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martedì 24 maggio 2011

BAT BOX: LA VOGLIOOOOOOOOOOOOOOOO!!!



E’ RISAPUTO che per combattere la zanzara molti comuni italiani (per esempio quello di Cremona) reclutano i pipistrelli. Ora... In vista dell’estate, nel centro storico di queste città verranno installate una cinquantina di ”bat box” (piccole tane di legno artificiali nelle quali i mammiferi predatori potranno nidificare).
Sostengo da tempo che la convenienza sia enorme: ognuno dei piccoli pipistrelli (le nostre care "RATAULOIRE") può mangiare dalle 1.500 alle 2.000 zanzare al giorno.
E se lo fa un comune, perché non posso farlo anche ioooooo???
Embhè mi ha dato della pazza.
I nostri amici (quasi tutti) mi hanno additata come strana.
I miei suoceri mi hanno canzonata, senza contare che mio padre mi ha chiesto se "mi manca un giobia" (in dialetto classica espressione per chiedere se uno è fuori di testa).
I pipistrelli cercano casa per metter su famiglia proprio in questo periodo: vediamo se posso fare qualcosa per loro... Loro sono un ottimo deterrente contro la nemica numero uno delle belle serate estive e, a differenza di altri animali, sembrano progettati per essere efficienti e utili al genere umano. Sono instancabili killer di zanzare, che trovano con il loro radar interno, e agiscono di notte. Dunque mentre noi dormiamo serenamente, loro procedono silenziosi a fare strage degli odiosi insetti. Sono animali schivi, che si accontentano di una piccola scatola di legno dove trascorrere le giornate a dormire, per poi risvegliarsi solo quando cala la sera. Ed è veramente una bufala quella che vuole farci credere che ci si appiccicano nei capelli senza poi districarsi piu'!!!
La Bat Box l'ho già vista in vendita alla modica cifra di 22 euro alla IPERCOOP più vicina... Devo SOLO trovare un posto a 4 metri di altezza, al sicuro dai predatori, lontano dalle finestre di casa e non in pieno sole... ah bhe si.. e devo SOLO convincere EMBHè a procedere...

Il lato nord della casa sarebbe perfetto..

Embhè... ascolta.. la bat box sarà mia.. che ti piaccia o no... presto o tardi! BUAHAHAHHAHAH


IL CAPPELLAIO MATTO

martedì 19 ottobre 2010

VENGO VIA CON TE


Ciao Roberto.
io ci spero sai? spero di potervi seguire senza problemi dall'8 di novembre in poi come valida alternativa ad una tv spazzatura fatta quasi esclusivamente per lobotomizzare le persone...
Ti prego, non lasciare che vi imbavaglino usando tutti gli strumenti abbietti ed ipocriti della mafia italiana... non permettere loro di nascondersi dietro a scuse demenziali, portandoti a cancellare il vostro programma che persone come me aspettano da tempo..
Qui non è solo questione di uno spazio televisivo da occupare: qui è questione di informazione, quella vera, che noi ITALIANI con la "I" maiuscola abbiamo il diritto di ottenere.
Qui è questione che il nostro Paese sta andando a rotoli.
Ci stanno tenendo per il collo nutrendoci di pane e disinformazione... ci stanno togliendo tutto ciò che potrebbe darci la capacità di cambiare: lavoro, sanità, istruzione, informazione...
Roberto, hai rischiato e continui a rischiare la tua vita per tutti noi, per deunciare quello che non va nella nostra ITALIA e per questo ti ringrazio dal profondo del cuore.
Ma non sappiamo piu' come si cambiano le cose.
Siamo ridotti ad una massa di incapaci, forse troppo civili oppure troppo codardi per ribellarci a quello che sta succedendo... abbiamo bisogno di te.
Ancora una volta.
Aiutaci a cambiare le cose. Aiutaci a sapere cos'è che capita in questa Italia scapestrata...
Non mollare, continua a parlarci. Non riunciare a questo spazio televisivo che è piu' facilmente raggiungibile da tutti noi che vogliamo sapere.
Se cercheranno di metterti i bastoni fra le ruote... utilizza la rete per continuare a parlarci... io.. noi, saremo li con te, per te e per noi.
VERREMO VIA CON TE.
Silvia

