lunedì 2 novembre 2009

Che cos'è un G.A.S.????


Un G.A.S. (letteralmente Gruppo d'Acquisto Solidale) è un gruppo d’acquisto formato da un insieme di persone che decidono di incontrarsi per acquistare all’ingrosso prodotti alimentari o di uso comune (vestiario, scarpe etc) da ridistribuire tra loro.
Di norma si tratta di persone che hanno un qualche rapporto preesistente (amicizia, lavoro, vicinato...) e che hanno una visione simile su quello che dovrebbe essere l'economia e la politica di acquisto in questa nostra società: ovvero si rendono conto che le odierne leggi del mercato non solo penalizzano il consumatore, ed allo stesso tempo anche il piccolo produttore, arricchendo solo chi sta al vertice della piramide, ma non tengono conto nemmeno di quello che è l'impatto ambientale nel commercio...
Un G.A.S. diviene solidale nel momento in cui decide di utilizzare il concetto di solidarieta' come criterio guida nella scelta dei prodotti. Solidarieta' nei riguardi dei produttori che forniscono i prodotti, per permettergli di avere un giusto reddito e non essere schiacciati dai monopolisti della distribuzione, nei confronti dell’ambiente e delle altre creature che condividono con noi il Pianeta, rispetto ai popoli del sud del mondo che subiscono le conseguenze di questo modello di sviluppo, ma anche riguardo ai membri stessi del gruppo.
Questo è il G.A.S.: Una critica profonda verso il modello di consumo e di economia globale e di largo e inconsapevole consumo che sfocia in un modo costruttivo di acquistare e redistruibuire il prodotto, abbattendo i costi, sostenendo i piccoli produttori e rispettando l'ambiente.
Certamente non è semplice abbandonare il "normale" tipo di consumo a cui siamo abituati, è necessario prima di tutto trovare altre persone che la pensino come noi... in secondo luogo sarà necessario iniziare in "piccolo" per capire bene le modalità di gestione.. comunque sia si parte sempre dal contattare un'altro gas, il più vicino a casa, quello di cui si conoscono alcuni componenti, o anche uno qualsiasi, se non si ha nessun tipo di contatto. Infatti la rete dei G.A.S. ha, molto spesso, come primo obbiettivo proprio quello del tutoraggio per far nascere altri gas. Si partecipa a qualche riunione del G.A.S. TUTOR affiancandosi alla gestione di qualche ordine.
Emergerà che è fondamentale l'importanza della riunione come momento di discussione e revisione collettiva di criteri di acquisto e fornitori. Verranno inoltre forniti alcuni indirizzi di fornitori, per non dover iniziare da zero. Ci si potrà allenare e capire come fare un ordine, come provvedere al pagamento delle fatture dei fornitori... Quello che è certo è che un gruppo del genere, oltre a selezionare i propri fornitori in base ai criteri dell'acquisto solidale, è in grado di allargare i propri acquisti mantenendo i rapporti con gli altri gas eventualmente per abbattere i costi di spedizione di alcuni ordini che arrivano da lontano. Ancora una volta il mondo di internet diventa essenziale, sia per comunicazioni veloci e gratuite, sia per comunicare con persone che stanno dall'altra parte dello stivale (o anche piu' lontano): molti hanno creato un blog o un sito internet come base di partenza per comunicare con il Gruppo stesso o con il resto del mondo.
Insomma un G.A.S. è un gruppo libero dal meccanismo malato dell'economia corrotta... che potrebbe permetterci di esprimere, nel nostro piccolo, il nostro dissenso da questo indiscriminato modo di vivere e consumare.
IL CAPPELLAIO MATTO

martedì 27 ottobre 2009

...Di sole, e d'azzurro!


Caro Cappellaio, ecco quello che sento!



