Visualizzazione post con etichetta Insegnamenti del giorno. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Insegnamenti del giorno. Mostra tutti i post

mercoledì 9 giugno 2010

BISOGNEREBBE ESSERE CANE...


Non basta aver avuto un cane..
Non basta aver letto libri sui cani...
Non basta aver parlato con chi dice di conoscere i cani...
Non basta.
Bisognerebbe essere cane per poter dire cosa si prova ad essere cane.
Bisognerebbe essere cane per capire cosa si prova quando il nostro padrone ci chiede di dare la zampa all'amico per dimostrare quanto ci ha addestrati per bene.
Bisognerebbe essere cane per capire cosa si prova a vivere legati ad una catena di un metro solo perché il nostro padrone non è amante dei cani.
Bisognerebbe essere cane per provare terrore e sgomento quando quel vigliacco del tuo padrone ti abbandona in una strada sconosciuta e lontano da casa.
Bisognerebbe essere cane per sapere che non ti viene neppure da piangere, pensi solo che non è possibile, tornerà di certo, tu in fondo gli hai sempre voluto bene.
Bisognerebbe essere cane per capire cosa si prova ad aver paura della vivisezione.
NO......se mi rendo conto di cosa significa vivisezione, non sono cane, sono maledettamente umano, un umano appartenente ad una società evoluta ed intelligente, tanto intelligente che non si chiede cosa prova un cane solo perché fortunatamente non riesce ad esserlo.


IL CAPPELLAIO MATTO

lunedì 3 maggio 2010

Comunicato a tutti gli invidiosi



Signori miei (o forse sarebbe il caso di parlare al femminile, visto che questo "vizio" è una prerogativa dell'universo in rosa).. Attenzione a pestare i piedi alle persone a cui voglio bene perchè potreste dovervela vedere con me. L'invidia è una brutta bestia sapete?! e finchè rode il cuore e l'anima a voi soltanto poco m'importa, ma quando si avvicina troppo a coloro che amo... bhe li inizia a darmi fastidio. Si, perchè l'invidia è una delle bassezze dell'essere umano che proprio non tollero.. perchè si caratterizza come desiderio ambivalente di possedere ciò che gli altri possiedono, oppure di auspicare che gli altri perdano quello che hanno... e questo lo trovo di un grezzume infinito... infatti l'enfasi del pensiero dell'invidioso cade sul confronto della propria situazione con quella della persona invidiata, tramutandosi in pura cattiveria. E la cattiveria gratuita proprio non la sopporto. Poco m'importa che sia il peccato opposto alla superbia dovuto ad una bassa autostima ed ad un'esagerata valtuazione degli ostacoli e delle difficolta' della vita: voi indiviosi di ultima categoria mi fate davvero incazzare!
Invece di puntare sulle vostre buone qualita' (insomma qualcosa di positivo dovreste avercela pure voi...); invece di cercare di migliorarvi guardando la trave nel vostro occhio... vi distraete additando la pagliuzza del vostro vicino e non solo.. cercate di affossare in qualunque modo chi vi circonda e ritenete sia migliore di voi. Esseri frustrati, ossessivi, manipolatori, con pochi scrupoli e spesso ipocriti... a tutti voi parlo... La vostra incapacità di cambiarvi e la vostra limitatezza non può essere una scusante, la mancanza di onestà soprattutto nei vostri confronti e l'assenza di umiltà sara' la vostra condanna.

Guardate bene: l'uva è matura ma voi (che tanto vorreste gustarvela) non potete prenderla con i vostri mezzi, ed è inutile che diciate che è acerba... qualcun altro la gusterà al posto vostro perchè la merita di piu'. e l'invidia continuerà a rodere solo voi.


IL CAPPELLAIO MATTO

domenica 21 marzo 2010

PUBBLICITA'

Date un'occhiata, mi sembra una bella iniziativa, diffondiamo l'amore per la lettura.

http://albyok.altervista.org/pensoscrivo/archives/1010

lepre

mercoledì 8 luglio 2009

La Lepre Ammazza Vampiri...


Anni fa mi capitò fra le mani un libro che assunse un'importanza rilevante nella mia vita: "I VAMPIRI ENERGETICI" di Mario Corte edizione GIUNTI...
Capitare fra le mani è un eufemismo, in realtà mi rovinò addosso mentre ero in una libreria e stavo sbirciando fra diversi libri di Castaneda: dall'alto mi cascò sul libro che stavo consultando.. ed era così particolare la situazione e così strano il libro che non potei esimermi.. e lo comprai.
Leggendolo capii che IL CASO (chiamiamolo così) mi aveva messo di fronte uno dei dilemmi della mia esistenza (in realtà dell'esistenza di ognuno di noi) i cosiddetti "VAMPIRI ENERGETICI"...
Niente creature di morte che escono solo la notte e si nutrono di sangue.. niente croci, aglio e denti aguzzi...Qualcosa di molto più concreto e odierno...
Il vampiro energetico è colui che attraverso i suoi comportamenti sottrae energia alla vittima nelle maniere più disparate... Vampiro perchè lo stereotipo del non-morto della letteratura è la metafora di un tipo umano estremamente diffuso nel nostro mondo e l’infezione vampirica è da tempo un’epidemia di vaste proporzioni.
Innanzitutto: l’energia di cui si parla qui è quella cosa senza la quale ci sentiamo più stanchi, più tesi, più frustrati, più amareggiati, più scoraggiati di prima. È quella cosa che si può perdere in una enorme quantità di circostanze in cui la nostra dignità ha subìto una lesione: da un atto di scortesia, una cattiveria gratuita, e anche oltre. In sostanza, perdere energia significa sentirsi peggio di prima senza aver subìto alcun danno fisico, ma avendo incontrato solo un’umiliazione, grande o piccola che sia. Quello che viene evidenziato è che ci sono persone capaci di manipolare ad arte queste cose e quindi di provocarci volontariamente degli shock o degli stati di abulia emotiva, con il risultato di farci stare peggio di prima.
Dunque il vampirismo di cui si parla qui è quello attuato da personaggi che si muovono nel nostro mondo, che agiscono di giorno, senza troppi problemi e sempre più frequentemente.. queste "creature" hanno bisogno di sottrarre energia perché non sono soddisfatte di sé e ritiengono di non avere riserve proprie per affrontare il mondo che la circonda. Si parla di qualcuno che, ancora in vita, si sente già ‘morto’, perché è segretamente convinto di essere una nullità, e si illude di mascherare questa sua vergogna agendo in modo tale da raggirare o umiliare gli altri ad ogni buona occasione. Ogni sua azione, ogni sua parola, ogni suo atteggiamento è funzionale a un "furto di energia".
Perchè queste persone sono diventate così? è mio modesto parere che alcune persone in seguito a sofferenze, delusioni, attacchi da parte di altri vampiri abbiano subito questa "mutazione", un po' per la speranza di non soffrire più, oppure perchè è più facile stare dall'altra parte della barricata e attaccare invece di essere attaccati...
Nel nostro inconscio la presenza di un Vampiro può produrre fastidio, ansia, nervosismo, inquietudine, tensione, euforia, riduzione dell’attenzione, diminuzione della sensibilità e tanti altri stati di alterazione del comportamento normale. Ma il sintomo che quasi sempre insorge dopo l’incontro con un Vampiro, quando l’energia se ne è già andata, è uno stato di insoddisfazione, di scontentezza, una sensazione di ostilità da parte della realtà.
Si tratta di situazioni che – specialmente quando si è obbligati dalle circostanze a condividere molto tempo con un Vampiro – possono sfociare in malesseri fisici di vario genere, come mal di testa, blocchi digestivi, inspiegabile debolezza, tosse nervosa.. La perdita di energia comunque non dipende soltanto da ‘qualcosa di negativo’ che il Vampiro porta in sé, ma da una serie di suoi piccoli atti di malignità, o di provocazione, o di maleducazione, o di semplice mancanza di gentilezza che LUI attua nei nostri confronti, spesso casaualmente o velatamente...
Il Vampiro non condivide mai uno stato d’animo – Con LUI si può condividere lo spazio, o un’attività, ma non uno stato d’animo. Il Vampiro, invece, non scambia nulla e non accetta trasmissioni di stati d’animo. Una persona abituata al contatto umano, dunque, davanti a un Vampiro non potrà che sentirsi in imbarazzo. Il Nulla che il Vampiro diffonde è come una vertigine che assorbe tutto, che fa salire la soglia della tensione fino a farci sentire imbarazzati anche se siamo abituati a stare in mezzo alla gente e ad avere contatti con il pubblico, e più siamo sensibili e più percepiamo questa atmosfera...
Ciò che più profondamente ci imbarazza è la sensazione che a quella persona non interessi nulla di noi, che abbia un suo fine personale da perseguire e che, anche se noi rientriamo in qualche modo nei suoi programmi, vi rientriamo in qualità di oggetti, di prede, non di persone.
Una tattica molto diffusa è quella della sottrazione indebita del tempo che avevamo intenzione di usare diversamente (tramite piccoli atti di maleducazione); un metodo più velato di sottrazione di energia consiste nell'avvicinare la vittima con la tattica della pena...
Il Vampiro agisce sugli ‘ingenui’ che ancora credono nei meriti e nella fondamenteale bontà dell'essere umano, che sono convinti dell'importanza del rispetto verso tutti.
Proprio nelle relazioni spicciole, infatti, sta scritto il successo o l’insuccesso del sistema vampirico in una società.
Ma si può anche diventare vampiri a seguito di una o più aggressioni... Si diventa Vampiri perché si ha paura che le proprie lacune umane e psicologiche vengano scoperte. E chi, più di qualcuno che ci vuole bene e che magari ci vive accanto, ha la possibilità di scoprirle? Ed ecco attivarsi tutti i sistemi di difesa possibili per difendere i propri difetti e trasformarli, con un’azione che ricorda la magia nera, in qualità straordinarie, leggendarie, quasi sovrumane.... Gli esseri umani hanno bisogno d’affetto, e si accontentano anche delle briciole, se necessario. A volte sono obbligati ad accontentarsi di un cibo affettivo avvelenato dalla frustrazione, dall’infelicità, dalla violenza. Ma è pur sempre un cibo. Chiunque non riesca a resistere alla tentazione di ricattare gli innocenti con l’arma dell’affetto, diviene un Vampiro. Magari un povero, misero Vampiro. Ma, comunque, un nemico e uno sfruttatore dell’innocenza, e quindi, in definitiva, un mostro.
Ci sarebbe da discuterne per anni.. quello che invece mi ha suggerito questo post è che personalmente sono una calamita per queste creature... vado in giro per il mondo e mi imbatto in loro... Mi è capitato di frequente in passato.. dapprima non sapevo riconoscerli, poi non riuscivo a contenere i loro attacchi.. con il passare del tempo e l'aumentare della mia conoscenza dell'essere umano e dei vampiri energetici ho compreso la loro dimensione ed il modo corretto di trattarli...
Ma ancora mi faccio cogliere impreparata di fronte alla bassezza di questo modo di vivere...
E' più forte di me, che di natura sono idealista e fondamentalmente ingenua...
La Lepre invece rappresenta sempre il migliore ammazza vampiri che io conosca: li fiuta lontano miglia, li evita, e quando le è possibili li annienta senza pietà... riconosce il predatore e lo combatte senza tregua.
Ultimamente sembrava essersi stancata di questa lotta senza fine, pareva volersene andare in pensione... ma alla fine è un carisma che possiede e che deve esercitare.
La Lepre Ammazzavampiri dovrebbe tenere qualche conferenza in proposito perchè questa società malata pullula di mostri...
Armiamoci di paletti (figurati naturalmente) ed iniziamo lo sporco e duro lavoro degli AMMAZZAVAMPIRI ENERGETICI!!!