IL CAPPELLAIO MATTO

lunedì 6 settembre 2010

DOSTA!!! (parte prima)



(Articolo tratto da LA STAMPA 04/09/2010)

"Dopo le espulsioni e la mano pesante del governo, i nomadi cercano rifugio nei paesi. Frumuchan, che ha sei anni, questa volta non andrà a scuola. E’ iniziata giovedì, e lui non c’era, peccato: stava cominciando a imparare bene il francese. Non rivedrà il bel palazzo con la scritta Libertà Fraternità Eguaglianza, e nessuno dei suoi compagni di Trièle, nelle Yvelines. Loro non gli hanno mai chiesto se era romeno zingaro nomade. Anche se sapevano che viveva in una roulotte sgangherata, parcheggiata con altre in quelli che un tempo erano gli orti della città e ora sono soltanto erbacce, rifiuti e abbandono. C’erano cinquanta bambini nel campo abitato da una ventina di famiglie. C’erano, perché si sta rapidamente svuotando. Frumuchan era uno dei pochi ad andare a scuola. Perché il bus si rifiutava di fare una deviazione per venirli a prendere; perché i genitori avevano paura che la polizia li schedasse per seguire poi i loro movimenti. Perché i più piccoli al mattino sciamavano con le madri: chiedere l’elemosina con un bambino raddoppia gli incassi giornalieri. Tutto finito: si parte. Anche se il lavoro, che sarebbe ufficialmente raccogliere ferro e alluminio nei cantieri, andava bene. Nessuna traccia, qui, delle Mercedes che hanno scandalizzato il ministro degli Interni Hortefeux quando ha lanciato il suo primo anatema contro i subbugli dei nomadi delinquenti di successo. La roulotte la tira una Renault Espace miracolosamente sopravvissuta agli aspri decenni che ne marchiano la carrozzeria. Il padre di Frumuchan è uno di quelli che hanno deciso di partire: via da questa Marianna diventata improvvisamente cattiva. Prima che le ruspe e i poliziotti si accorgano di questo campo, arrivino un mattino senza lasciare il tempo di riempire neppure una valigia. Mentre l’Europa medita sulla legittimità della politica francese e destra e sinistra si azzannano sui nomadi come fossero un soggetto astratto e non gente viva, uomini donne bambini, il problema si sta forse «risolvendo» silenziosamente. Non con le espulsioni ma con un esodo volontario verso i Paesi vicini meno intrattabili. La Francia esporta i suoi rom e si sente soddisfatta."

