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lunedì 10 ottobre 2011

VELLUTATA LIGHT DI ZUCCA


Credevo che la zucca non mi piacesse, che non facesse per me perchè non ero ancora riuscita a cucinarla come si deve.. invece oggi ho preparato una "vellutata" di zucca strepitosa!!! oltretutto è davvero leggera perchè costituita solo da verdure: il che vuol dire zero panna.. che quasi tutte le vellutate contengono... e zero addensanti (che appesantiscono il tutto)...
Vi sfido a provarla.. e poi mi direte se non ho ragione...

INGREDIENTI.
olio e.v.o. q.b.
1 cipolla di medie dimensioni
200 gr di patate (più o meno 2 patate di media grandezza)
600 gr di polpa di zucca
sale q.b.
brodo vegetale 1lt

PROCEDIMENTO
Scaldare in una padella grande l'olio e.v.o. e far colorire la cipolla
Aggiungere la patata e la zucca tagliate a cubetti e far rosolare un minuto
Aggiungere alle verdure - poco per volta - il brodo vegetale precedentemente preparato (io porto a bollore 1lt di acqua e ci butto un dado vegetale bio 100% alce nero - la mia marca preferita)
Quando avremo aggiunto tutto il brodo faremo "consumare" le verdure stufate in maniera da avere una pappina morbida ma non acquosa. Salare il composto a piacimento.
A questo punto con il frullatore ad immersione dare una bella passata e la vellutata è belle che pronta!!
BUON APPETITOOOOOOOOOOOOOOOOOO!
IL CAPPELLAIO MATTO

sabato 27 marzo 2010

Torta di fine inverno


Ingredienti:
mela [1]
pera [1]
burro [100 gr circa]
zucchero [10 cucchiai]
farina [10 cucchiai, oppure 6 + 4 di fecola]
lievito per dolci [1 bustina]
mandorle e noci [a piacere]
mandorle amare [1 piccola manciata]
zucchero di canna [un po', per decorare]

Ho sbucciato la mela e la pera, le ho tagliate a dadi e le ho fatte saltare per pochi minuti in una padella con pochissimo burro caldo; ho lasciato i dadi grandi perché restassero più compatti, ma per un sapore più delicato si possono fare piccolini così si scioglieranno quasi nell'impasto in cottura: la scelta è a seconda dei gusti.
In alternativa si possono tagliare mela e pera a fettine, e cospargerle di succo di limone finché non si finisce di preparare l'impasto di base: in questo modo il dolce resta più leggero, ma si aggiunge in più il profumo del limone: anche qui, è questione di gusti.
Ho lasciato i dadi di frutta a raffreddare e ho triturato non troppo finemente un po' di noci, di mandorle dolci e qualche mandorla amara. La dose non è importante perché servono a dare il profumo e ad asciugare il succo che la frutta rilascia in cottura.
Ho lavorato a crema il burro morbido (l'ho passato per una trentina di secondi al microonde al minimo, ma basta tirarlo fuori dal frigo un'oretta prima; l'importante è che non sia fuso!) con lo zucchero, poi ho incorporato le uova, una ad una, e pian piano, amalgamando bene, la farina e la fecola setacciate col lievito. Infine ho aggiunto la granella di mandorle e noci.
Ho imburrato una tortiera e l'ho rivestita di pangrattato (invece della classica farina), ho versato l'impasto e vi ho affondato dentro i dadi di frutta. Infine, ho spolverizzato di zucchero di canna.
Ho cotto in forno preriscaldato a 180°, acceso solo sotto, per 45 minuti circa.