IL CAPPELLAIO MATTO

venerdì 27 marzo 2009

Quelle che il bruco

Prendere fiato, contrarre i muscoli, chiudere gli occhi...e buttarsi, fiduciosi, nel turbine.

Mantenere i nervi saldi, mentre tutto intorno a noi sta cambiando: il vento fa turbinare le foglie, solleva la polvere, la visione si fa meno nitida.

Noi stringiamo i denti e continuiamo ad avanzare, sicure, concentrate, verso l'occhio del ciclone, dove tutto è calma, dove avremo la visuale migliore del nuovo ordine, quando il vento si calmerà...quando il vento si calmerà.

Scopriremo allora che valeva la pena aver coraggio, ed avanzare dentro il turbine di vento, perchè il ciclone ci ha regalato una nuova dimensione.
Scopriremo allora il significato di quella vecchia frase di Lao Tze: "quello che il bruco chiama fine del mondo, il resto del mondo chiama farfalla"...

la duchessa

martedì 3 marzo 2009

LIBERA TE STESSO









Una ragazzina ha deciso di dipingere un quadro con una casa in tempo per il compleanno della madre.
Nella sua mente il quadro è già finito, ella sa come attuarlo nel più piccolo dettaglio, resta soltanto di metterlo giù sulla carta. Prende la scatola con i colori, il pennello e lo straccio, e piena di entusiasmo e felicità si mette al lavoro. Tutta la sua attenzione ed interesse sono concentrati su ciò che fa, niente può distrarla dal lavoro in corso.
Il quadro è finito in tempo per il compleanno.
Con grandissima abilità ha ritratto la sua idea della casa: è un'opera d'arte perché è tutta sua, ogni pennellata è fatta per amore verso sua madre; ogni finestra, ogni porta ritratta con la convinzione che doveva essere lì.
Quand'anche possa sembrare una baracca, è comunque la più perfetta casa mai realizzata in un quadro; è un successo perché la piccola artista ha messo tutto il suo cuore e la sua anima, tutto il suo essere nel farlo.
Questa è salute; questo è successo e felicità e vero servizio: servendo per amore, in perfetta libertà, ognuno a modo suo.
E così scendiamo in questo mondo, sapendo quale quadro dobbiamo dipingere, avendo già tracciato un piano del nostro passaggio nella vita, e tutto quello che ci resta da fare è di metterlo nella sua forma materiale.
Andiamo avanti pieni di gioia ed interesse, concentrando tutta la nostra attenzione nel perfezionare quel quadro, con grandissima abilità, traducendo i nostri pensieri ed obbiettivi nella vita terrena in qualunque ambiente abbiamo scelto.
Poi, se seguiamo dall'inizio alla fine i nostri veri ideali, i nostri veri desideri con tutta la forza che possediamo, non c'è fallimento: la nostra vita è stata un successo splendido, sano e felice.
La stessa storiella della giovane pittrice illustra come, se lo permettiamo, le difficoltà della vita possano interferire con questo successo, salute e felicità, e ci distolgano dal nostro scopo.
La ragazzina sta dipingendo indaffaratamente e felicemente quando arriva qualcuno e le dice: "Perché non mettere la finestra qui e la porta lì, e poi il sentiero del giardino dovrebbe andare così". Il risultato nella giovane sarà di perdere totale interesse nel lavoro; può darsi che continuerà ma ora sta mettendo giù sulla carta soltanto "idee altrui".
Può scocciarsi, diventare irritata, infelice o impaurita nel rifiutare questi suggerimenti o incominciare a odiare il quadro e forse strapparlo: la reazione dipenderà dal carattere della ragazzina. Il quadro finale potrebbe essere una casa riconoscibile, però sarà imperfetta e un fallimento perché è l'interpretazione dell'idea altrui e non quella della ragazzina.
Non può servire come regalo di compleanno perché può darsi che non sarà completato in tempo e la madre dovrà aspettare tutto un altro anno per il suo regalo.
Questo è malattia: la reazione all'interferenza; questo è fallimento ed infelicità temporanea.
Questo accade quando permettiamo ad altri di interferire con lo scopo della nostra vita e impiantare nella nostra mente dubbio, paura e indifferenza.



tratto da "LIBERA TE STESSO" di Edward Bach


lepre

lunedì 2 marzo 2009

Lentamente muore

Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marcia,
chi non rischia e cambia colore dei vestiti,
chi non parla a chi non conosce.
Muore lentamente chi evita una passione,
chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle "i" piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che
fanno di uno sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore
davanti all'errore e ai sentimenti.
Lentamente muore chi non capovolge il tavolo,
chi è infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza per l'incertezza per inseguire un sogno,
chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati.
Lentamente muore chi non viaggia,
chi non legge,
chi non ascolta musica,
chi non trova grazia in se stesso.
Muore lentamente chi distrugge l'amor proprio, chi non si lascia
aiutare; chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o
della pioggia incessante.
Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,
chi non fa domande sugli argomenti che non conosce,
chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere
vivo richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto
di respirare.
Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida felicità.

P. Neruda

giovedì 12 febbraio 2009

Perché ho il diritto di scegliere la mia morte (di Umberto Eco)