Ricordo che qualcuno un giorno arrabbiato per i problemi creati alla societa' da chi ruba, stizzito per la mancanza di rispetto e per la prevaricazione del gesto, ipotizzo' di creare delle zone apposite per richiudere chi si macchiava di tale reato: confinato in questo posto il soggetto in questione avrebbe avuto a che fare con altri suoi simili e non avrebbe creato disordini o problemi alla societa' "normale". Due piccioni con una fava quindi: il confino e la distanza dal resto del mondo gli avrebbero impedito di ripetere il danno rendendo la nostra vita piu' sicura e permettendo la stretta sorveglianza sul malcapitato e sulle sue azioni pericolose.
Nel corso della mia vita ho sentito diverse volte questa soluzione prospettata come una delle migliori per preservare la propria tranquillità. In realtà era un ritornello che spesso seguiva qualche fatto eclatante di cronaca... che si trattasse di furto, droga, pedofilia, assassinio... L'idea ritornava periodicamente alle mie orecchie e rimbalzava da una voce all'altra dirtta diritta nella mia testa.
Devo essere sincera.. mi inquetava sempre parecchio. Mi allarmava. Da un lato era palese che qualsiasi di questi reati rappresentavano una potenziale minaccia per me o per i miei cari, dall'altro qualcosa in questo tipo di difesa strideva prepotentemente.
Il drogato o il ladro da bambina erano figure spaventevoli come il lupo della favola di cappuccetto rosso sebbene non altrettanto fantastiche, direi anzi molto reali..
Accanto all'uomo nero poi c'era sempre la tangibile e terrificante figura dello ZINGARO.
Quello che piu' mi spaventava era che non conoscevo bene nessuna di queste figure quindi non avevo idea di cosa effettivamente sarebbero state capaci di fare... quello che capivo era che LADRO, DROGATO o ZINGARO era MALE. CATTIVO. NEGATIVO. E RAPPRESENTAVA UN PERICOLO COSTANTE. E "MEGLIO SAREBBE SE NON CI FOSSE" direbbe qualcuno..
Mio malgrado sono cresciuta con questa idea inculcatami nella testa.
Nella società di oggi queste valutazioni però risultano essere un po' troppo semplicistiche e l'ho capito conoscendo "il diverso" forse piu' per necessita' che per curiosità. Mi sono torvata a lavorare come educatrice con bambini di diverse etnie in Barriera di Milano a Torino ed ho conosciuto anche ragazzini ROM. Quello che mi hanno raccontato e che mi hanno trasmesso mi ha fatto pensare che, forse, non è proprio tutto come immaginavo e come mi avevano raccontato per anni.
Forse la verità stava nel mezzo e forse il problema non era la loro presunta cattiveria o la loro disonesta'...
Non era eliminando loro che avrei eliminato il problema, ne sarebbe arrivato comunque un altro simile, e poi un altro ed un altro ancora... ci doveva essere qualcosa alla base che non funzionava.
Il continuare a sperare di eliminare il problema eliminando il contatto con il diverso e il non accettato/accettabile era come giocare con il fuoco...
Oggi gli zingari italiani e non, domani tutti gli extracomunitari, dopodomani i delinquenti di ogni tipo.. da li ad eliminare la diversita' o la scomodità prima con l'isolamento e poi in qualsiasi altro modo... è un passo molto breve.
E poi con che criteri di scelta? "Eliminiamo / Buttiamo fuori dal Paese chi non ha voglia di lavorare, chi non si impegna, chi ci prende per il culo, chi non paga le tasse, chi ruba, chi commette reati.. BASTA BASTA BASTA" sento dire.. e posso capire l'esasperazione... ma a livello pratico che senso ha tutto questo? come potrebbe cambiare la situazione se non in peggio???
Penisola apparentemente perfetta fuori... Orrida dentro? Tutto intorno il resto del mondo e noi nel nostro piccolo a vivere la nostra realtà falsificata??!! Questo non è il mondo reale. Non è applicabile. Non è possibile! La vita non è fatta così! le barriere che ci hanno messo nella testa non ci tengono al riparo e non possono essere trasposte fisicamente! Non è così che si combatte!
Conosco un sacco di gente che potrebbe rientrare in categorie a rischio pur non avendone colpa. Esiste la poverta', l'emarginazione, l'impedimento fisico.. Per zingari e per tutto il resto del mondo. E' un discorso che trovo aberrante. Chi mi assicura che chi si trova ad ergersi a giudice, preso da questa "caccia alle streghe" non si faccia prendere la mano da antipatie, sete di potere, pregiudizi ed ignoranza? Chi mi assicura che la SINGOLA valutazione non sia viziata dal personale giudizio? NESSUNO è CHIARO.
QUESTO è UN DISCORSO ILLUSORIO E SENZA SENSO.
Qualcuno mi ha detto "STIAMO PARLANDO DI ZINGARI HAI PRESENTE?? SAI DI COSA PARLI? CONOSCI LA SITUAZIONE DEGLI ZINGARI? TI SEI GUARDATA IN GIRO?"
La risposta è "PROBABILMENTE NO, NON SO APPIENO DI COSA STO PARLANDO, PERCHè NON SONO ZINGARA e tu? comunque almeno ci provo, chissa' mai che ne venga fuori qualcosa di buono".
Avete idea di cosa voglia dire essere un POPOLO appartenente ad una NAZIONE diversa per cultura ed ideologie? Si perchè che ci piaccia o no i concetti di POPOLO E NAZIONE non sempre combaciano... la parola TOLLERANZA poi, in questo caso soprattutto, sta alla base della convivenza.