la Duchessa

domenica 22 novembre 2009

Santa Cecilia

Santa Cecilia io non so chi sia, nè so per quale motivo sia la partona dei musicisti, nè tantomeno perché a Taranto sia festa il 22 novembre, giorno dedicato a questa santa.
Quello che so è che cosa sia per me, e credo per la maggior parte dei tarantini, questo giorno.
Per il 22 novembre tutti gli alberi di Natale e gli addobbi e i personaggi del presepe scendono dai tramezzi, escono dagli sgabuzzini, saltano fuori dalle scatole in cui hanno riposato nei passati dieci mesi, e cominciano a diffondere per casa l'atmosfera natalizia. Per le vie della città, se alzi gli occhi, da questa sera potrai cominciare a scorgere le lucine colorate e decorazioni alle finestre. Taranto è estrema anche nella durata del periodo natalizio: esiste un'altra città dove dura un mese e mezzo?
E poi, soprattutto, il 22 novembre ci sono loro: le pettole (foto).
Dal mattino molto presto il profumo di queste splendide palline di pastella fritta e avvolta nello zucchero, disarmanti nella loro semplicità ed essenzialità, invade le strade, i cortili, i pianerottoli dei condomini. Le mamme impastano la sera prima di andare a letto, e al mattino prestissimo friggono le pettole perchè siano pronte per la colazione della famiglia: festeggio con questo post il mio ingresso ufficiale nella schiera delle mamme tarantine, avvenuto questa mattina alle 8:05 dopo cinque ore di sonno e quintali di adrenalina per l'evento.
Sono cresciuta in una famiglia poco tradizionalista, unica bambina in casa, con una mamma che non amava i riti e poco conosceva le tradizioni di questa città, che le stava stretta. Ho vissuto l'adolescenza e la giovinezza in un oratorio salesiano, l'istituzione più vicina ad una famiglia allargata nella quale mi sono imbattuta, dove il 22 novembre un'orda di mamme tarantine doc armata di frizzola (leggi: padella per friggere) e mestolo forato calava in cortile a friggere chili di pettole per tutti sui fornelli da campeggio, mentre io e i miei amici suonavamo con una band strampalata pezzi rock e blues stonati avvolti dall'odore di fritto che ti restava attaccato addosso senza rimedio per tutto il giorno. Invidiavo i figli di quelle donne che sapevano dare un valore a questa piccola cosa, che sapevano con un tocco di zucchero fare una festa intorno a un po' d'acqua e farina, perchè in fondo non facevo davvero parte di quel tutto, perchè in fondo non appartenevo davvero a quel rito di apertura delle feste di Natale, che a casa mia erano vissute con quel distacco e quel po' di freddezza tipici di chi bada alla sostanza e non sopporta l'ipocrisia dei riti religiosi o tradizionali. Ringrazio i miei per avermi cresciuta in questo modo, se così non fosse stato il mio senso critico non sarebbe così sviluppato e sari certamente una persona meno libera...però queste piccole cose sono mancate tanto alla bambina che è in me, che non vedevo l'ora di poterle creare io, non vedevo l'ora di poter essere io protagonista di questi piccoli sogni bambini.
Questa mattina, quando ho invaso la casa con quell'odore, guardando le case del presepe gigante che il Duca allestirà, meditando su quanto tempo ci vorrà a montare l'albero ecologico di due metri che abbiamo preso, attaccando le decorazioni di silicone sui vetri della credenza, quella nostalgia è svantita, spazzata via dalla stupefacente sensazione che dà l'essere riusciti a realizzare un piccolo grande sogno. La sensazione perfetta di quando ogni cosa è al suo posto, e tu sei esattamente dove vorresti essere e con coloro con cui vorresti essere.

Ricetta delle pettole per 4 persone:

ingredienti:
200 gr di farina
1/3 di panetto di lievito di birra
acqua q.b.
olio per friggere

utensili:
1 frizzola
1 mestolo forato
1 cucchiaino
1 dito indice

procedimento:
Si fa sciogliere il lievito sbriciolato con un cucchiaino di zucchero, lo si aggiunge una volta sciolto alla farina, e si crea una pastella aggiungendo pian piano acqua fredda e lavorando il tutto energicamente con una forchetta. L'impasto dovrà risultare una pastella piuttosto liquida, senza grumi. Si lavora con la forchetta finché non si ottiene questo risultato. Si lascia poi lievitare per alcune ore (meglio se tutta la notte).
Dopo la lievitazione, che dà una pastella fermentata sempre liquida ma un po' più collosa, si mette a scaldare una pentola alta con abbondante olio per friggere e si lasciano cadere nell'olio bollente, una ad una, piccole porzioni di impasto raccolte con un cucchiaino e fatte scendere nell'olio bollente con l'indice. Sono pronte quando sono belle dorate. Tirate fuori dall'olio caldo, vanno fatte asciugare bene con carta assorbente, e passate dello zucchero semolato quando sono asciutte ma tiepide. Et voilà, il minuto di paradiso della duchessa. Oggi è festa grande.

mercoledì 25 febbraio 2009

Crespelle "oggi-mi-gira-così"

Ingredienti (per due persone)

per le crespelle:
- uova (4)
- farina (q.b.)
- latte (q.b.)
- sale (pochissimo)
per la farcitura:
- ricotta (300 gr)
- rucola (100 gr)
- speck (100 gr)
varie ed eventuali:
- burro (q.b.)
- parmigiano grattugiato (a piacere)
- semi di papavero (a guarnire)

Oggi mi girava di mangiare un piatto 'da divano', facile da mangiare ma non unto, delicato ma saporito, caldo ma svelto, e ho partorito questo intruglietto.
Ho fatto le crespelle: si aprono le uova in una terrina, si sbattono con un pizzichino di sale e si aggiunge farina, sempre mescolando, finchè non si ottiene una pastella piuttosto densa che si allungherà pian piano con il latte fino a che non diventa fluida. A questo punto si scalda sul fornello una padella e la si unge con pochissimo burro, avendo cura di assorbire l'unto in eccesso con un tovagliolo di carta prima di cominciare a cuocervi le crespelle; si versa al centro della padella, con un mestolo piccolo, un cerchio di pastella, e si fa ruotare la padella per far ingrandire il cerchio facendolo aderire all'intero fondo prima di girarlo per terminare la cottura. Le crespelle ottenute dovrebbero essere otto.