BENCHE' il problema mi turbasse molto, e forse proprio per questo, ho cercato negli ultimi mesi di non pronunciare alcun giudizio o opinione sul caso Englaro, per molte e sensate ragioni, ma anzitutto perché non volevo partecipare alla canea di chi stava sfruttando per ragioni ideologiche, da una parte e dall'altra, la vicenda di una sventurata ragazza e della sua famiglia. Quando il presidente del Consiglio ha preso pretesto dal caso per tentare uno dei suoi ormai reiterati attacchi alla Costituzione, sono intervenuto con Libertà e Giustizia, in piazza, e mi sono unito agli appelli alla vigilanza. Ma nelle poche interviste che non ho potuto evitare ho sempre detto che le poche centinaia di persone che erano con me davanti a palazzo di Giustizia a Milano non erano lì a manifestare sul caso Englaro, perché ero pronto a scommettere che se si fosse fatta la conta si sarebbe visto che metà la pensavano in un modo e metà nell'altro, ma per protestare contro l'attacco al presidente della Repubblica, attentato bonapartista (ringrazio Ezio Mauro per aver rievocato questo precedente) su cui tutti erano d'accordo. Adesso, sfogliando le gazzette, mi rendo conto come sia difficile dividere questi due problemi e quanta sottigliezza politologica, giuridica e (permettetemi) morale ci voglia a capire quanto i due problemi siano diversi. Ma cosa si può pretendere da chi, come accadeva secoli fa con Terenzio e gli orsi, ha preferito il Grande Fratello alla discussione su questi casi? Così mi sono trovato citato tra coloro che sul caso Englaro avevano idee chiare e decise. Intervengo per dire che non le avevo, altrimenti le avrei espresse. Solo che, ora che la ragazza è morta, forse si può parlare di questi problemi senza temere di far sciacallaggio su un corpo in sofferenza. In effetti non intendo parlare della morte di Eluana Englaro. Voglio piuttosto parlare della mia morte, e ammetterete che in questo caso ho qualche diritto all'esternazione. Dovendo parlare della morte mia, e non di quella altrui, non posso non citare alcuni aspetti della mia vita, tra cui il fatto che qualche anno fa ho scritto un romanzo intitolato La misteriosa fiamma della regina Loana, dove il protagonista, dopo un primo incidente cerebrale per cui perdeva la memoria, cadeva nuovamente in coma.
Non so se scrivendo volessi affermare qualcosa di scientificamente valido o cercassi solo un pretesto narrativo, ma fatto sta che ho impiegato più di cento pagine a far monologare il mio personaggio ormai in coma (non avevo allora calcolato se ridotto a vegetale, imputato di morte cerebrale o in coma eventualmente reversibile - segno che non avevo precise preoccupazioni scientifiche). In ogni caso il personaggio, in quello stato che chiamerò di "vita sospesa", pensava, ricordava, desiderava, si commuoveva. Sapeva benissimo che probabilmente i suoi cari lo credevano ridotto allo stato di una rapa, o al massimo di un cagnolino dormiente, ma si accorgeva che i medici sanno pochissimo di quanto succede nel nostro funzionamento mentale, e che forse dove essi vedono un encefalogramma piatto noi continuiamo a pensare, che so, coi rognoni, col cuore, coi reni, col pancreas... Questa era la mia finzione letteraria (per calmare coloro che dall'eccezionale si attendono tutto, dirò che alla fine il mio personaggio sprofondava nel buio) ma devo dire che se l'avevo pensata era perché un poco ci credevo. Non sono sicuro che là dove gli strumenti scientifici di oggi vedono solo una terra piatta, e una assenza di anima, ci sia del tutto assenza di pensiero - e lo dico con sereno materialismo, non perché ritenga che un'anima sopravviva alla morte delle nostre cellule ma perché non mi sento di escludere che - morte e definitivamente alcune cellule - altre non sopravvivano e prendano il controllo della situazione, testimoniando di una straordinaria plasticità non del nostro cervello (questo ormai lo sanno tutti) ma del nostro corpo. Insomma, siccome sospetto che quando si è sani si pensi anche con l'alluce, allora perché no quando il cervello non dà segni di vita? Non farei una comunicazione in merito a un congresso scientifico, ma in qualche modo ci credo. Visto che c'è gente che crede al cornetto rosso lasciatemi credere a questo. Ora che cosa vorrei, se se mi trovassi in una situazione del genere? A cercare proprio col lanternino tutte le possibilità credo proprio che esse si riducano a tre. Prima possibilità, sopravviverei come una rapa, senza coscienza, senza poter dire "io", reagendo al massimo a qualche modificazione dell'umidità atmosferica, come se fossi una colonnina di mercurio. In effetti a queste condizioni non sarei più "io", ma appunto una rapa e non vedo perché dovrei preoccuparmi di me. La seconda possibilità è che in quello stato si riviva tutto il proprio passato, si torni all'infanzia, si abbiano visioni e si realizzino quelli che in vita erano stati i nostri desideri, insomma si viva una sorta di sogno paradisiaco. È un poco quel che accade al personaggio del mio romanzo, ma poi purtroppo anche lui cala nelle tenebre. La terza ipotesi è la più angosciante, è che in quella vita sospesa ci si interroghi su cosa faranno e penseranno di noi i nostri cari, si riviva col cuore in gola gli ultimi momenti di coscienza, si tema per l'orrido futuro che ci attende, o addirittura ci si consumi come ha fatto mia madre negli ultimi dieci anni che è sopravvissuta a mio padre, raccontando a noi figli, ogni volta che poteva, come era stata orribile la notte in cui mio padre era stato colto da infarto, e se non fosse stata colpa sua che aveva preparato una cena forse troppo pesante. Questo sarebbe l'inferno - e ho accolto quasi con sollievo la morte di mia madre perché sapevo che stava uscendo da quell'inferno. Adesso facciamo una botta di conti alla Pascal. Di tre possibilità solo una è gradevole, le altre due sono negative. In termini di roulette (e sui grandi numeri, tipo diciassette anni di vita sospesa) si è già perso in partenza. Ma il problema non è questo. Io sono pronto a dichiarare che, nel caso incorra nell'incidente della vita sospesa, desidero che non si protraggano le cure (anche se potrei perdere alcuni istanti o millenni di paradiso) per evitare tensioni, disperazione, false speranze, traumi e (permettetemi) spese insostenibili ai miei cari. Ma chi sono io per distruggere la vita a una, due, tre o più persone per la remota possibilità di avere qualche istante o qualche anno di paradiso virtuale? Io ho il diritto di scegliere la mia morte per il bene degli altri. Guarda caso, è quello che mi ha sempre insegnato la morale, e non solo quella laica, ma anche quella delle religioni, è quello che mi hanno insegnato da piccolo, che Pietro Micca ha fatto bene a dare fuoco alle polveri per salvare tutti i torinesi, che Salvo D'Acquisto ha fatto bene ad accusarsi di un crimine non commesso, andando incontro alla fucilazione, per salvare un intero paese, che è eroe chi si strappa la lingua e accetta la morte sicura per non tradire e mandare a morte i compagni, che è santo chi accetta l'inevitabile lebbra per baciare le piaghe al lebbroso. E dopo che mi avete insegnato tutto questo non volete che io sottoscriva alla sospensione di una vita sospesa per amore delle persone che amo? Ma dove è finita la morale - e quella eroica, e quella che mi avete insegnato, che caratterizza la santità? Ecco perché, turbato a manifestare la sia pur minima idea sulla morte di Eluana (non sono, maledizione, fatti miei, ma dei genitori che l'hanno amata più di quanto l'abbia amata Berlusconi, che ha sinistramente fantasmato sulle sue mestruazioni) non ho esitazioni a pronunciare la mia opinione circa la mia morte. E all'amore che una morte può incarnare. "Laudato s' mi Signore, per sora nostra Morte corporale, - da la quale nullu homo vivente po' skappare: - guai a quelli ke morrano ne le peccata mortali; - beati quelli ke trovarà ne le Tue sanctissime voluntati, - ka la morte secunda no 'l farrà male".

giovedì 29 gennaio 2009

IL POTERE DELLE PAROLE



Di Nello Ceccon
Lo sciamano nella comunità non è solo chiamato per guarire fisicamente le persone, ma ha anche una funzione simile a quella del nostro psicoterapista, perché ha compreso il potere delle parole. Siamo coscienti che la nostra capacità di immaginazione è molto forte e, consapevoli o no, siamo in grado di creare quello che immaginiamo.
Sandra Ingerman racconta che uno dei rischi più frequenti del lavoro del recupero dell’anima è quello di fare peggiorare, rendere tristi le persone con cui abbiamo fatto il lavoro. Molto spesso raccontiamo dei traumi che abbiamo visto nel viaggio, ma in questo modo traumatizziamo ancora di più il paziente. Il punto chiave è invece raccontare delle storie che fanno guarire, dobbiamo imparare a raccontare storie in modo che il paziente “possa camminare nella bellezza in una strada sacra” come dicono i Navajo.
Quello che riportiamo dal recupero dell’anima è la pura essenza, che non ha personalità o sentimenti. Riportiamo la forza della vita, soffiamo dentro questa purezza, non la storia che abbiamo visto. Non riportiamo indietro la parte dell’anima che era stata spaventata, altrimenti il paziente si spaventa.
È una grande responsabilità raccontare una storia che possa ispirare la persona a guarire, a ritornare nella vita con gioia. Dobbiamo porre molta attenzione nelle parole.
Molto spesso raccontiamo alle altre persone i disagi o le disavventure che abbiamo vissuto. È facile raccontare della propria malattia, dell’amata che ci ha appena lasciato,…ma, se siamo consapevoli del potere delle parole, così facendo ricreiamo la stessa situazione, lo stesso evento lo riproduciamo ogni volta che lo raccontiamo, coinvolgendo anche la persona che ci sta ascoltando.
Raccontare una bella storia, con delle belle parole, può fare la differenza nel rapporto con le persone e soprattutto nel rapporto con noi stessi.
Le parole sono dei semi piantati. Perciò dobbiamo avere molta cura ed attenzione in quello che piantiamo, in quello che diciamo, perché poi queste parole crescono, si radicano nella persona che le riceve.
È sempre stato creduto che le parole abbiano il potere di trasformare i pensieri senza forma in realtà, in manifestazioni fisiche.
Tra i Sami, una popolazioni della Lapponia, ci sono degli sciamani chiamati “dottori della parola”, perché riescono a portare la guarigione con il potere delle parole e delle canzoni, anche per fare passare il mal di testa.
Gli antichi avevano capito l’importanza delle parole.
ABRAQ AD HABRA in aramaico significa “CREO QUELLO CHE DICO”
La creazione nella Genesi racconta che Dio ha creato il mondo con le parole “Sia fatta la Luce” , nel nuovo Testamento Giovanni inizia con “Al principio c’era il Verbo, ed il Verbo era con Dio ed il Verbo era Dio”.
Anche nella tradizione indiana, induista il potere delle parole è conosciuto. Loro conoscono il potere dei mantra, dei canti vedici. Pensiamo all’importanza che danno al suono primordiale all’om, sono le sillabe con cui si è manifestato l’intero universo. Anche nella tradizione meso-americana si è sempre dato importanza all’uso della parola, don Miguel Ruiz nel suo libro I Quattro Accordi pone come primo accordo “sii impeccabile con le parole”
Apprezzare, onorare ed essere grati sono parole magiche che hanno il potere di trasmutare.
Quanto creiamo con le nostre parole!
Provate a fare una lista di parole e poi sentire le loro vibrazioni leggendole ad alta voce.

IL CAPPELLAIO MATTO

martedì 20 gennaio 2009

SI STAVA MEGLIO QUANDO SI STAVA PEGGIO...


Oggi si fa un gran vociare sulle donne e sulle loro conquiste... sulle loro crescenti difficoltà in questa società maschilista, sulle violenze e prevaricazioni subite, sul "sesso debole" in generale...
Per contro, poi, si parla di "universo femminile"e di "rivoluzione femminile, come se fossimo arrivate da "qualche parte"... ad ottenere un riconoscimento della nostra individualità di donna che prima non esisteva. Quasi come se qualcuno dovesse riconoscerci qualcosa e non bastasse quel modo di essere, interno ed intimo, che appartiene al nostro "io" più profondo.
Ad essere sincera questo mi infastidisce.
Non sono abituata a valutare le persone etichettandole come "uomo" o "donna".. come "maschile" o "femminile".. "forte" o "debole".. Esistono componenti ben più profonde e significative che entrano in gioco quando valuto la mia posizione di essere umano o quella di chi entra in contatto con me.
Certo le difficoltà da superare nel relazionarmi con il resto del mondo sono molteplici e nient'affatto semplici da gestire: il problema è che ci distraiamo con argomentazioni sbagliate, tipo "uomo/donna", lasciando che questi schemi entrino nella nostra testa, e non vediamo che alla base del disagio che viviamo in questi tempi c'è una cosa ben più profonda: il poco rispetto per l'essere umano, di qualsiasi sesso, razza, estrazione sociale sia.
E' la società che è sbagliata alla radice, che non ha più rispetto per nessuno, uomo, donna, animale, pianteta.. NIENTE.
Quando la società è anni luce avanti si vede, anzi SI VIVE, in maniera differente! era davvero MEGLIO quando ERA PEGGIO... andate a questo link e leggete l'articolo su come dovrebbe essere la condizione di vita delle persone (in questo caso specifico si parla di donne...)!!



IL CAPPELLAIO MATTO

martedì 16 dicembre 2008

Ricordiamoci di camminare piano


"... Il Piccolo Principe incontrò un mercante di pillole che calmavano la sete. "Perché vendi questa roba?" chiese il Piccolo Principe "E' una grossa economia di tempo" disse il mercante "gli esperti hanno fatto dei calcoli. Si risparmiano 53 minuti alla settimana." "E che cosa se ne fa di questi 53 minuti?" chiese perplesso il Piccolo Principe "Se ne fa quel che si vuole.." rispose sicuro il mercante
"Io" disse il Piccolo Principe "se avessi 53 minuti da spendere, camminerei adagio,adagio verso la fontana.."
tratto da "il Piccolo Principe" di Antoine de Saint-Exupéry


IL CAPPELLAIO MATTO

venerdì 12 dicembre 2008

Non ho potuto conoscerti.. ma conosco la montagna...