Sapete? I bambini che ho conosciuto io mi hanno fatto notare una cosa interessante... la parola TOLLERANZA non è poi una gran bella parola, soprattutto se sei dalla parte dei TOLLERATI...
TOLLERANZA significa sopportazione, non accettazione della diversità.
Significa che facilmente dovrai stare zitto e non dire la tua perchè accetto che tu sia stanziato nel mio territorio ma dovrai startene ai margini, ZITTO e BUONO.
Peccato che, come giustamente mi hanno fatto notare i piccoli figli del vento, loro sono ITALIANI tanto quanto noi. Hanno la cittadinanza, addirittura c'è chi è qui con la famiglia da prima dell'ultimo conflitto mondiale...
Dove stanno i diritti ed i doveri delle persone in questo specifico caso?
Credo ci sia chi è costretto a subire ingiustamente e chi probabilmente se le merita tutte quante.
Dobbiamo renderci conto che quelli che sono i valori e le abitudini di un popolo potrebbero non esserlo per il resto delle persone che coabitano nella nazione e questo è sicuramente un gran pasticcio, ma non ci sono solo LORO che hanno abitudini assurde e comportamenti negativi.
Possiamo accettarlo o meno ma non siamo gli unici detentori di valori e di ideologie: anche gli zingari ne hanno e, per esempio, trovano assurde ed inacettabili certe nostre abitudini .. come la nostra idea di famiglia, la poca importanza ed il poco spazio che diamo agli anziani, il sacrificio che facciamo della nostra liberta' magari per ottenere un posto di prestigio nella societa'.
Ora.. non voglio mettermi a sindacare sul "giusto" o "sbagliato" di nessuna delle due parti. però vorrei evidenziare che esiste un organo chiamato STATO che ha il compito di promuovere la coesistenza, con il proprio operato, tutelando tutti quanti.
Non oso nemmeno pensare che essendo ospite in un paese straniero i miei diritti / dovere si modifichino aumentando o diminuendo...
Non voglio nemmeno nascondere che molti zingari, soprattutto delle zone dove vivo ora, si dedichino all'illecito. Voglio però sottolineare un paio di cose per ME importanti.
La prima è che un popolo che ha come motto la frase "LIBERTE', EGALITE', FRATERNITE'" e che poi attua una manovra del genere risulta, quanto meno, razzista-incoerente-opportunista. Se questi sono i veri valori di una nazione devono valere per TUTTI gli abitanti e non. Non esiste uno piu' libero o piu' uguale di un altro. Lo trovo davvero assurdo.
La seconda è che solo lo STATO ha il potere ed il dovere di far si che TUTTI gli abitanti/ospiti del suo suolo ricevano la debita assistenza e rispettino le debite regole.
Io sento criticare gli ZINGARI perchè ci invadono, rubano, sono bugiardi, approffittatori, utilizzano ed insozzano le risorse che diamo loro, sono abusivi, non rispettano le regole... e vedo aumentare l'odio verso queste persone... ma non sento nessuno che dia la responsabilita' al vero PECCATORE. Lo Stato. E' lo Stato che gestisce i suoi abitanti, crea le leggi e le fa rispettare.. ed è proprio perchè non è un organo astratto che ha le sue responsabilita'. Ed è proprio perchè ha le sue responsabilita' che pecca di demagogia e confonde i cittadini seminando razzismo e ingiustizia USANDO L'ESASPERAZIONE, LA PAURA E LE DIFFICOLTA' DELLE PERSONE ONESTE. E' lo Stato gestisce le risorse del territorio e le assegna. E' lo Stato che permette che non si rispettino le regole. E' allo Stato che paghiamo le tasse per avere servizi. E' lo Stato che vigilando avrebbe il compito di tutelarci tutti quanti LAVORATORI e DELINQUENTI allo stesso modo con manovre diverse. E' lo Stato che dovrebbe punire i trasgressori e reindirizzarli verso comportamenti giusti: stiamo parlando di esseri umani e non di oggetti che possono essere accumulati ai margini e lasciati li fermi.
Come possiamo pensare di mettere barriere ai contatti interculturali senza che questo penalizzi noi come persone e la nostra apertura mentale!?? Come possiamo immaginare un mondo che ci permetta di prevaricare qualcuno anche se questo qualcuno è in torto?? Cosa ci rende meglio di loro quando facciamo questi discorsi? Il fatto che noi siamo nel NOSTRO PAESE, e paghiamo le NOSTRE tasse e rispettiamo le NOSTRE regole? In questa maniera ci mettiamo al livello di chi le regole e i valori non li rispetta, almeno dal mio punto di vista.
Quindi io dico DOSTA! (BASTA NELLA LINGUA ZINGARA) Se davvero vogliamo cambiare le cose cerchiamo di cambiare la situazione del nostro Stato che agisce tramite un malgoverno ed una politica di demagogia! Non ci sto ad abituarmi a questa situazione solo perchè è dagli anni 70 (ma io dico che è da piu' tempo ancora!) che c'è questa situazione che ormai viene accettata come un dato di fatto.
Per la gente è diventato normale lamentarsi, additare i presunti colpevoli e diventare intolleranti accettando però che lo stato non faccia il suo.
NON CI STO.
il cappellaio matto