Si spalma ora generosamente il centro di ciascuna crespella con un po' di ricotta, che si ricopre con qualche foglia di rucola e fettine di speck a piacere; le crespelle si arrotolano una ad una e le si dispone una accanto all'altra in una teglia da forno imburrata (io ne ho usata una di ceramica). Prima di infornare per una ventina di minuti, ho cosparso le crespelle arrotolate con pezzetti di burro, parmigiano grattugiato, avrei aggiunto i semi di papavero se li avessi avuti in casa ma non sono fondamentali.

Bon apetit :-)

La duchessa

lunedì 19 gennaio 2009

ACCIUGHE IN ROSSO


E' ufficiale: a causa di Vale (La Filibustiera) si è scatenata la cuoca che c'è in me.. Sarà anche colpa dei troppi anni senza adeguati forni e fornelli.. Comunque sia... ho deciso di postare la ricetta delle acciughe in rosso.
Il trucco è il bagnetto rosso, che fa ululare anche i lupi di mare più severi...
Oggi è la volta della versione veloce.. prima o poi svelerò anche il trucco per preparare il bagnetto vero ad hoc...
Cosa serve? Acciughe, sotto sale belle panciute. Vanno lavate e pulite e poi messe a bagno per mezzoretta nell'aceto.
Che altro serve? Salsa rubra, qualche spicchio d'aglio, bacche di ginepro, foglie di alloro, sale e un pizzico di peperoncino. Si mischiano insieme tutti questi ingredienti (interi!!!) e si aggiunge un filo d'olio.
Si coprono le acciughe (tolte dall'aceto) con questa salsina e si lasciano riposare in frigo almeno 2 ore prima di assaggiarle...
E poi mi direte che ne pensate.
Bun Aptit!!!


IL CAPPELLAIO MATTO

IL CARPIONE


Tipico piatto estivo... che però ha sempre un senso in qualsiasi periodo dell'anno.
Si fa bollire un terzo di aceto, un terzo di vino e un terzo di acqua con una cipolla, salvia e rosmarino.
A parte si friggono le fettine di pollo e vitello impanate (eventualmente si possono anche fare le zucchine e le melanzane), le si taglia a pezzi e si asciugano con della carta.
Si sistemano in un contenitore con coperchio, si coprono con il liquido appena preparato.
Si lascia raffreddare il tutto e lo si conserva in frigo.
Si serve freddo (anche se a me personalmente piace pure tiepido!). Potete anche usarlo per il pesce anche se, per come la vedo io, il pesce è sprecato cucinato così....

IL CAPPELLAIO MATTO

BAGNA CAUDA...

... letteralmente, salsa calda, è un tipico piatto della cucina piemontese, originario in particolare delle Langhe, del Roero e del Monferrato, nelle province di Cuneo, di Torino, Alessandria e Asti.
È un piatto a base di aglio, olio d'oliva ed acciughe salate.
Per antonomasia è un piatto tipico del periodo invernale, da consumare quando fuori fa freddo e abbiamo bisogno di un po’ di calore…
La salsa base di questo piatto unico viene consumata intingendovi vari tipi di verdure di stagione (specialmente cardi, peperoni crudi o cotti, foglie di cavolo crude, topinambur, barbabietole cotte a vapore, patate, cavolfiori, insalata belga etc).
Si possono usare i tipici contenitori in terracotta (fojòt) costituiti da una ciotola a cui è sottoposto un fornellino per mantenere calda la salsa, ma – se date retta a me - è buonissima anche solo servita a mestolate nei piatti proprio come l’hanno sempre mangiata i nonni!!!
Se avete a portata di mano una pentola di terracotta usatela per preparare questa salsa.. le darà un gusto speciale!
Diverse sono le ricette.. personalmente ne posterò un paio, quella più cremosa e delicata (tipica del mio paese) e quella più gustosa e potente (tipica della città di Torino).. a voi la scelta!

BAGNACAUDA DELICATA ALLA MODA DI BAGNOLO
Fare un soffritto di olio d’oliva e aglio (la quantità secondo vostro gusto, per l’aglio di solito io ne metto 3, massimo 4 spicchi).
Sfilettare e dissalate le acciughe (circa 10 acciughe se grandi e sotto sale, circa 250 gr di filetti piccolini, sott'olio) e farle rosolare con il soffritto finché siano ben sciolte.
Togliere l’aglio dalla salsa e aggiungere un cartoccio di panna da cucina. Amalgamare bene. A parte in una scodella mescolare un bicchiere di farina con del latte senza fare grumi, poi unire il tutto alla salsa (che nel frattempo avrà continuato a cuocere). Far rapprendere e servire caldissima con le verdure che avete scelto.
A) Se per caso ci sono dei grumi dovuti alla farina usare il favoloso frullatore ad immersione che correggerà il tiro!!!
B) Al posto del latte mischiato con la farina si può aggiungere un secondo cartoccio di panna.. ma io la preferisco più leggera!!!
C) capita a volte che si aggiungano persone all'ultimo momento.. la nonna insegna che basta allungare la salsa con altro latte e farina... sarà meno forte ma sempre buona!!!NB: In questa ricetta non si parla mai di sale perché è abbastanza gustosa senza interventi esterni, comunque assaggiate e gustatela secondo vostra inventiva!!!