"... Mi piace essere in un corpo che ormai invecchia. Posso guardare le montagne senza il desiderio di scalarle. Quand'ero giovane le avrei volute conquistare. Ora posso lasciarmi conquistare da loro. Le montagne, come il mare, ricordano una misura di grandezza dalla quale l'uomo si sente ispirato, sollevato. Quella stessa grandezza è anche in ognuno di noi, ma lì ci è difficile riconoscerla. Per questo siamo attratti dalle montagne. Per questo, attraverso i secoli, tantissimi uomini e donne sono venuti quassù nell'Himalaya, sperando di trovare in queste altezze le risposteche sfuggivano loro restando nelle pianure. Continuano a venire. L'inverno scorso davanti al mio rifugio passò un vecchio sanyasin vestito d'arancione. Era accompagnato da un discepolo, anche lui un rinunciatario.«Dove andate, Maharaj?» gli chiesi. «A cercare dio», rispose,come fosse stata la cosa più ovvia del mondo. Io ci vengo, come questa volta, a cercare di mettere un po' d'ordine nella mia testa.Le impressioni degli ultimi mesi sono state fortissime e prima di ripartire, di « scendere in pianura» di nuovo, ho bisogno di silenzio. Solo così può capitare di sentire la voce che sa, la voce che parla dentro di noi.Forse è solo la voce del buon senso, ma è una voce vera. Le montagne sono sempre generose. Mi regalano albe e tramonti irripetibili; il silenzio è rotto solo dai suoni della natura che lo rendono ancora più vivo. L'esistenza qui è semplicissima. Scrivo seduto sul pavimento di legno,un pannello solare alimenta il mio piccolo computer; uso l'acqua di una sorgente a cui si abbeverano gli animali del bosco- a volte anche un leopardo - faccio cuocere riso e verdure su una bombola a gas, attento a non buttar via il fiammifero usato.Qui tutto è all'osso, non ci sono sprechi presto si impara a ridare valore ad ogni piccola cosa. La semplicità è un enorme aiuto nel fare ordine..."
di TIZIANO TERZANI


IL CAPPELLAIO MATTO

martedì 22 luglio 2008

... Io sono la grondaia...