mercoledì 9 giugno 2010

BISOGNEREBBE ESSERE CANE...


Non basta aver avuto un cane..
Non basta aver letto libri sui cani...
Non basta aver parlato con chi dice di conoscere i cani...
Non basta.
Bisognerebbe essere cane per poter dire cosa si prova ad essere cane.
Bisognerebbe essere cane per capire cosa si prova quando il nostro padrone ci chiede di dare la zampa all'amico per dimostrare quanto ci ha addestrati per bene.
Bisognerebbe essere cane per capire cosa si prova a vivere legati ad una catena di un metro solo perché il nostro padrone non è amante dei cani.
Bisognerebbe essere cane per provare terrore e sgomento quando quel vigliacco del tuo padrone ti abbandona in una strada sconosciuta e lontano da casa.
Bisognerebbe essere cane per sapere che non ti viene neppure da piangere, pensi solo che non è possibile, tornerà di certo, tu in fondo gli hai sempre voluto bene.
Bisognerebbe essere cane per capire cosa si prova ad aver paura della vivisezione.
NO......se mi rendo conto di cosa significa vivisezione, non sono cane, sono maledettamente umano, un umano appartenente ad una società evoluta ed intelligente, tanto intelligente che non si chiede cosa prova un cane solo perché fortunatamente non riesce ad esserlo.


IL CAPPELLAIO MATTO

martedì 30 marzo 2010

"BELLA CIAO..."

Elezioni regionali 2010: ha votato il 64,2% degli italiani, quasi l'otto per cento in meno rispetto al 2005 e comunque poco piu' della metà del paese.
Non si sa quanto abbia influito il meteo, il passaggio all'ora legale, la disaffezione verso la classe politica, la strumentalizzazione dei media, la campagna denigratoria del centro destra verso gli avversari... ma il calo rispetto al 2005 è netto ed evidente e soprattutto preoccupante.
Preoccupante almeno per me e per quelli che ci vedono lungo. Preoccupante per il futuro del Paese. Proccupante per chi ha un po' di sale in zucca e comprende dove stiamo andando a finire.
In Piemonte, regione dove il centro sinistra è riuscito, almeno fino a ieri, a mantenere una politica sociale decente, COTA, il candidato di LEGA NORD ha vinto contro la BRESSO per uno scarto
veramente irrisorio (48,33% per il primo contro il 46,27% della candidata uscente)...
Negli scorsi giorni ho sentito diverse lamentele contro la BRESSO: addirittura mi è stato riferito che ha bloccato dei fondi per l'agricoltura precedentemente stanziati per farne cosa non so... I piemontesi sanno senz'altro che la stessa è convinta sostenitrice della TAV.. insomma tutte cose che non ce la fanno piacere poi molto questa donna che per cinque anni, ci dicono, ha tenuto la Regione ferma e ci ha prima promesso soldi e poi ce li ha negati... scommetto però che ben pochi si sono presi "il piacere" (come diciamo noi piemontesi) di andare a controllare il bilancio dell'operato della GOVERNATRICE. Sono certa di questo come è vero che sono IL CAPPELLAIO MATTO: la gente si infervora, si lamenta, si sente tradita ed ha perso la fiducia nella classe dirigente.. però poi si fa inchiappettare dalle notizie che vengono messe in giro e non controlla minimamente la provenienza e - soprattutto - la veridicità delle stesse.
NON C'è UN MINIMO DI APERTURA MENTALE E SOLIDARIETA' VERSO GLI ALTRI. OGNUNO PENSA PER SE, CON L'ILLUSIONE CHE FANCENDO I PROPRI INTERESSI SI VADA LONTANO... NON è COSì CHE FUNZIONA!
Mi preme sottolineare intanto che TUTTE LE REGIONI, in prima linea la BRESSO con il Piemonte, quest'anno hanno bloccato la maggior parte dei finanziamenti per stanziare QUEI SOLDI per la disoccupazione.
In secondo luogo quest'anno - chissà come mai - i media sono stati utilizzati per creare disinformazione e direi che ci sono riusciti bene.
Infine la scarsa coscienza sociale aleggia in tutto il paese. Stiamo diventanto una massa di struzzi che per non combattere nè vedere cosa ci sta succedendo nasconde la testa sotto la sabbia.
Pare preservi il buonuomore, peccato che poi alla fine ce la si "prende nel frak.."
Personalmente non avrei votato la Bresso se avessi avuto - per esempio - Niki Vendola a tiro.
Ma al momento rappresentava il meno peggio ed una valida alternativa alla LEGA NORD.
Non so cosa sia peggio. Avere il nano con i tacchi sulle croste o diventare una regione con la camicia verde, il fazzoletto al collo, l'ignoranza nella testa e la xenofobia nel cuore.
ABORRO.
In fondo è cambiato il colore della camicia: almeno NERO snellisce.
Ecco il risultato delle NON AZIONI, continuiamo pure a lamentarci senza far nulla per cambiare le cose: sapete che vi dico??? tutti nel girone degli ignavi!
Il voto è un diritto, un onore. L'ignoranza non paga e si sta vedendo.
Grandiosa la Puglia e fantastica la sua riscossa, in cuor mio spero che la ripresa del Paese parta proprio di li, con quelle persone che ce la mettono tutta per cambiare quello che non va.
Per quanto mi riguarda... "Questa mattina, mi son alzata ... ed ho trovato l'invasor..."