BAGNACAUDA ALLA MODA DE TURIN
Fare soffritto con abbondante olio ed uno spicchio di aglio per ogni commensale.
Aggiungere ½ kg di acciughe sotto sale o sott’olio debitamente pulite.
Far Sciogliere a fuoco lento.
Aggiungere un cartoccio di panna.
Cuocere almeno 20 minuti poi tritare con frullatore ad immersione.
Servire caldissima con verdura scelta.
In questo caso tenere a portata di mano abbondanti foglie di menta da masticare ed ingoiare appena finito il pranzo: facilitano la scomparsa dell’odore di aglio che, altrimenti, vi accompagnerà per qualche giorno!!!

IL CAPPELLAIO MATTO

giovedì 15 gennaio 2009

Delizia di pomodoro e origano


Ingredienti per due persone:

8 fettine di lonza di maiale

un po' di farina

olio extravergine di oliva

1 cucchiaio raso di concentrato di pomodoro

sale & pepe a piacere

origano a piacere


Infarinate le fettine di lonza dopo averle battute con il batticarne (ma anche no ;-) ) e rosolatele un pò nell'olio in una padella capiente. Nel frattempo sciogliete in una tazza il concentrato di pomodoro con qualche cucchiaio di acqua calda: deve essere moderatamente liquido (ritornare salsa, insomma). Quando le fettine saranno dorate un pò da entrambi i lati, salate, pepate e cospargete con la salsetta di pomodoro, avendo cura di abbassare un pò la fiamma. Giratele un paio di volte, cospargete con l'origano (io ne metto tanto perchè lo adoro, ma regolatevi in base al vostro gusto), togliete immediatamente le fettine e adagiatele in un piatto. Fate addensare un pò di più la salsetta, da sola, nella padella, poi versatela sulle fettine. Servitele ben calde accompagnandole con patate lesse o al vapore come le ho fatte io stasera, condite con prezzemolo tritato, sale e olio pugliese!

Pasta alla Norma



Ingredienti per 4 persone
400 g di pasta lunga bucata (tipo maccheroni o bucatini)

1 melanzana
100 g di ricotta salata
1 kg di pomodori maturi
2 spicchi d'aglio
1 mazzetto di basilico
olio extravergine d'oliva
sale e pepe

Lavate i pomodori; praticate un taglio a croce alla base di ciascuno di essi e tuffateli in una terrina con acqua molto calda, per una decina di minuti. Pelateli, privateli dei semi e tritateli grossolanamente; poi trasferiteli in un tegame in cui avrete fatto imbiondire l'aglio con un filo d'olio.
Aggiungete le foglie di basilico, una presa di sale e una spolverata di pepe; mescolate e lasciate addensare il sugo, su fiamma moderata. Sciacquate la melanzana, tagliatela a dadini e fatela riposare in un colapasta, cosparsa di sale, per circa 1 ora; quindi friggetela in olio caldo.
Lessate la pasta in acqua bollente salata, scolatela al dente e versatela nel tegame con la salsa.Mescolate con cura e aggiungete le melanzane, una manciata di foglioline di basilico fresco e la ricotta salata a scaglie.

(Ricetta e foto tratte dal libro: I tesori della cucina siciliana)
Fonte:http://www.3ricettesulcomo.it

Se non avete i bucatini, gli spaghetti sono perfetti; in alternativa ai pomodori maturi, per la salsa si può usare la passata o la polpa già pronta.
Buon appetito!

La duchessa

mercoledì 8 ottobre 2008

TRANCI DI TONNO MARINATI


Per 4 persone:
4 tranci di tonno
1 lime (o in alternativa un limone)
2 cucchiai di olio extravergine d'oliva
1 cucchiaino di aceto balsamico
cerfoglio (o in alternativa basilico+prezzemolo+aneto)
sale e pepe

Preparazione
Preparare una marinata con il succo del lime, l'olio, l'aceto balsamico, sale e pepe grattugiato fresco e il cerfoglio tritato finemente. Marinare i tranci di tonno per almeno 30 minuti in frigo.
Cuocere i tranci di tonno tolti dalla marinata su una griglia calda 5 minuti per lato.
Servire immediatamente accompagnando il tonno con la marinata.
Servire con delle verdure cotte al vapore come fagiolini o carotine novelle.
Buon appetito!


IL CAPPELLAIO MATTO

lunedì 15 settembre 2008

Vieni, autunno, vieni!

Con la fine del maledetto caldo e l'arrivo dell'autunno, stagione che adoro, prendo nuovamente possesso della mia passione, i fornelli, e parto con gli 'sbizzarrimenti' in cucina. Eccovi qua la mia ultima creatura (non nel senso che l'ho inventata io, creatura nel senso che l'ho fatta ieri con queste manine sante).