"Per tutti il giorno verra' che la giustizia tuonera' la sua voce, e fioriranno rose ove caddero lagrime e tremera' la terra sotto alle case degli indegni. Coloro che le false accuse e le malvagita' dei potenti inginocchiarono nella polvere, solleveranno il viso verso la luce del sole, e fuggiranno atterriti gli altri sotto lo sguardo della Verita' risorta. Che' la Verita' e' fine ultimo di ogni esistenza ed e' condizione essenziale per quella vita futura alla quale non si giunge se non attraverso l'indissolubile trinomio della liberta', dell'eguaglianza, e della fraternita'.Io ho nulla perche' ho tutto: ho tutto perche' ho nulla!Nessuno mi intende: stolti sono gli uomini, stolti i loro ragionamenti...Le uniche cose che mi ricordino che io sono vivo, su di una terra popolata di uomini, e' che la mia legge ha un'origine divina. Io credo di essere un santo.Se e' effettivamente vero che l'anima, distaccandosi dal corpo, acquista i poteri sublimi d'una illimitata spiritualita' comprensiva, allora, solamente allora tu che sei mio Padre potrai comprendere quanto io abbia amato sulla terra e quanto abbia sofferto, come figlio, di non essere mai stato compreso.La liberta' e' una luce qualche volta troppo viva, e gli occhi inesperti vi si accecano fissandone il luminoso raggio.Fragile cosa e' la nostra esistenza considerata sul teatro delle nostre azioni; immensamente forte e indissolubile, invece nei rapporti dello spirito. Tutti camminiamo per la stessa via, e tutti prima o dopo ci arrestiamo, ma per nessuno e' mai stata ne' mai sara' pronunciata la condanna della solitudine. Dio, il creatore della Natura, e' precisamente nella Natura che rivela all'uomo la sua esistenza e l'infallibilita' delle cose che stabilisce. Tutto nella natura e' compensato con una regolarita' che le intelligenze le piu' scettiche non hanno ancora potuto demolire. Cio' che fu qui unito lo sara' per l'eternita' dei secoli. Qualche volta gli uomini, per i fatali istinti della loro bassa origine, giungono all'incomprensibilita' reciproca e sciolgono i nodi d'amore. Ma le anime, liberate dai vincoli delle miserie del corpo, sono pre-destinate a ritrovarsi per rivivere, sotto una maggiore felicita', una vita senza limiti nel tempo e senza restrizioni nella felicita' stessa.Che gli uomini si comportino in modo assurdo nella valutazione delle possibilita', non occorre dimostrarlo. I piu' grandi geni sono stati riconosciuti per tali dopo la loro morte.Io non temo la verita' la cui luce parte dalla mano destra di Dio che e' solito punire poi con la mano sinistra.Io mi vendico perdonando, quando non debbo punire col silenzio.Se vi fosse destino nelle nostre cose non vi sarebbero ne' meriti ne' responsabilita'. Qualche volta scambiamo il volto del destino con quello della nostra fortuna o delle nostre sventure, ma se badiamo bene ci accorgeremo di essere sempre gli artefici della nostra vita.Monna Lisa sorride ancora dei tormenti che ha procurato alla mente divina che l'ha immortalata, ma e' appunto il prezzo di quei tormenti che la fa sopravvivere.Soffrire e' salire: cosi' io mi innalzo piu' alto delle fiamme (tentazioni) del diavolo.Io non sono nato per ricevere, sono troppo ricco, perche' i miei tesori si accumularono nel nulla; quindi: ricchezza inestinguibile.L'illusione e' un male insidioso dal quale l'umanita' non puo' liberarsi in un sol giorno, e sino a quando gli uomini non avranno compreso che vi e' un Dio al di sopra di tutti i loro Dei regionali, non vi sara' pace nel mondo e si continuera' a morire per vivere, od almeno per questa illusione.Far danaro e' poca cosa, dal momento che intanto si abbandonera' tutto; ma ottenere qualche anticipazione di cio' che e' riservato alla nostra anima, e' meraviglioso, quasi divino.Saper vedere! Ecco che cosa dovrebbero insegnare coloro che insegnano! 'Sentire' e' un dono di Dio, ma 'vedere' e' questione di metodo, di abitudine, di sistema. Disgraziatamente quando si sente troppo, si rimane distolti dalla realta' di cio' che si vede, perche' il sentimento e' una forza irresistibile che trascina oltre i limiti della realta' dove anche il genio si perde nei labirinti della follia....'le sbarre della prigione' cadono, la parola e l'azione non hanno limiti e la felicita' e' perfetta... Piu' che mai sono convinto dell'importanza della coscienza sublime, quale mezzo inderogabile per avvicinare e conoscere, nella loro vera natura, tutti gli altri fenomeni che, fin qui, nei tentativi dei cosiddetti spiritisti non sono andati oltre al capitolo della medianita'. Ma come si comporterebbe lo spiritista, se avendo improvvisamente superato il limite delle sue possibilita', si trovasse ammesso al cospetto di avvenimenti i quali gia' fanno parte delle prerogative dell'anima, libera, potente e dotata di tutti i suoi attributi divini? Ed avrebbe mai potuto raggiungere lo spiritista , questo walhalla del desiderio, dove la scienza si inchina al genio o dove il genio, ancora, trema della sua esiguita' al cospetto dell'Eterno, assoluto e perfetto? La coscienza sublime non e' un'arma a doppio taglio, perche' esclude nella sua essenza ogni speculazione metafisica.Cornelio Agrippa credeva ancora nella natura, cosi' come noi (o voi) oggi la conosciamo. I miei esperimenti sconvolgono le leggi della natura! Anche Omero non mi commuove piu'. Il poeta eccitava il mio spirito con la sua scienza vastissima, cosi' come Chopin mi accarezzava il cuore con la sua malinconia profonda. Ma tutto cio' appartiene a questo mondo, mentre io non sono piu' di questo mondo...Solamente in amore la natura si lascia frodare e non protesta: qualche volta, anzi, se ne rallegra, perche' l'eredita' del genio non e' consentita mai, mentre il retaggio dei mali e' assicurato sempre...L'amore, e' forse questo l'ultimo mezzo che mi e' offerto per vivere fra gli uomini come uno di loro?Cosi', con un piede da questa parte e l'altro poggiato sull'infinito, mi sembra quasi di essere un ponte gettato fra le due eta' e sotto di me scorre l'universo come fluida materia che seco travolge impetuosamente il ridicolo delirio dell'uomo di volersi imporre o sottrarre a decreti che lui stesso ignora.Piu' di una volta ho distrutto la buona fede di tanti illusi che non mettero' mai sufficientemente in guardia, non solamente contro la pletora di imbroglioni che sanno sfruttare tanto scaltramente certi aspetti della verita', cosi' facile a denaturarsi, a causa della sua meravigliosa semplicita', ma contro le nostre stesse illusioni! E cio' per quella pericolososissima parte di noi che ci spinge costantemente verso il meraviglioso, patria dalla quale fummo tolti e alla quale torneremo.Anche la gloria piu' grande che l'uomo puo' raggiungere, e' sempre nulla in confronto del Signore.Quando si vuole (ma la volonta' non sia il prodotto di uno stato d'animo spontaneo, creato dalla forza maggiore di un avvenimento), nulla si ottiene.La 'coscienza sublime'...sinonimo di quella parte 'gia' divina' dell'uomo rivelatagli lungo la strada della conoscenza dell'anima.Tutto cio' che sin qui si e' pensato e si e' fatto nel campo del soprannaturale e' ben lungi dalla verita'. I concetti che si hanno sullo spiritismo e, soprattutto, sulla reincarnazione sono inadeguati se non addirittura falsi.Per quanto mi riguarda io non sono affatto stato 'dotato naturalmente e in modo speciale' di facolta' che mi differenziano dagli altri uomini: cio' che v'e' in me, lo possiedono tutti ma, a me e a coloro che si mettono con 'fiducia assoluta' per questa strada, e' dato di giungere alla conoscenza di quell'equilibrio perfetto che governa l'universo (l'amor che muove il sole e l'altre stelle).Il primo gradino della scala a percorrere e l'ultimo, sono sullo stesso piano. Parole che sembrano assurde se ci ostiniamo a ragionare con l'intelligenza utile per vivere con i mezzi consentiti in questa dimensione che e' quella dell'homo sapiens, il quale scopre l'energia atomica ma poi ignora la carita'.La verita' poggia in miracoloso equilibrio sulla linea retta che corre fra due punti perfettamente definiti: l'esistenza e l'eternita', a prova e riprova della inconsumabilita' di Dio! Altrove ho detto che nulla si distrugge ma tutto si accumula.La mela che Sempronio mangiava il 16 luglio 1329, esiste tuttora, non meno di quando era attaccata ai rami dell'albero e prima ancora che l'albero esistesse ne' col 16 luglio la sua funzione venne a cessare, poiche' nel tutto che si accumula ogni cosa rimane operante, Dio e i suoi pensieri essendo la medesima cosa e non potendo un aspetto separato di questa cosa modificare la natura della cosa stessa. Dio e' eterno e inconsumabile, onnipotente e multiforme e noi, parte di Dio, siamo la stessa cosa che Dio. Ma finche' durera' questa espressione divina che e' la nostra esistenza terrena, nulla comprenderemo delle cose meravigliose che ci stanno intorno e che ignoriamo di possedere e invano ci affanneremo attraverso l'Arte, la Scienza e la stessa Religione di raggiungere e spiegare Dio, se non ci adopereremo, percorrendo la via piu' semplice, a rispondere a questa domanda: perche' Iddio mi ha creato? Mi sembra piu' nel giusto il filosofo pagano che diceva: per vedere Dio e' necessario essere puri di cuore e morire. E cio' perche' nella purezza di cuore si e' gia' morti nei riguardi della materia o meglio nei riguardi delle leggi che la materia crea e noi applichiamo. La libera volonta' generando quel falso aspetto del vero dal quale poi scaturisce il Male che ci rende indegni e infelici. E poi troviamo meraviglioso quel barlume, quando ci appare, della verita' e che ci illumina (fiammifero acceso sull'universo!) circa le nostre possibilita' divine!E allora diciamo telepatia e spiritismo e forza-pensiero ecc. ecc. Potremo, con telescopi sempre piu' possenti, frugare tra le stelle e scoprire nuovi mondi - potremo anche raggiungere questi mondi e sul ponte che avremo gettato fra l'atomo e la stella spingere il nostro delirio di cercatori di mete sempre piu' assurde...Una volta era la pietra filosofale, oggi si tratta addirittura del prolungamento della vita fisica. Diamo anche all'uomo di vivere con certezza un secolo, anche mille anni... e poi? Ci troveremo sempre al punto di partenza. Ostinati come siamo a non volere riconoscere la distanza che ci separa da Dio e che nello stesso tempo ci unisce a Dio (il primo e l'ultimo gradino si trovano sulla stessa linea...), viviamo in un'ignoranza colpevole e, tanto peggio per noi, se ad ogni istante una guerra ci chiama a lavare nel sangue le macchie della nostra coscienza. Qualche cosa di tremendo succedera' a spingere gli uomini a formare gli Stati Uniti del Mondo e non e' improbabile che questa volta la spinta verra' dall'infuori del mondo stesso ... poiche' soltanto sotto la sferza della necessita' l'uomo rinsavisce.E i nostri flagelli, si dice provenire da un Dio corrucciato ... bestemmie! Il male e' pur sempre un'invenzione nostra e un'opera misericordiosa del Signore il tollerarlo, quale mezzo necessario per il nostro miglioramento e finalmente per la nostra salvezza. L'autolesionismo con il quale ci rendiamo cosi' infelici, colpisce direttamente Dio e, se cio' comprendessimo una buona volta, non usciremmo mai da Dio ne' conosceremmo tanti travagli e neppure la morte stessa, divenuta, in questo caso, non piu' necessaria perche' la morte cambierebbe di aspetto.Nel meraviglioso, nel troppo meraviglioso, l'uomo teme la potenza demoniaca, la sola che egli conosca piu' vicina a lui, a causa del suo errore. Il bimbo innocente il quale muove i suoi primi passi traballanti, sorride e strilla felice, perche' l'innocenza ignora il male e non conosce altro che Iddio.Una forza piu' grande del mio interesse, della mia educazione, della mia stessa prudenza, solleva il mio cuore oltre le vette di ogni impensabile intuizione.No, a Dio non occorrono martiri! Perche' gia' Esso e' fatto martire dalla nostra stoltezza, cosi' come