Voglio parlare al tuo cuore

leggera come la neve

anche i silenzi lo sai,

hanno parole

Dopo la pioggia ed il gelo

oltre le stelle ed il cielo

vedo fiorire il buono

di noi

il sole e l'azzurro

sopra i nevai


Vorrei illuminarti l'anima

nel blu dei giorni tuoi più fragili

io ci sarò

come una musica

come domenica

di sole e d'azzurro


Voglio parlare al tuo cuore

come acqua fresca d'estate

far rifiorire quel buono

di noi

anche se tu

tu non lo sai


Vorrei illuminarti l'anima

nel blu dei giorni tuoi più fragili

io ci sarò

come una musica

come domenica di sole e d'azzurro

Vorrei liberarti l'anima, come vorrei

nel blu

dei giorni tuoi e fingere

che ci sarò

come una musica

come domenica

di sole e d'azzurro


Voglio parlare al tuo cuore

voglio vivere per te

di sole e d'azzurro


(Giorgia)


la duchessa

lunedì 19 ottobre 2009

Solo per te

Solo per te
convinco le stelle
a disegnare nel cielo infinito
qualcosa che somiglia a te
Solo per te
io cambierò pelle
per non sentir le stagioni passare
senza di te
come la neve non sa
coprire tutta la città
come la notte non faccio rumore
se cado
è per te
(Giuliano Sangiorgi - Negramaro)

venerdì 9 ottobre 2009

Briciole

"Quando vanno su quella poltrona sono tutti uguali. Ce l'hanno tutti con lui perchè ha molto e sono invidiosi". Di fronte a queste parole è solo avvilimento quello che provo, avvilimento e sconfitta. Avvilimento, sconfitta e rabbia perchè il vero ignorante non è colui che non sa, ma colui che pur avendo la possibilità di sapere, sceglie deliberatamente di non guardare la realtà. Testa sotto la sabbia, e via.
Il vero ignorante rifiuta di conoscere su che cosa è basato questo Stato, e soprattutto rifiuta di sapere il perchè. Il vero ignorante rifiuta di riconoscere che, dopo il prezzo esorbitante pagato nel Ventennio e con la Seconda Guerra Mondiale, in termini di vite umane, libertà, stabilità sociale ed economica, questa nazione ha scelto di non ripetere più gli stessi errori. Ha scelto di crescere, di darsi delle istituzioni mature, di non dipendere più, mai più, dalle scelte di un singolo, diventando una Repubblica parlamentare, il che significa, nel profondo, che le decisioni non le prende più uno o un gruppo, ma per la sicurezza di tutti in questo paese le decisioni le si prende tutti insieme, confrontandosi e discutendo e litigando, ma tutti insieme, se proprio non ci mettiamo d'accordo si fa a maggioranza, ma serve il contributo di tutti. E non solo ha preso questa decisione, ma lo ha messo, ancora per sicurezza, non-si-sa-mai-qua-abbiamo-la-memoria-corta, lo ha messo nero su bianco: la Costituzione è nata come una garanzia assoluta e intoccabile, come un ente che al di sopra di tutto, di tutti, della storia e dei suoi errori, proteggesse per sempre i cittadini dalla loro stessa follia. Lasciamo perdere che è ritoccabile, adattabile ai tempi, ma i principi fondanti sono stati stabiliti per non avere tempo: la Costituzione è nata dalla dolorosa presa di consapevolezza che santocielo abbiamo preso proprio un abbaglio, non ci possiamo fidare di noi stessi e delle nostre scelte politiche, abbiamo avuto troppa fiducia e troppo cieca: da adesso in poi chi va al potere deve rigare dritto, e rispettare le regole che tutti insieme ci stiamo dando. Ci inventiamo dei bellissimi Organi di Controllo, una specie di Guardie Svizzere dell'ente superiore Costituzione: è meglio che ci mettiamo qualcuno a proteggere il fondamento della nostra Repubblica, non-si-sa-mai. Magari non servirà mai, siamo belli e scottati e la Costituzione non si tocca, tutti ci crediamo ci giuriamo sopra ma dai non serviranno mai...però mettiamoceli dài non-si-sa-mai.
E invece purtroppo sono serviti. In questi giorni, l'Italia è stata messa semplicemente di fronte alla sua natura di Repubblica parlamentare basata sulla Costituzione. Punto.
Come si fa a non avvilirsi, a non sentirsi sconfitti, a non riempirsi di rabbia quando chi ti sta intorno sbriciola in poche parole tutto ciò su cui il suo essere cittadino italiano si basa, e cioè che la Costituzione e i suoi Organi di Controllo servono proprio a far rigare dritto chi va al potere? Sessant'anni di storia repubblicana, di morti, di valori, sbriciolati davanti alla tracotanza del denaro. Lui ha molto, perciò ce l'hanno con lui. Tutto il resto, non esiste.
Come direbbe Ascanio Celestini, "tranquilli, non è successo, niente".