Confettura di uva

Ingredienti:
kg 1 uva (solo acini, senza grappolo)
g 550 zucchero semolato

Occorrente:
un passaverdure (facoltativo)
una pentola d'acciaio
un piatto di porcellana o un bicchiere pieno d'acqua, ben freddo
due o tre vasetti di vetro a chiusura ermetica
(decorazioni a piacere per i vasetti)

Lava bene l'uva e passa gli acini con un passaverdure a coltello sottile, se non gradisci le bucce nella confettura, altrimenti asporta solo i semi (puoi tagliare a metà gli acini ed eliminare i semi con un coltellino, oppure infilare nell'acino intero una pinzetta piccola e tirare via i semi). Lo svantaggio dell'operazione passaverdure è che non trovi i 'pezzettoni' nella confettura, ma ci sono i grandi vantaggi del tempo risparmiato e del risultato molto fluido e delicato.
Metti la frutta (o il passato) nella pentola, aggiungi lo zucchero, mescola bene e metti a cuocere a fuoco bassissimo per circa 2 ore (quarto d'ora più, quarto d'ora meno), mescolando spesso. Controlla la consistenza della confettura versandone un cucchiaino su un piatto freddo: inclinando il piatto, se la confettura scivola lentamente è pronta. Oppure puoi far cadere in un bicchiere d'acqua fredda qualche goccia di confettura: se le gocce si depositano sul fondo senza sciogliersi nell'acqua mentre colano, la confettura è pronta (io faccio tutte e due le prove, non si sa mai).
Quando la cottura sta per terminare, metti i vasetti di vetro (vuoti) in una pentola d'acqua fredda e metti al fuoco: devono bollire insieme ai loro coperchi per una decina di minuti. Tirali fuori dall'acqua, posali su un canovaccio e riempili di confettura ancora molto calda fin quasi all'orlo; tappali subito e stringi bene, capovolgili e lasciali raffreddare completamente, sempre capovolti ('a capasotto' come si dice da queste parti). In questo modo i vasetti sono sterilizzati e messi sotto vuoto, e potrai conservarli fuori frigo più a lungo.
Col tempo la confettura si insaporisce, perciò aspetta un mese circa prima gustarla.
N.B. Fai attenzione quando maneggi la confettura, perchè fintanto che il fuoco è acceso e anche dopo, fa tante grosse bolle e scotta pericolosamente!!
La Duchessa

venerdì 8 agosto 2008

Montagna, Sole, Camminate e...



Durante l'ultimo weekend siamo stati a camminare dalle parti di Salice d'Ulzio, pernottando al Rifugio Arlaud, primo rifugio europeo con marchio Ecolabel, situato all'interno del Gran Bosco di Salbertrand... Devo dire che il posto è molto carino e si sta davvero bene (senza contare che la cucina è ottima). Molto soddisfacenti le passeggiate in zona: nonstante il caldo e il sole impietoso.. io ed Embhè abbiamo toccato il Monte Gran Costa (2615 mt) e la Testa dell'Assietta (2567 mt).. la camminata è stata fruttuosa, ci siamo divertiti, abbiamo visto posti molto belli anche se la sottoscritta in discesa si è trovata con i piedi in ebollizione ed è stata costretta a fermarsi almeno 5 minuti per metterli a bagno nella prima fontana dotata di acqua corrente gelata... Ho scoperto una qualche linea di parentela con le marmotte culone della zona... Insomma bellissimo weekend.. Senza parlare della "dolce" scoperta che abbiamo fatto: i buonissimi tomini vaccini ricoperti di marmellata di mirtilli, una vera golosità.. provare per credere!!! Embhè se li sogna ancora la notte!!!

IL CAPPELLAIO MATTO

giovedì 7 agosto 2008

Zucchine Ripiene alla Bagnolese


Le zucchine ripiene fanno parte di quei piatti molto antichi, che derivano dalla tradizione contadina, e quindi di uso comune nelle famiglie: è una di quelle ricette che varia a seconda di quello che uno ha in casa da consumare e, manco a dirlo, la mia nonna ce le propinava quando di verdura non volevamo saperne..
Per il ripieno delle zucchine, si optava di solito per il tonno e le acciughe, ma a volte anche per della ricotta o del trito di carne … anche le spezie o le erbe aromatiche erano spesso diverse a seconda della disponibilità del momento, anche se l’orto di nonna Caterina in questo senso era fornitissimo.. Insomma subito dopo le patatine fritte e i subric (vedere fra le ricette) questo era il piatto preferito di noi mostriciattoli urlanti.

Ingredienti
3 filetti sott'olio acciughe; 2 cucchiai capperi; 2 Cipolle; Latte - q.b.; 1 cucchiaio Maggiorana; Olio extravergine d'oliva q.b.; 1 panino raffermo; Parmigiano Reggiano secondo preferenza; Pepe - q.b.; 3 cucchiai pinoli; 1 scatola media Tonno sott’olio; 2 uova; 8 zucchine medie; erbe aromatiche a piacimento (basilico; maggiorana).