il nostro corpo tutto soffre se una pur piccola sua parte e' guasta. Noi, parte di Dio, colpendo noi stessi colpiamo Dio e soffrendo noi stessi mettiamo Dio in quello stato di sofferenza che solamente una pazienza infinita, una infinita Bonta', una sorgente d'Amore inesauribile puo' sopportare.Questo il segreto dell'Universo e la ragione della Creazione tutta, cosi' come Dio, all'origine l'ha concepita, voluta e poi sopportata.Io benedico la vita per tutto quanto essa mi apporta, di bene e di male: ultimo dono la morte. Ma un dono solamente, e sia pur l'ultimo perche' troppi ho da goderne prima di essa. Nella felicita' gustero' in anticipo le gocce che cadono nel cuore del nettare divino che ci e' riservato; nella miseria non vedro' altro che la fine prossima e definitiva delle mie sofferenze. Quindi gioia, gioia dappertutto in questa meravigliosa vita e siano rese grazie a Dio di avercela donata. Beato l'uomo che avra' vissuto a lungo sulla terra perche' egli sara' il piu' felice accanto a Dio!La 'coscienza sublime' e' un compromesso fra le due vite. Detesto lo spiritismo, come lo si intende, come e' praticato.La 'coscienza sublime' e' una tappa per la quale dovrai necessariamente passare, sotto pena di smarrirti.Dove l'uomo finisce, Dio comincia.Si', nella luce accenditi, nella fiamma incendiati, ma soprattutto non spegnerti mai. La tua vita e' il mezzo e lo scopo ad un tempo. Renderemo conto delle nostre opere, altrimenti di quale luce brillera' la nostra anima? Le virtu' e gli errori sono opere egualmente perche' portano seco volonta' e sofferenza. L'egoismo, solo, esclude il tutto. Desiderare la morte e' il massimo segno dell'egoismo.L'assoluto poggia sui pilastri granitici dell'Infinito e del Sublime e nessuna cosa risorge che non sia passata attraverso questo ponte.Liberare noi stessi? E' poco o nulla. Ma liberare il mondo!Solamente nell'alto, in quell'alto infinito, si puo' sfuggire la tenebra, che e' propria della materia e del nulla.Il profondo di noi stessi e' un baratro oscuro, fatto di terrore e di morte; ma non e' che superando questo stato di primordiale necessita' che si incontra la vera ragione della vita. Dio e' sempre manifesto in noi, ma la concezione della materia che si sublima nello spirito, non e' rivelata se non attraverso una lotta di purificazione che ha inizio nel momento stesso della creazione, e, diciamolo pure, per quanto ci riguarda, dalla nostra nascita. Iddio, estrinsecato in noi, trova la ragione di se stesso nel nostro sangue, che e' il Suo Proprio e si glorifica nella luce sublime del sacrificio. Perche' la tenebra materia nega Dio; mentre invece la luce spirito lo rivela ed afferma.Io non sono ne' un guaritore ne' un mago: io non conosco che un Grandissimo Mago: Dio.Noi non siamo in grado di conoscere i disegni della Provvidenza, perche' essi vanno al di la' dei corti limiti della nostra esistenza.Bisogna sempre aspettare l'aiuto di Dio e anche se questo aiuto tempestivamente non arriva, esso ci fa comprendere che ci sono ragioni formidabili perche' temporaneamente ci venga rifiutato.Non vi sono limiti di tempo all'intelligenza, poiche' cio' che produce rimane operante nel tempo. Dio e' inconsumabile, ed essendo Dio in noi, la vita fisica non si spegne. Io credo nella Resurrezione, nella continuita' degli affetti e nella necessita' di una temporanea morte, la quale non e' altro che un cambiamento.Siamo soltanto di passaggio, su questa terra, pero' le nostre storie di ogni giorno rimangono scritte in un tempo che non si logora perche' di esse dovremo rispondere a Chi ha creato il nostro Spirito.Non e' che un sottile diaframma a separarci da quella sterminata realta' e solamente il nostro spirito ce lo lascia intuire in momenti brevissimi ed imprevedibili.Trovare il punto d'incontro fra la materia e lo spirito dove il secondo giunga a condizionare la prima e a disporne a fini solamente ed altamente pacifici. C'e' in giro un'ansia tremenda di 'conoscere' cose che la scienza giudica inesistenti: forse l'umanita' intuisce il disastro che incombe su di essa e spera in qualcosa di soprannaturale che la liberi da questo incubo.Ed a quanti mi chiedono di rivelare il mezzo col quale si manifestano tanti stupefacenti fenomeni, rispondo che la mia forza sta nel tenere i piedi ben saldi sulla terra. Ammettere e conoscere la realta', predispone a possibilita' le piu' insperate, le piu' incredibili, avendo qualsiasi realta' infiniti risvolti.Mi si rimprovera di non ripetere a richiesta gli 'esperimenti' che avvengono con me, ma io non ho mai programmato simili fenomeni dei quali io stesso mi stupisco non sentendomene l'artefice.L'unico mio conforto, in tanta solitudine, e' quello di poterli utilizzare, a titolo assolutamente gratuito, per il bene del mio prossimo, ben sapendo, nell'istinto della mia coscienza, quale sia la loro ragione di essere e quale il loro valore etico e morale.Chi non ha creduto in me senza conoscermi o, peggio ancora, chi mi avvicino', col deliberato proposito di poi denigrarmi mettendomi nel fascio di tutto il paranormale di cui non si puo' o non si vuole ammettere l'esistenza, ha commesso un'azione delittuosa della quale dovra' rispondere ad un Dio che certamente ignora.Nelle persone di genio il cuore e la mente si tengono strettamente legate fra di loro.Qui non possediamo proprio nulla all'infuori del bene che abbiamo fatto agli altri.Oh! Grande caducita' delle cose umane! Che sono le delizie e le glorie di questa terra? Nulla. Che sono le opere degli uomini, paragonate a statue di neve che si sciolgono al primo raggio di sole?Intendere un'anima vuol dire sentirne la luce; l'intensita' di quest'ultima denota lo stato dell'anima stessa in rapporto col momento della vita presente.Il pensiero, possente strumento che gia' porta in se' le prerogative dell'anima. Fruga e quindi rianima il passato, vive il presente. Immagina se non addirittura prevede il futuro. Perche' se possiamo disporre di tale possente strumento non e' possibile per il passato reintegrare cose distrutte, dal momento che tutti gli elementi che le componevano non andarono perduti? E per il futuro, quindi, che cosa si puo' costruire?Non ch'io abbia per gli uomini uno speciale affetto od un odio maturato; non ch'io riservi a me stesso la facolta' di amare od il diritto di giudicare; io sollevo la mia coscienza al disopra di ogni venale pensiero, ed osservo attentamente ogni dettaglio della vita. Onde io possa dire quanto noi soffriamo perche' vogliamo soffrire, e quanto altri soffrano per colpa nostra. Onde io possa gridare a tutti i miei fratelli che l'amore e' per tutti e per tutti e' la felicita'.Se raccolgo l'espressione della luce e delle melodie di tutto il creato, io mi sento, allora, figlio di Dio, e cammino felice.Il pensiero muto ha un'eco sonora.I grandi doni di Dio sono l'amore e la morte. I privilegi: la ricchezza e la salute.Quanta strada ha fatto il tuo pensiero per giungere alla sapienza, e quanta dovra' ancora farne per giungere alla verita'?La tua ombra non s'arresta mai lungo il corso della vita, ne' lascia traccia di se' stessa. La tua ombra e' nulla, perche' nullo e' il tuo corpo: la sola meta e' la morte.Anche se del tuo grembo ne fai commercio, ricordati che e' sacro perche' in esso il tuo spirito rimane vergine.Se la tua vita ti parra' un giorno vuota e triste, fa la carita' ai poveri e troverai cio' che hai perduto!Noi siamo fatti di ragione e di sensi. Nella ragione si nutre l'anima e nasce l'amore; nei sensi la vita si spegne e l'amore perisce.Il primo amore, che e' quello vero perche' sorge in un'eta' non ancora corrotta, quando il senso tace, e' ignorato dall'uomo.E' musica dappertutto, nel sole e nel vento, nel frastuono del mondo e nel silenzio dell'infinito.Dopo ogni sogno c'e' sempre un risveglio e dopo ogni risveglio e' un sogno nuovo che incomincia.Trovare il tutto nel nulla e nel nulla aver tutto. Seguire la propria ombra sino a meta' del cammino e raggiuntala finalmente, dire alla propria ombra che ci segua ove vogliamo e dove vogliamo condurla a riposare fra le ombre che ci sono piu' care e che la notte ha preparato per noi. Amare per vivere, vivere per amare; soffrire per vivere: vivere e soffrire per amare e per vivere.Tu cammini nella vita come cammineresti in qualsiasi luogo. La grande indifferenza per l'imprevisto e l'incognita dell'avvenire, ti danno il coraggio di affrontare i problemi piu' gravi e, per quell'istinto che hai di voler sopravvivere alla morte, fai della vita una difficolta' sopportabile quando distendi le braccia verso il sole e chiami la gloria, l'amore e la bellezza.Tu sei veramente uomo, perche' allora comprendi che al di sopra di ogni miseria il tuo spirito si eleva all'infinito delle stelle dove, da una luce che certamente esiste, la tua personalita' umana s'e' sviluppata sotto sembianza di bestia, ma di concezione divina. Quella luce e' la tua anima!L'anima che cos'e'? Cio' che non vedi ma che senti: la cosa unica che il tuo essere possegga, inattaccabile ed indistruttibile: la forza di saper sorridere piangendo ed il conforto di saper piangere quando non puoi sorridere. Tu scruti nel profondo delle coscienze altrui e cerchi la verita'. Perche' non guardi in te stesso? Cerca in te stesso ed avrai la chiave dei piu' grandi enigmi; troverai la virtu' sbocciare tra i vizi ed un raggio d'amore risorgere sempre tra le piu' squallide rovine.Come il numero e' la legge dell'universo, cosi' la vita e' una legge di compensi. Tutto sorge e tutto tramonta, come le stagioni, le passioni e le civilta'. Nel cielo solamente donde partono e dove ritornano le luci delle anime, nessuna cosa cambia. Passano le stelle, sempre le stesse, simboli dell'eguaglianza eterna e della gamma fatale che regge le cose. Perche' le anime non soffrono della materia ed influenzano le vite dei popoli nella stessa guisa che il sole fa germogliare le sementi e poi dissecca i fiori.Io t'ho veduto piangere e t'ho sentito imprecare contro il destino. Tu bestemmiavi te stesso e non t'accorgevi d'essere la vittima della tua stessa volonta'. Il destino e' una cosa che non esiste, egli e' il figlio dell'intolleranza ma tu lo vinci con la rassegnazione. La volonta' ti pone in mano quest'arma e tu sappila adoperare. La lotta puo' essere lunga e difficile ma la spada con la quale combatti non si spezza neppure sul granitico blocco dell'impossibile. Questa forza ignota non cessa di proteggerti fintantoche' saprai educare il tuo cuore insegnandogli a conoscerla.Non dimenticare che gli istinti e l'intelligenza hanno sede nel tuo cervello, mentre che l'anima tua, invece, risiede nell'infinito dove la perfezione esiste. Perche' l'infinito e' Dio. Credi tu che l'anima non esista? Non chiedere allora la bellezza, l'amore e la gloria. Un semplice soffio di vento distrugge ogni ambizione ed il tempo ricopre tutto di silenzio. Se non vuoi inginocchiarti nella polvere e maledire il sole che s'accende sulle tue sciagure, abbi fiducia in te stesso e nella potenza del tuo stesso invisibile.Lo sforzo delle umane generazioni tende e conduce gradualmente a quella perfezione che e' nell'intenzione divina. E cosi' durera' sino alla fine del mondo. La responsabilita' di noi singoli per le azioni compiute esiste, assoluta ed immensa, in quanto quelli di noi che non avranno sofferto e lottato proficuamente non ritorneranno in Dio, perche' Dio non riconoscera' alla fine le parti di se stesso che si sottrassero ad un cosi' sublime compito.Io sono un peccatore e mi sento indegno di alzare gli occhi a Dio in un gesto che non sia d'implorazione, cio' nonostante l'infelicita' in cui trascorre la mia vita mi lascia sperare di essere ricordato nel giorno del grande Giudizio.Nessuna cosa perisce: tutte le cose si rinnovano ed attraverso svariati mutamenti di sembianza ritornano al primitivo aspetto. Presentire il futuro non e' altro che gettare uno sguardo nel passato: il