IL CAPPELLAIO MATTO

domenica 21 marzo 2010

PUBBLICITA'

Date un'occhiata, mi sembra una bella iniziativa, diffondiamo l'amore per la lettura.

http://albyok.altervista.org/pensoscrivo/archives/1010

lepre

martedì 12 gennaio 2010

Diario Italiano


Si sa che la TV ha un effetto davvero strano sulla sottoscritta... La maggior parte dei programmi che vengono trasmessi NON MI PIACCIONO e, anzi, MI FANNO SOLO INCAZZARE.
Proporrei subito INTERNET per la beatificazione (se solo credessi nella chiesa come istituzione) già solo per il fatto che posso scaricare tutto ciò che mi interessa davvero e che in TV non trovo di sicuro...
Qui lo dico e poi lo ribadirò nel tempo: non capisco perchè si debba pagare un canone per poter vedere le programmazioni televisive che DI FATTO risultano CENSURATE.
Non parliamo del digitale terrestre (o meglio della gestione del passaggio da tv analogica a tv digitale) perchè rischierei solo di incazzarmi brutalmente.
Il povero Embhè rimane basito per le mie reazioni davanti a quella che un tempo fu "LA SCATOLA MAGICA" e che oggi è diventata la "SCATOLA TRAGICA".. non solo quando "smadonno" come una pazza, ma anche quando resto basita ed incredula a fissare lo schermo perchè quello che viene trasmesso è talmente demenziale che non riesco a concepire che davvero stia andando in onda per il PIACERE di qualcuno..
NON CI POSSO CREDERE, NON CI POSSO CREDERE, NON CI POSSO CREDERE continuo a ripetermi. E invece si. La televisione attuale è per la maggior parte delle volte una TV adatta ad un popolo di dementi. E sta trasformando i nostri figli nel peggiore dei modi. Sono finiti i tempi della TV BABYSITTER!!!
Per fortuna, suo malgrado, qualcosa resiste.
Si tratta di un programma di Raitre che va in onda tutti i giorni dal lunedì al venerdì a partire dalle ore 12.45 fino alle 13.10 circa.... e Corrado Augias è il conducente/condottiero che manda avanti questo "Diario Italiano"...
Di argomenti da trattare ce ne sono a bizzeffe (politica, cultura, attualità).
Si tratta di un programma scarno dal punto di vista "visivo": uno studio semplice con qualche sedia ed, al massimo, un paio di ospiti giornalieri; La grossa differenza è che dal punto di vista culturale questo programma ha una valenza importantissima. Spicca come la resistenza partigiana all'epoca del regime fascista e della seconda guerra mondiale. (ok mi sto facendo prendere la mano...)
Prima di tutto si da rilievo alle storie che cambiano ed che hanno cambiato il nostro paese negli anni; si analizzano fatti di attualità che in molti casi sono appena accennati dal resto dei media, ci si chiede il perchè ed il percome delle cose, si fa un'analisi approfondita del "fatto" collegandolo al "meccanismo società"...
La maggiorparte degli ospiti sono spesso personaggi di rilievo (Luis Sepulveda, Andrea Camilleri, Giulio Giorello, Umberto Eco etc) che si raccontano, o raccontano l'Italia ed il Mondo di oggi, in maniera ironica e stimolante.
La varietà degli argomenti trattati, la serietà professionale di chi partecipa, l'apertura cosmopolita del conduttore è il punto di forza del programma.
Dai problemi internazionali, alla situazione dello stato di Israele, passando per la Cina, fino alla mafia ed alla giustizia italiana.. senza dimenticare il testamento biologico ed il lavoro precario.. trattando anche i misteri dei delitti irrisolti o la xenofobia che dilaga ormai in tutto il mondo.. si arriva ad un programma interessante a 360°... un programma che davvero può arricchirci e darci qualcosa in piu'.
Vale la pena guardarlo.
IL CAPPELLAIO MATTO