Preparazione
Lavare le zucchine, Spaccarle in metà, Svuotarle della polpa e farle lessare (solo il guscio) in acqua salata (devono essere al dente);
Tagliare il pane raffermo in quadratini e lasciarlo ammorbidire in una ciotola con qualche cucchiaio di latte (se non avete del pane raffermo userete del pangrattato per dar corpo al ripieno);
Mondare le cipolle soffriggendole in due cucchiai di olio insieme alle acciughe tritate e alla polpa di zucchina tagliata finemente.
Scolare le zucchine e lasciarle intiepidire.
Una volta cotto il ripieno aggiungere il pane, il tonno sgocciolato, i pinoli e i capperi preventivamente tritati (oppure buttare tutto nel mixer e tritare tutto insieme). Aggiustare di sale, pepe e aggiungere il parmigiano secondo vostro gusto (eventualmente pangrattato per dare più corpo).
Accendere il forno a 180°.
Disporre le zucchine in una teglia coperta con carta forno e riempirle con il composto, condire con un filo di olio e cuocere nel forno per circa 10 minuti, finché avranno una bella crosticina dorata.
P.s. questa ricetta è ottima anche con le zucchine tipiche della riviera ligure le cosiddette “trombette” provare per credere!!!
IL CAPPELLAIO MATTO

martedì 5 agosto 2008

Pollo al Limone


Qualche notte fa ho sognato la mia nonnina che stava cucinando il pollo al limone e da allora mi è rimasta l'inspiegabile voglia di mangiarlo... per il momento mi accontento di postare la ricetta e presto provvederò a sbafare una porzione di questo piatto che trovo delizioso...
Ingredienti:
4 petti di pollo, 2 limoni biologici, 50 gr di farina 00, sale, pepe, 3 cucchiai di olio extravergine d’oliva, 1 rametto di rosmarino

****
Procedimento:
Spennellare i petti di pollo con il succo di 1 limone.
Tagliarli a pezzetti e passarli nella farina.
Riscaldare 3 cucchiai di olio extravergine d’oliva in una padella insieme ad un rametto di rosmarino e, quando è ben caldo, adagiate i petti di pollo infarinati.
Far rosolare i petti di pollo da entrambi i lati, salare e pepare.
Apena i petti di pollo saranno ben rosolati, levarli tenendoli a parte in un piatto.
Aggiungere nella padella il succo di limone avanzato, 1 cucchiaio di farina e 3/4 della buccia di limone grattuggiata.
Mescolare il tutto con una cucchiarella di legno formando una salsina liscia e omogenea ( se necessario aggiungere un pò d’acqua per sciogliere la farina).
Adagiare di nuovo i petti di pollo e far insaporire per un paio di minuti nella salsina al limone.
Servire i petti di pollo al limone nappati con la loro salsina e con una grattuggiata di limone su ogni petto di pollo.


IL CAPPELLAIO MATTO

mercoledì 30 luglio 2008

LIMONCELLO...


Oggi sono stata a pranzo dal Vicino e rispettiva consorte. Tra chiacchere e pranzetto Bea mi ha regalato dei limoni non trattati che arrivano direttamente dal giardino della cugina, in Sardegna...
Ora.. posto che i limoni sono tanti e che non saprei come utilizzarli in altro modo... Eccovi la ricetta del Limoncello di mia madre. Postata appositamente per l'occasione...

Ingredienti
dosi per 2 litri di limoncello- 10 limoni (meglio se provenienti dal Sud italia)- 1 kg di zucchero- 1 litro di alcol a 95°- 1 litro di acqua
********
Preparazione:

1) Sbucciate con un pelapatate i limoni raccogliendo le scorze in un recipiente. Versate un litro di alcol a 95° e chiudete il recipiente ermeticamente, lasciando riposare l'impasto per 15 giorni al buio. Di tanto in tanto smuovete il recipiente tenendolo sempre rigorosamente chiuso ermeticamente. In questa fase l'alcol toglierà tutto il colore e il profumo dalle scorze di limone, caricandosi di sapore.
2) Nel frattempo possiamo preparare uno sciroppo, dai limoni sbucciati ricaviamone il succo, aggiungiamo 1 litro di acqua e lo zucchero necessario e mescolando insieme gli ingredienti a fuoco lento si potrà generare un vero e proprio sciroppo. Per capire la giusta densità dello sciroppo possiamo regolarci visivamente, nel momento in cui lo portiamo ad ebollizione bastano pochi minuti per addensarlo. Con questo procedimento stiamo pastorizzando il succo di limone, in modo da conservarlo intatto per il tempo neccessario alla ricetta.Una volta formato lo sciroppo lasciarlo raffreddare, e metterlo in frigo.
3) Allo scadere dei 15 giorni di riposo delle buccie di limone sotto alcol è arrivato il momento di unire, in un grande recipiente alcol (con le buccie di limone ancora dentro) e sciroppo. Chiudete il recipiente e lasciate riposare un altro giorno. L'unione di questi due composti si amalgama in sapore in quelle 24 ore, oltre all'opera di conservazione massima che crea l'alcol con i suoi 95°
4) Preparate un imbuto rivestito con una garza e delle bottiglie che in totale abbiano la capienza di 2 litri di limoncello. (io sono riuscita a riempire 3 bottiglie, 2 da 1/2 e una da litro)Passate alla fase di filtraggio, filtrate con attenzione il limoncello nelle bottiglie grazie all'imbuto con la garza, l'operazione può risultare lenta perchè lo sciroppo è denso e le scorze del limone sono imbevute e trattengono il liquido.
5) A questo punto avete davanti a voi le vostre bottiglie di limoncello, ma attenzione! non sono pronte. Infatti il limoncello ha bisogno di un ulteriore periodo di riposo e deposito per essere effettivo. Tenere quindi lontano dalle zampacce dei golosi almeno per 1 mese, si può conservare sia in frigo che a temperatura ambiente.
IL CAPPELLAIO MATTO