destino non e' altro che un fatale ritorno ai fatti gia' avvenuti, anche se la via per giungervi e' sovente, quasi sempre, diversa. Poiche' la storia non e' monotona, ma le conclusioni della storia sono tutte identiche. E' forse la voce della storia che parla in me come quella di un amico, il mio grande amico: il passato.Il disprezzo del denaro conferisce il disprezzo della materia, quindi favorisce l'elevazione dello spirito, al di sopra delle normali abitudini della massa.Non e' vero che nella morte tutto tace.Cio' che conta nella mia anima, non e' la vita, e neppure la morte, e neppure l'amore. E' una cosa del tutto diversa da quelle tre terribili sofferenze, eppure e' anch'essa una sofferenza, ma non so come chiamarla ne' di dove venga. E' qualche cosa come una Speranza che si riproduca nel connubio dolce ed amaro di se stessi con un Rimpianto senza principio e senza fine, forse perche' innato in me stesso, e presente quindi prima ch' io fossi e dopo che saro' stato.Non e' la vita, e neppure la morte e neppure l'amore cio' che conta nella mia anima... ma certamente un grande sogno di gloria. (inutile)Perche' il grande sogno era TORNARE A DIO!Io intendo la vita e nella vita i rapporti fra donna e uomo come la piu' sublime espressione del vero volto divino. Poiche' e' nell'amore solamente che l'uomo cessa di esistere con tutti i suoi difetti e tutte le sue miserie.L'amore, quello completo, quello che non e' delle bestie o dei viziosi o degli interessati, e' dare e ricevere, non solamente dare e ricevere poco o addirittura dare e ricevere niente.La mia vita e' tremenda: sorrido e mi si risponde con insulti, dono e mi si schiaffeggia; perdono e mi si tradisce. La mia bonta' infinita e' scambiata per debolezza e si abusa di me, della forza del mio cuore. La mia croce e' pesante, ma voglia Iddio che questo peso non ricada sugli altri!Il pensiero materializza le cose attraverso l'immaginazione, il ricordo e l'intuizione - quindi lo spirito e' energia.Non e' morir quel volo che ha per meta Iddio.E' nel nostro corpo che Dio si e' manifestato donandoci la vita; e non e' se non attraverso le prove che la felicita' e le sofferenze offrono, che la nostra volonta', e per il nostro desiderio solamente, che Dio rimarra' in noi, degni figli in temporaneo esilio, o sara' cacciato da noi, come dal lezzo di una cloaca immonda.Ho detto: perdonare, ma giudicare; soffrire ma non avvilirsi; amare, ma non sino al punto da contaminarsi. Se il dolore ci spingesse a farci rinchiudere nelle sepolture di coloro che ci lasciano, quale motivo avremmo noi di frugare nei segreti della natura per distruggere il germe della morte quando e' insito nel seme stesso della vita? E di voler scoprire le misteriose leggi che equilibrano la materia e lo spirito? E di voler convincere finalmente se stessi, povere vittime della paura, che la morte non esiste e che la nostra anima ritrova un corpo meraviglioso, perfetto, incorruttibile, cosi' come Dio lo concepi' e lo affido' all'uomo al momento della Creazione?Se non credi nell'esistenza dell'anima, non credere nell'amore.I suoni ed i colori sono gli elementi sui quali si armonizza l'universo. Il tempo e' il mezzo col quale l'armonia si compie. Il disordine non esclude l'armonia, sempre quando il disordine si manifesti naturalmente. Il genio dell'uomo percepisce il rapporto che corre fra gli elementi armonici ed il tempo e lo sfrutta se e' capace di non ostacolarne il decorso. La rivelazione di un'opera di genio consiste appunto nella percezione avvenuta di uno di questi processi e nella captazione del medesimo.Egli, (l'uomo), era ieri, com'e' oggi: un essere che cammina senza sapere perche' cammina. Egli sa di ignorare, ma nulla ammette della sua ignoranza; cosi' trascura i richiami disperati della propria coscienza e soffoca la voce del proprio cuore. Egli e' nato cattivo per apprendere ad essere buono: ma dove sono i suoi maestri? E' nato per godere della vita, ma della vita egli fa il suo piu' grande tormento. E' nato per essere buono ed insegnare al proprio cane ed al proprio cavallo, invece sono il cavallo ed il cane che cercano invano di apprendergli. Egli crea per distruggere e se non distrugge non trova elementi per creare. Che cosa egli crea? L'infelicita' e' parte della sapienza dell'uomo.Lo spiritismo, inteso come la pratica sin dallo scorso secolo, deve essere considerato alla sola stregua di un esperimento scientifico, non mai come una manifestazione di cose soprannaturali. Se l'uomo crede di potersi mettere in relazione con l'anima di altri uomini previssuti, sia pure attraverso lo speciale stato fisiologico di un 'medio', s'illude.Tutto cio' che in via di massima agisce sulla parte migliore della coscienza, provoca un risveglio della coscienza stessa. Eccita quindi la parte la piu' sublime della natura dell'uomo, quella che, non essendo ne' avendo rapporti con la materia, non soffre della corruzione che e' propria della materia stessa. Cosi' le sofferenze splendenti dei martiri della fede, le estasi dei moribondi che vedono Iddio, il disprezzo della vita negli eroi e le fatiche dell'artista sul cammino aspro e sempre contrastato della gloria. Subcoscienza e' la parte migliore della coscienza, perche' di essa e' la piu' sterile, l'assolutamente incorruttibile, ma soprattutto l'infallibile. L'intuizione, il presentimento e qualche volta la stessa esaltazione mistica sono pallidi raggi di luce che dalla lontanissima subcoscienza giungono sino ai centri della percezione animale.La morte e' la fine di una vita materiale, ed il principio di un'altra. Nessuna cosa comincia se non da un'altra che finisce, quindi tutto cio' che finisce genera altre cose. Allora la morte non e' la fine di nulla, ne' il principio di nulla, non esiste; trattasi di un semplice avvenimento transitorio, non mai definitivo, sinonimo di movimento e di continuita'.L'osservazione profonda di ogni cosa comporta l'inserimento di una determinata cosa nella visione di un Sistema Universale in rapporto al valore ed alla funzione della cosa stessa. Accedendo quindi a questa forma di 'conoscenza' il pensiero viene a trovarsi necessariamente ad essere intinto di quelle particolari essenzialita' per le quali acquisisce 'possibilia''...che autorizzerebbero ad ammettere l'esistenza di un 'paranormale', mentre invece e' la piu' legittima 'normalita'' che si manifesta.Non v'e' preparazione scientifica che possa sostituire l'intuizione anche se la favorisce in misura immensa. E' solamente attraverso una pratica intuitiva che si puo' giungere a comprendere ed a realizzare quei fenomeni che a nessuno e' dato insegnare od apprendere pedagogicamente.Ho acquistato la certezza che esiste un amore soprannaturale per il quale il bene sopravvive al male, sempre.Io agisco d'impulso, come sotto la spinta di un suggerimento che suscita in me una specie di gioia indescrivibile. Tutto quello che mi viene da fare e' spontaneo, e diretto a beneficio di qualcuno o fatto per una qualche ragione che il tempo poi rivelera'.Ogni cosa e' possibile al nostro spirito sempre quando, e senza eccezioni, non si trasgredisca ai principi universali di un'armonia che lega verso un fine unitario tutto cio' che esiste.Il fenomeno e' l'indice delle possibilita' riservate all'uomo, quando egli sappia riconoscersi nell'immensita' dei mezzi di cui dispone oltre ogni legge fisica, ma sempre nel piu' severo limite della propria coscienza morale.L'esempio e' la forma piu' alta di solidarieta'.Sono facolta' le mie, che tutti gli uomini posseggono. Chi vede in me l'eccezionalita' o chi dubita, non ha compreso proprio nulla, ne' di me ne' delle cose che faccio, ne' perche' avvengano.Spalancare le porte sull'infinito, distruggere la malinconia, superare il terrore della morte.Come e perche' si possa accedere al 'meraviglioso', e' estremamente difficile spiegarlo con le parole. Primo ostacolo e' la fretta di chi vuol sapere e ottenere cose (spesso assurde) scavalcando ogni forma di iniziazione, che in realta' non e' altro che un tirocinio paziente e perseverante, sovente sino al dubbio e alla sfiducia. Poi occorre escludere qualsiasi pratica magica e di occultismo. La nostra disponibilita' deve essere ben conscia che tutto cio' fa parte delle prerogative umane e che va ottenuto con mezzi perfettamente naturali, quindi normali.Negare Dio a priori significa gia' rinunciare a comprenderlo e a comprendere cio' che viene da Lui.La Verita' e' una virtu' che non tollera compromessi.La creazione e' continua.Ho scoperto possibilita' riservate all'uomo, che sin qui erano state ignorate dalla scienza, la quale non accetta lo Spirito in quanto esso ammetterebbe una Creazione che sta al di sopra di qualsiasi attuale ricerca di laboratorio.L'amore e' causa suprema di ogni cosa.La coscienza sublime abbraccia le squisite intuizioni che, attraverso l'ordine e l'armonia, conducono l'uomo alla percezione della propria identita' spirituale.Alla base delle mie facolta' c'e' la rinuncia all'orgoglio, al denaro e all'ambizione.Tutti possono arrivare a fare quello che faccio io in quanto ognuno di noi detiene le mie stesse 'possibilita''. Bisogna volerlo. A me e a tutti coloro che si mettono con fiducia asssoluta su questa strada e' dato di giungere alla conoscenza di quell'equilibrio perfetto che governa l'universo.Tutto e' vivo, anche la materia, e tutto ha uno spirito. Ogni oggetto ha sempre una storia rapportata alla sua funzione. Anche quando questo oggetto va distrutto, resta la storia del suo passato, resta il suo 'spirito'. Passando dalle cose inanimate e dagli animali all'uomo, lo spirito si accresce dell'attributo intelligente. Per noi lo 'spirito intelligente' non e' l'anima - soffio divino che alla morte si libera del corpo e torna a Dio - ma quel qualcosa di particolare che rimane sulla Terra, come una fotocopia della scheda segnaletica personale, comprendente funzioni e pensiero, dell'individuo. Questo 'spirito intelligente' puo' essere ancora operante dopo la morte della persona. Sovente a me e' accaduto di venire in rapporto con 'spiriti intelligenti' di persone viventi.Non credo di peccare di orgoglio affermando di essermi accorto di essere stato dotato di facolta' e possibilita' non comuni a tutti gli uomini. Mi rammarico di non aver prodigato anche di piu' al mio prossimo questi beni, ma ne sono stato, ben sovente, distolto dalle sollecitazioni esaltanti e deprimenti che la vita mi ha riservato in larghissima misura. Se da un lato ho potuto constatare che la Provvidenza mi e' sempre stata di incredibile appoggio, sofferenze di ordine spirituale e fisico mi hanno costantemente provato lasciandomi pochi istanti di tregua. A conforto di queste sofferenze ho potuto, attraverso fatti assolutamente reali, constatare l'esistenza di un Dio riparatore e giusto, in ogni caso sempre misericordioso.Il futuro altro non e' che la conseguenza logica del passato attraverso il presente.Non vi sono limiti alle possibilita' umane. Alla condizione, pero', che esse non intervengano a sottrarre alla vita quel carattere di unica, insostituibile, meravigliosa anche se travagliatissima prova che e' la vita stessa. I sensi rappresentano un mezzo di eccezionale misura onde conoscere le meravigliose possibilita' che Dio offre di se stesso all'uomo. Possibilita' che nello stesso tempo formano quella trappola mortale che i sensi stessi rappresentano. I sensi, inoltre, sono una modestissima anticipazione di tutte le infinite meraviglie riservate all'uomo per estrinsecazione che Dio stesso rivela nel suo costante desiderio e diritto di affermarsi. A quelle meraviglie l'uomo accede nel perfezionarsi non soltanto in questa vita, la quale potrebbe non essere la prima. Se l'errore e' compatito, spesso giustificato, ma non sempre assolto, e' puro gesto di misericordia divina il rigettarlo e anche punirlo, in quanto nella punizione stessa e' insito il desiderio di offrire all'uomo la