la duchessa

giovedì 1 ottobre 2009

L'Eleganza del Riccio



Delicato e Pungente allo stesso tempo, questo romanzo di Muriel Barbery è stato una delle sorprese editoriali del 2006 in Francia: pare abbia avuto ben 50 ristampe vendendo oltre 600.000 copie.
Anche in Italia ha occupato il primo posto nella classifica delle vendite per un termine di tempo spropositato.
I premi letterari vinti non si contano (e, a dire il vero, nemmeno ci interessano) il fatto è che questo libro oltre ad aver scalato le classifiche europee ha raggiunto il cuore di noi lettori, e l'ha conquistato.
"L'Eleganza del Riccio" è già un titolo singolare che incuriosisce il lettore alla prima occhiata: Reneé Michel davvero sembra essere la comunissima portinaia del numero 7 di rue Grenelle.. apparentemente è sciatta, pigra, interessata solamente alla cura del suo gatto, alla televisione e alle sue piccole faccende private.
La realtà però è ben diversa: arte, filosofia, cinema e soprattutto cultura giapponese sono il suo pane quotidiano, la sua reale ragione di vivere... Perchè dunque dissimulare tale cultura???!
La dodicenne Paloma Josse (figlia di un Ministro della Repubblica ed abitante del singolare Condominio, in costante lotta con la propria famiglia) dopo essersi eretta "piccola e minuziosa Giudice dell'Umanità", presto scoprirà la vera anima che si cela dietro la falsa portinaia...
Paloma e Reneé si incontreranno per davvero riconoscendosi come anime simili grazie all'arrivo di un misterioso signore giapponese...
Ma mi fermo qui, perchè il libro merita davvero di essere letto.
Sappiate solo che a volte l'intelletto e la cultura non bastano: solitamente c'è bisogno di qualcosa in più.. qualcosa che parli di comprensione, condivisione, amore... qualcosa come l'amicizia.
IL CAPPELLAIO MATTO

martedì 29 settembre 2009

ANDIAMO PER IL BOSCO...


.. A VEDERE SE C'è IL LUPO...
Ve la ricordate questa filastrocca che canticchiavamo da bambini mentre facevamo il girotondo tutti insieme????
... Da sempre il bosco è stato il mio elemento naturale (dipenderà forse dal nome che mi hanno dato che ha proprio quel significato?!!!); da sempre mi affascina ed attira. Ricordo che sin da piccola (le volte che mia nonna e mia mamma mi concedevano di accompagnarle mentre andavano a funghi) entravo in quel regno magico e mi sentivo perfettamente a mio agio. Ricordo la luce soffusa, l'atmosfera sospesa, i rumori attutiti e naturali... le felici giganti e i funghi di diverse forme e colori che spuntavano da ogni parte.... Mi ammaliava questo mondo magico. Questa culla naturale. Questo profumo di sottobosco fresco e fragrante... Pace e tranquillità mi invadevano e sarei potuta stare ore a vagare senza pensare a nulla, solo osservando la meraviglia che mi circondava.
Passano gli anni ma le cose non sono cambiate.
Torno nel bosco con la Lepre a cercar funghi e di colpo mi invade la stessa sensazione incredibile.
E mi permea il desiderio di tornarci, ancora, e ancora...
E' il mio posto. E' il mio richiamo.
Continuano a dirmi di non andare nel bosco da sola che c'è il lupo, proprio come da bambina...
"ANDIAMO PER IL BOSCO A VEDERE SE C'è IL LUPO ..."
E se il lupo ci fosse? (mi chiedono per spaventarmi)
E se il lupo fossi io? (rispondo per provocare)
Lo so i tempi son cambiati. Lo so il mondo è pieno di persone infime (altro che il lupo animale!!!). Lo sooooo la metafora del lupo dovrebbe portarmi a pensare (conosco persin troppo bene la cattiveria umana).. ma il richiamo persiste...
Prometto ad Embhè che non ci andrò da sola. Capisco la preoccupazione di chi mi vuole bene.
"ANDIAMO PER IL BOSCO A VEDERE SE C'è IL LUPO..."
Ma il richiamo è li... continua imperterrito.
IL CAPPELLAIO MATTO