venerdì 25 luglio 2008

Pollo alla Senape


Questa è un'altra delle mie ricette "senza quantità" specifiche.
Serve del Pollo (può andar bene sia un petto intero che delle bistecche); della farina; due cucchiai di olio; un bicchiere di vino bianco o di birra; una cipolla bionda e la vostra senape preferita (dolce; piccante.. quella che volete)..


Preparazione.
Tagliare il pollo a bocconcini e passarli nella farina;
Scaldare i due cucchiai di olio e far rosolare la cipolla tagliata fine;
Aggiungere il pollo e quando si è colorito da ambo le parti annaffiare il tutto con vino bianco o birra (personalmente preferisco il vino bianco);
Quando il pollo è quasi cotto aggiungere due cucchiai di senape a piacimento (va a gusti c'è chi ne mette di più, chi di meno) e un po' d'acqua per stemperare il tutto... appena la salsina ha legato bene con la carne è il momento di mangiare!! BUON APPETITO!!!

IL CAPPELLAIO MATTO

lunedì 14 luglio 2008

CLAFOUTIS alle CILIEGIE

Impazzisco per questo dolce... che sia servito freddo di frigo o leggermente tiepido e con una cucchiaiata di gelato alla crema.. mi fa letteralmente uscire di testa...
Lo scoprii anni fa durante una vacanza in Francia ed ancora popola i miei sogni più lussuriosi e segreti... e adesso ho la ricetta!!!

INGREDIENTI
Ciliege 500g; zucchero di canna 30gr; latte intero 3dl; uova 3; zucchero 100gr; zucchero vanigliato 1 bustina; burro 60gr; farina 50gr; mandorle in polvere 50g.

PROCEDIMENTO
Scaldare il forno a 150°.
Lavare le ciliege e snocciolarle.
Imburrare una teglia da forno e cospargerla di zucchero di canna.
Far bollire il latte.
Sbattere le uova con lo zucchero e lo zucchero vanigliato, fino a quando il composto diventi chiaro.
Aggiungere poi il burro fuso, la farina e la farina di mandorle.
Aggiungere il latte caldo, e mescolare bene.
Dustribuire le ciliege nella teglia, e versarci delicatamente sopra il composto di latte e uova.
Far cuocere per 45 minuti. Servire tiepido o freddo.
Eh, non vedo l'ora di mangiarlo.....
IL CAPPELLAIO MATTO

lunedì 14 aprile 2008

Lasagne al Pesto


Questa sera avrò amici a cena. Ho optato per una serie di antipasti, un primo semplice e gustoso e un buon tiramisù... Niente di impegnativo... Così ho rispolverato la mia ricetta delle lasagne al pesto che adesso vi posto...

INGREDIENTI
1 conf. lasagne barilla - 500 gr di pesto genovese - 3 mozzarelle - 3 hg di prosciutto cotto - 600 gr di fagiolini bolliti - parmigiano grattuggiato q.b. - besciamella (rigorosamente fatta in casa per quanto mi riguarda)

PREPARAZIONE
Portare ad ebollizione dell'acqua in una capiente pentola, aggiungere un cucchiaio di olio, sale mantenendo in ebollizione continua mentre si scottano le lasagne per circa un minuto l'una.
Far scolare la pasta su un canovaccio.
Preparare la besciamella (olio - farina - latte - noce moscata - sale)
Iniziare con la preparazione delle lasagne alternando uno strato di pasta e uno di besciamella, parmigiano grattuggiato, mozzarella, prosciutto, fagiolini, pesto. Finchè non abbiamo terminato gli ingredienti.
Infornare a 200 ° per circa tre quarti d'ora (ma al solito si va a "muzzo")...