possibilita' di redimersi, quindi di avvicinarsi maggiormente alla stupenda perfezione che Dio e'. Quale padre amorosissimo Egli non solo non abbandona nessuno, ma tutti aiuta, anche gli indegni ed anche i reprobi, nel castigarli. Correggere non e' punire, bensi' aiutare a liberarsi da tutto cio' che tiene il malato lungi dalla fonte che gli dona la vita. Se l'errore non e' perseveranza diabolica altro non puo' essere che diritto alla conoscienza. E' beninteso pero' che nessun diritto puo' giustificare il perseverare nell'errore stesso, quand'anche l'uomo sappia, in un raptus intellettivo, considerare l'errore un mezzo orrendo altrettanto quanto nobile. Con queste parole ho inteso qui rivelare il perche' dell'errore stesso, della necessita' di non ripeterlo e della possibilita' etica che Dio lo consenta. Oggi, 25 settembre 1975.Francamente ditemelo: se dovreste mai in questo stesso momento presentarvi al cospetto di un giudice supremo, avreste mai il cuore sereno, libero e fiduciosamente certo di essere assolti? Che cosa, che cosa avete mai sacrificato del vostro interesse alla necessita' del vostro prossimo (alludo a quello povero, il piu' umile, il piu' diseredato ed afflitto)? Quale, quale e' stato l'intento vostro, se non quello di ammassare beni ed orgoglio, egoismo, intemperanza e crudelta'? Certamente, crudelta' anche, dal momento che piu' volte, infinite volte nel corso della vita avete derubato di un gesto di carita' od almeno di comprensione coloro ai quali avete venduto, ed a caro prezzo, i frutti della vostra intelligenza. Tutte queste cose non vi seguiranno nella tomba, ne' le ritroverete se qui dove ora siete dovreste per sventura vostra tornare. Queste mie parole non assurgono ancora al senso di un rimprovero, bensi' ad un benevolo, forse paterno ammonimento. Ma questa mia voce sara' l'unica, la prima e l'ultima occasione che vi ho offerta. Il denaro accumulato ben oltre i limiti fissati dalla previdenza, il cibo ingerito a squarciapancia, ben oltre le necessita' volute da un normale appetito, la libidine di una esaltazione sessuale lungi assai dai soavi aneliti che il vero amore suggerisce e tutto cio' sempre, sempre, sempre a scapito di altri: furto, disordine e lussuria. Ditemelo voi, quali cose partoriscono queste cose?La coscienza di essere stati creati da' gioia al cuore e conferisce la certezza che l'immortalita' e' possibile. Sublime rivelazione che Dio esiste, ma come esiste, che Dio e' presente ai nostri delitti, che Dio puo' assolvere, che Dio e' noi pur che noi l'avessimo voluto. Meraviglioso Iddio dell'amore e di tutti i sensi, di tutte le bellezze, ben oltre quelle che il vostro genio ha intuito, ben oltre il sacrificio di santi e di eroi. Dio eterno amore.Io armonizzo le possibilita'.Io sono soltanto uno strumento della Divinita'. Forse per testimoniare la sua esistenza in un mondo sempre piu' pagano.Ogni cosa ha il proprio spirito le cui caratteristiche stanno in rapporto alla funzione della cosa stessa. Quello dell'uomo pero' e' uno 'spirito intelligente' perche' l'uomo sovrasta ed e' in grado, per quanto lo riguarda, di regolare, se non di dominare, gli istinti che sospingono incessantemente tutto cio' che esiste e si forma. Questa prerogativa dell'uomo e' sublime e tale la riconosce nel preciso istante che egli la percepisce. Ho definito 'coscienza sublime' ogni impegno volto a raggiungere, sia pure attraverso la materia, dimensioni fuori della consuetudine. Ammesso che la genialita' faccia ancor parte dell'istinto, i prodotti della genialita' appartengono invece a quella liberta' di creare che e' prerogativa dello 'spirito intelligente' dell'uomo, quindi ben oltre l'istinto stesso. Questa considerazione sarebbe sufficiente a comprendere l'esistenza dell'anima la quale si identifica poi in quell'armonia universale alla quale contribuisce e partecipa.Si fa gran caso dei miei esperimenti e li si vuole collocare tra i fenomeni dei quali si occupano tanto insigni studiosi di metapsichica e parapsicologia. Si vorrebbe scoprire il meccanismo: che io fornissi alla scienza sufficienti elementi per vagliarli, classificarli e forse riprodurli senza la mia partecipazione. Delusi e convinti che non v'e' manipolazione, si attende da me la rivelazione di formule, di procedimenti e di conoscenze che proprio non posseggo. Sono segreti, questi, che non e' dato di tramandare appunto perche' segreti non lo sono affatto. Si possono invece intuire, proprio come e' successo a me e ad altri. Questa forma di rivelazione e' profonda e altissima, tale appunto da escludere, per la sua natura, qualsiasi speculazione metafisica.E' fatale che quasi la totalita' delle prerogative umane, a livello pero' del solo istinto, convoglino il desiderio dell'uomo a considerare lo stato di necessita' della propria esistenza; di qui la peculiarita' degli intenti volti a favorire l'ambizione, l'orgoglio, la potenza e la crudelta'. E' tacito: che una severa rinuncia a questi fattori negativi comporti se non la visione l'intuizione almeno di quelle alte sollecitazioni alle quali il pensiero si ispira per comprendere l'infinito e cosi' vincere il terrore della morte. La vita terrena e' troppo breve per creare e rinunciare poi subito a cio' che si e' creato.Lo spirito dell'uomo e' la creazione la piu' alta che Dio ha realizzata e come tale gli competono facolta' e possibilita' straordinarie.Tutto cio' che avviene con me e' per essere di utilita' al mio prossimo ed in nessun caso per fini personali o lucrativi.Nel corso della mia vita ed attraverso le infinite esperienze vissute con molto travaglio, ho raggiunto la consapevolezza che Dio crea il nostro spirito, senza pero' estrinsecarlo. Siamo noi stessi che dobbiamo realizzarlo accettando la prova severa della vita, le sofferenze, i dolori, la morte; ma lo facciamo con goia sapendo che realizziamo il disegno di Dio. E alla fine, chiusi gli occhi, saremo noi stessi, per primi, a giudicarci: 'Siamo o meno idonei di adire all'eternita'?'Credo in un Dio unico, fabbro dell'universo, ispiratore della giustizia e della carita'.Le religioni vere sorgono dalla luce, e nella luce si esaltano.Nel miracolo, una legge naturale non e' sospesa ma superata, nella natura essendo tutto energia, movimento, evoluzione.Il destino e' opera delle nostre scelte e, come tale, e' impossibile rifiutarlo.So di non possedere neppure cio' che dono.Nei miei esperimenti e' la psiche a far da «grondaia» allo spirito.E' difficile stabilire i limiti della mia conoscenza, ma sono certo che la scienza vi perverra', e li superera'.Io, uomo di fede, identifico Dio con l'intelletto dell'uomo, e sono certo che piu' d'uno scienziato-credente e' favorito, nella sua fatica, da questo pensiero.Confido che, dopo di me, altri vorra' continuare nella ricerca di mezzi idonei ad avvicinare la scienza e lo spirito, cio' che oggi non e' ancora attuabile.Ogni morte e' il misterioso preludio di una risurrezione, il mistero che sigilla la vita, che non e' tolta ma solo mutata.Si nasce e si muore nel medesimo punto dell'etenita'.Nulla muore: cio' che muore cade nella vita.Nell'amore si raggiunge uno stato di trascendenza che e' al di la' dello spazio, del tempo e del proprio corpo.Nulla di cio' che facciamo e' male se e' in armonia con noi stessi e non danneggia il prossimo.Dio resiste ai superbi e da' la grazia agli umili.La sofferenza e' il mezzo che Dio predilige per ricondurci a Lui. Attraverso la sofferenza, verso la gioia.Tutto e' scritto, e tutto e' una sola e unica cosa.La scintilla divina e' in fondo al nostro essere.Dio e' l'Invisibile Evidente e la' dove tutto finisce Egli comincia.Spesso la Verita' e' velata da un simbolo. L'immaginazione e' la piu' scientifica delle facolta'.Tutto vibra alla frequenza dell'amore.Una fiamma si accende all'improvviso dentro di te.Pregare e' annullarsi per ritrovarsi in Dio.La metafisica afferma che l'essere umano e' il centro dell'universo.Noi siamo spirito reso materia.La forte luce e' anche un forte suono, ma tutto e' silenzio.Il suono indistinguibile accompagna la salita e la penetrazione nel cielo: che suono e'? E' il suono stesso che la luce produce nel suo incontestabile procedere.La Verita' e' un ago che sta in equilibrio su un piano di cristallo.L'infinito e' composto di Universi che si sollecitano.Rallegratevi! Non esiste la morte! C'e' subito un'altra vita.I miei Maestri furono tutti coloro che hanno sofferto.Cio' che puo' far soffrire e logorare la nostra personalita' fisica attraverso una delusione morale, va a beneficio del nostro spirito.Sono solo un povero oscuro strumento per ogni viandante in cammino nel tempo terreno, dov'e' la speranza e la certezza dell'Eterno.Se posseggo un talento non e' merito mio.Non si puo' parlare al cuore della gente se non si parte dal proprio cuore.Non credo nella magia. Tutto quello che io sono e io faccio viene di la' (il cielo), noi tutti siamo una parte di Dio. E a chi mi domanda perche' faccio certi esperimenti, rispondo: li faccio proprio a confermare la presenza di Dio.Che cosa sarebbe il pensiero se non esistesse lo spirito? Le sue possibilita' non andrebbero certamente oltre i limiti consentiti dall'istinto.Ogni giorno di piu', mi convinco che lo sperpero della nostra esistenza risiede nell'amore che non abbiamo donato. L'amore che doniamo e' la sola ricchezza che conserveremo per l'eternita'.Mi sono definito «la grondaia che convoglia l'acqua che cade dal tetto». Non e' quindi la grondaia che va analizzata, bensi' l'acqua e le ragioni per le quali «quella Pioggia» si manifesta.Non e' studiando questi fenomeni a valle che si puo' giungere a stabilirne l'essenza, bensi' piu' in alto dove ha sede lo «spirito intelligente» che gia' fa parte di quel Meraviglioso che non e' necessario identificare con Dio per riconoscerne l'esistenza. Nel Meraviglioso c'e' l'Armonia riassunta del Tutto e questa definizione e' valida tanto per chi ammette quanto per chi nega Dio.Illumina questa gente Signore quando saro' morto! che capisca, non abbia paura della morte!La Verita', pur di imporsi, possiede mezzi implacabili e presto o tardi li usa. I vari fenomeni a livello apparentemente fisico non sono che mezzi di convincimento che mi viene da improvvisare in un'esaltazione che sovente mi lascia commosso e me ne fa sentire indegno. E' proprio qui che vorrei che una Scienza intervenisse a illuminare e ad appoggiare la mia aspirazione di contribuire ad indicare quelle vette, sempre piu' alte, riservate alla Creatura Umana quando sappia identificarsi nel proprio «spirito intelligente».Certamente un rapporto tra spirito e materia esiste: la Scienza non lo conosce, io appena lo intuisco e lo posso dimostrare, ma non come lo voglio e come mi si chiede di farlo. Una collaborazione con la scienza io la invoco, senza quel presupposto di sfiducia che non offende la mia trascurabile persona bensi' la conoscenza che ho raggiunta e che e' gia' patrimonio della Scienza di Domani.E' cosi' che ho sperato che fosse proprio la Scienza ad aiutarmi a riconoscere e codificare queste mie sensazioni che sono certo ogni uomo possiede, e sara' la Scienza stessa a rivelare queste facolta' e promuoverle in tutti gli uomini...Non dimenticare mai queste cose. Siate forti di queste cose. Vi ho aperto delle porte sull'infinito.Datele agli altri, comunicatele al prossimo! Dite agli altri che bisogna pensare che si sopravvive, che continua la vita altrove, che si ritorna sulla Terra solo se si e' indegni di continuare a vivere! "

Tratto da "Io sono la grondaia" di Gustavo Adolfo Rol

IL CAPPELLAIO MATTO

mercoledì 16 luglio 2008

"Ogni giorno di più mi convinco che lo sperpero della nostra esistenza risiede nell'amore che non abbiamo donato. L'amore che doniamo è la sola ricchezza che conserveremo per l'eternità"

Gustavo Rol (1903 - 1994)"

giovedì 10 gennaio 2008

La Massima del giorno...


Per gentil concessione del Vicino Vicino..
IL CAPPELLAIO MATTO