venerdì 18 settembre 2009

La ballata dell'eroe


Era partito per fare la guerra
per dare il suo aiuto alla sua terra
gli avevano dato le mostrine e le stelle
e il consiglio di vender cara la pelle
e quando gli dissero di andare avanti
troppo lontano si spinsero a cercare la verità
ora che è morto la patria si gloria
d'un altro eroe alla memoria
era partito per fare la guerra
per dare il suo aiuto alla sua terra
gli avevano dato le mostrine e le stelle
e il consiglio di vender cara la pelle
ma lei che lo amava aspettava il ritorno
d'un soldato vivo, d'un eroe morto che ne farà
se accanto nel letto le è rimasta la gloria
d'una medaglia alla memoria.
(Fabrizio de Andrè)

la duchessa

lunedì 14 settembre 2009

Cronaca di una degustazione annunciata...


Nonostante le unghie laccate e gli esperimenti in materia di sartoria non ho potuto accedere al Paese dei Balocchi a cuor leggero... Ho ancora le mie difficolta' a capire molti processi mentali e stili di vita... e credo sia un deficit nel mio dna che mi impedisce di avvicinarmi alla soluzione dell'enigma comprendendo molti "perchè"... I miei limiti restano invariati e i miei difetti pure... numerosi sono i cortocircuiti nel mio sentire; e non menziono le interferenze emotive dovute alla mia follia intrinseca da "cambio di stagione"...
Insomma nonostante lo smalto alle unghie e le energie convogliate (positivamente) in un esperimento di bassa sartoria all'avanguardia.... non ho ottenuto il risultato sperato.
Però ho acquistato una deliziosa pochette frivola e sberluccicante che calza a pennello che le scarpette rosse d'ordinanza (a soli 5 euro!!!) e per almeno qualche ora le mie unghie laccate (color madreperla) mi hanno regalato una saggezza niente male... (ma forse si trattava del vino..)
Chiaramente tutto ha il suo tempo e presto sono tornata con i piedi perterra a sotterrarmi sotto mille domande ed a cercare i "perchè" che mi erano sfuggiti, cercando di cambiare la situazione e arrampicandomi sugli specchi...
Ho sempre pensato che siamo su questa terra per migliorare noi stessi: bhè posso dire che (per quanto Mi riguarda) i risultati non fanno onore all'impegno!!! Ingiusto non credete?!!!
Comunque ho pensato che avevo due soluzioni per migliorare l'umore del momento: la prima era quella di colorarmi le unghie delle mani con il mio pennarello preferito (proprio come facevo da piccola).. mi avrebbe donato un senso di leggerezza incredibile.
Peccato che poi per levare quel colore ci avrei impiegato MESI, avrei smadonnato come uno scaricatore di porto (tipo il famoso CULCHEGO della Duchessa...) ed alla fine avrei fatto di me stessa una persona peggiore di quella ante azione per migliorarmi. Ok opzione scartata.
L'altra soluzione era lanciarmi in uno dei miei passatempi preferiti: la degustazione di qualche vino che da tempo non assaggio... inutile dire che sono partita in quinta.
Devo dire la verità: è stato tutto merito di Embhè se ho potuto prendere in considerazione l'opzione numero due.. perchè il vino che da tempo sognavo di riassaggiare ( e che in zona non riuscivo a scovare ) andava cercato con cura... Così sabato mattina siamo partiti alla volta della zona in cui viene prodotto questo nettare degli dei: destinazione VERDUNO.
Due sono state le cantine visitate, entrambe degne di nota.
La prima "Cascina Massara - Burlotto" è quella che mi ha fornito quello che cercavo da tempo, un buon Verduno Pelaverga esattamente con il gusto che ricordavo e che mi mancava così tanto
La seconda cantina - quella del signor Antonio Brero - mi ha esaltato, non tanto per il vino (che è risultato comunque molto buono) ma per la particolarita' e la simpatia del suo "vinandolo" mezzo profeta e mezzo filosofo...
Il Pelaverga mi ha fornito quello che desideravo: color rubino con bordo granato, note fruttate di ciliegia ed amarena, gradevole retrogusto pepato che permane in bocca con sfumatura selvatica, spessore giusto.. mi ha esaltato assaggiarlo ben ossigenato e leggermente fresco (16° circa)... insomma una vera chicca!!!
Il resto l'ha fatto mezza giornata spesa a ciarlare con Embhè fra i fumi dell'alcool, sperduti nella Langa a contatto con persone veramente divertenti.
Buon umore ritrovato.
Sono pronta per ricominciare!!



