, non è successo, niente".

la duchessa