IL CAPPELLAIO MATTO

giovedì 10 aprile 2008

Chili con Carne


Ingredienti
Dosi indicative per dieci persone.
1 kg di polpa di bue o manzo
1/2 kg di salsiccia
1/2 kg di pomodori maturi (d’inverno meglio 2/3 scatole di pelati)
3 confezioni fagioli messicani
Concentrato di pomodoro
Peperoncino.
Peperoni verdi (friggitelli, stagione permettendo)
2 cipolle
1/2 scatoletta di mais (facoltativa)
Paprika, semi di cumino e coriandolo (a piacere)
Olio di semi
Brodo di carne (ma anche un buon dado all’occorrenza…)
½ vino rosso


Preparazione
La carne la acquistiamo già tritata, anche se andrebbe tagliuzzata a cubetti minuscoli (ma anche no!)… quindi non ci rimane che disfare la salsiccia e mischiarla per bene alla polpa di vitello.
Tritiamo una cipolla finissima e la facciamo appassire dolcemente nell’olio di semi ed un paio di foglie d’alloro, aggiungiamo il peperoncino a tocchetti e la carne mista. Un goccio di vino rosso non guasta nel momento in cui il tutto sembra bruciacchiare un po’ troppo..
Quando la carne inizia ad essere abbastanza cotta incorporiamo la passata di pomodoro o, se siamo nella stagione, i pomodori sbollentati, pelati e tritati, un cucchiaio di concentrato di pomodoro.
Mentre controlliamo la cottura ci facciamo un bel bicchiere di vino a testa e ci rilassiamo
Pestiamo cumino, coriandolo e speziamo la carne
Aggiungiamo i peperoni verdi a cubetti (o i friggitelli a rondelle). Lasciamo stufare a fuoco dolce per circa un’ora e mezza, aggiungendo all’occorrenza del brodo di manzo.
Ci facciamo un altro bicchiere di vino rosso.
Aggiungiamo i fagioli messicani in scatola debitamente scolati e lasciamo cuocere per un altro quarto d’ora, regolando di spezie, sale e pepe nero.
Mentre aspettiamo ci gustiamo il vinello...
E controlliamo il tempo di cottura… a muzzo… non ho idea varia di volta in volta… sarà il vino??!
IL CAPPELLAIO MATTO

venerdì 14 marzo 2008

i bigné della duchessa

Ingredienti:

per i bigné: burro gr. 150 - acqua gr. 300 - farina gr. 200 - uova q.b. (approssimativamente 4 grandi) - sale 1 pizzico

per la crema: uova 3 - zucchero 3 cucchiai colmi - farina 3 cucchiai - latte 1/2 litro - scorza di 1 limone - crema di latte (o panna da montare) 250 gr - zucchero a velo 2 cucchiai più quello per la decorazione.

Procedimento per i bigné:

Accendi il forno a 180°.

Porta a bollore l'acqua con il burro e il sale.

1) Togli il tegame dal fuoco e aggiungi la farina, tutta in una volta, mescolando molto energicamente: otterrai un impasto piuttosto consistente. Quando l'impasto sarà diventato omogeneo e compatto, rimetti il tegame sulla fiamma.

N.B: La fiamma non deve essere molto alta, altrimenti si attacca tutto!

2) Continua sempre a mescolare fino a che non sentirai che la pasta incomincia a sfrigolare. A questo punto togli dal fuoco e lascia raffreddare un pò il composto.

3) Prendi a incorporare le uova, uno alla volta:

N.B: Non aggiungere un altro uovo fino a che non si è ben amalgamato il primo (o il secondo, e così via)! L'impasto sarà pronto quando assumerà una consistenza un pò collosa, morbida ma soda (non liquida e non troppo dura): per raggiungere questo risultato dovrebbero volerci più o meno 4 uova, ma dal momento che non tutte le uova sono uguali, ci si deve regolare per il numero in base alla consistenza raggiunta.

4) Metti qualche cucchiaiata di impasto in una tasca da pasticceria e forma dei ciuffetti sulla placca del forno (o in una teglia rivestita di carta da forno). Inforna i tuoi bignè per circa 20 minuti, poi lasciali raffreddare per un pò prima di praticare con la punta di un coltellino, sul fondo, la fessura attraverso la quale li farcirai.

Procedimento per la crema:

Ricava la scorza del limone facendo attenzione ad evitare la parte bianca. Tuffala nel latte che metterai a scaldare a fiamma bassa.

N.B: Deve essere caldo ma non bollire.

Metti i tuorli delle uova in un tegame capiente e montali con le fruste insieme allo zucchero. Quando avrai ottenuto un composto morbido e molto spumoso, e vedrai che non senti più i granellini dello zucchero, aggiungi la farina, un cucchiaio per volta.

Filtra il latte e prendi a versarlo a filo sul composto di uova, zucchero e farina, molto piano e mescolando bene perchè non si formino grumi.

N.B: MESCOLA SEMPRE NELLO STESSO VERSO!!!

Metti il tegame sul fuoco (fiamma bassa) e riprendi a mescolare (SEMPRE NELLO STESSO VERSO, altrimenti la crema impazzisce) finchè non comincia a bollire dolcemente. Fai bollire, sempre mescolando e senza alzare la fiamma, per circa 3 minuti, poi spegni il fuoco, trasferisci la crema in un altro contenitore e lasciala raffreddare per bene.

Monta bene la crema di latte con lo zucchero a velo, poi amalgala alla crema ben fredda.

Adesso sei pronta per farcire i tuoi bigné con una siringa da pasticceria. Decorali con una spruzzata di zucchero a velo prima di metterli in frigo per una mezz'ora a rassodare.

Bon apétit!