IL CAPPELLAIO MATTO

giovedì 3 settembre 2009

Unghie Laccate


C'è una cosa che non so proprio fare ma che mi affascina...
L'UNGHIA LACCATA.
Soprattutto di rosso. O di Bordeaux... Ma anche il nero ha il suo fascino.
Pare che con l'unghia laccata tutto venga meglio: tutto acquista un timbro particolare. Sembra una magia. Ho addirittura l'impressione che con le unghie laccate saprei fare anche le cose per cui non sono portata o che non ho mai fatto.
Ma io ho le unghie cortissime e non so dare gli smalti colorati.. e non li lascio mai asciugare abbastanza.
Esco sempre dai margini: eppure da bambina quando coloravo ero estremamente precisa, anche con i pennelli! Ma con lo smalto ho qualche difficoltà.. e finisco con l'innervosirmi e l'intossicarmi alternando acetone e smalto, smalto ed acetone...
Con l'unghia laccata saprei anche finire la borsa e ovviare ai problemi logistici relativi al manico...
Potrei addirittura stirare e non trovarlo noioso...
Imparerei a non far sgonfiare il soufflè...
Potrei sostenere con nonchalance anche le conversazioni più noiose e banali.
Saprei non annoiarmi in mezzo alla fiera del luogo comune...
Forse troverei piu' stimoli a conoscere la flora e la fauna del Paese dei Balocchi...
Ok. Ho deciso. Adesso vado di là e mi lacco le unghie.
IL CAPPELLAIO MATTO

martedì 1 settembre 2009

Pochette si... Pochette no... ???


Sabato devo andare ad un matrimonio: ed io DETESTO i matrimoni.
Diciamo pure che non mi piace la formalità e l'obbligo di dovermi "conciare per le feste" in alcune occasioni senza che ci sia un motivo: in piu' non mi piace essere costretta a pettinarmi: insomma non lo faccio tutto l'anno perchè dovrei essere "diversa" per questa occasione???
Mi dicevano: "Vedrai al tuo matrimonio, allora si che capirai..".. bhè mi sono sposata spettinata e con le scarpe da "tutti i giorni".. e sono finita a sciabattare in infradito, e mi sono pure divertita.. e non ho assolutamente cambiato idea.
Ora... forse passerò per la sciattona di turno, il che poco mi importa, ma in fondo penso di avere il MIO stile che è tutto suo, magari eccentrico, estroso, particolare.. ma anche curato.. forse non condivisibile da tutti coloro che seguono la moda... ma io la moda preferisco "inventarmela" piuttosto che seguirla. Non ho mai amato avere qualcosa che hanno tutti... e continuo a pensarla così!!! Insomma sono una stracciona snob!!
Comunque sia indosserò un vestito rosso cangiante e i sandali della stessa tonalità.. ma questo poco importa...
Quello che importa è che il germe della creatività e della follia si sono impossessati di me e mi sono messa a cucirmi la pochette/borsa/fashion bag che avevo in testa e che (ovviamente) non ho trovato da nessuna parte.
Pochette si? Pochette no? ce la farà la nostra eroina a cucirsi la borsa desiderata per il matrimonio di sabato??? Lo scoprirete alla prossima puntata...
ps in caso di fallimento nell'armadio è pronta la borsa prestata da AleGeo per tutelarmi da ogni testata contro il muro dell'ultimo momento...


IL CAPPELLAIO MATTO