martedì 22 dicembre 2009

EDILIZIA BIOCOMPATIBILE...

Questa sera, finalmente, abbiamo appuntamento con l'arch. della Wolfhaus per la progettazione... Insomma andiamo a capire di che "morte morire".. La bioedilizia (potendocela permettere) è quella piu' compatibile con la nostra coscienza, con le mie allergie e con le nostre tempistiche di realizzazione... SPERANDO CHE SIA QUELLA GIUSTA!
Ho organizzato un imeneo in due mesi. Non esiste che io costruisca una casa in due anni! Materialmente non posso pensare che le cose funzionino così... Non è nella mia natura. Dopo sei mesi mi disinteresso del progetto, mi stresso, mi incarognisco, mi distraggo e perdo ogni voglia di seguire la cosa (con conseguenze catastrofiche!!!), senza contare i costi che lievitano e che rispetto ad un eventuale capitolato triplicano.. MEGLIO VIVERE IN AFFITTO A QUEL PUNTO!!
Insomma mi sono resa conto che l'edilizia tradizionale non è compatibile con la sottoscritta: i tempi sono dilatati come pure i costi, tutto è subordinato alla coscienza di chi realizza l'opera e, credetemi, di questi tempi questa non è una buona cosa (salvo per rari casi).. c'è sempre qualche intoppo o qualche imprevisto.. E, alla fine, una casa la progetti oggi e la vedi quasi finita fra due anni e mezzo (se sei fortunato), e nel frattempo PAGHI. Paghi tutto: materiali, impresa, affitto.. paghi il fatto che vuoi una casa tutta tua, che le banche applicano tassi di interesse da usurai; che l'impresa ti dice "vengo oggi" e la vedi fra due mesi; che "qualcuno" (e non sai mai chi) non ha fatto il suo dovere e devi sborsare altri soldi per ovviare alla mancanza; paghi i mal di pancia e le incazzature legate ad un sistema di "scarica barile" all'italiana; paghi con gli interessi e in anticipo.
La Bioedilizia con prefabbricati ecosostenibili ed ecocompatibili pare avere meccanismi diversi a riguardo e tempistiche decisamente minori.. chissà però se ci riserva qualche sorpresa...
IL CAPPELLAIO MATTO

lunedì 14 dicembre 2009

SE POTESSI.. LO AMMAZZEREI...

Quante volte ho detto questa frase?!! Ahhhhhhhhhh innumerevoli.
Mi infervoro, chiedo ad alta voce giustizia (caso mai qualcuno "lassù" mi sentisse)... dico a me stessa "se mi capitasse fra le mani..." certa che da sola saprei trovare la punzione giusta... ma la realtà dei fatti è che se ne avessi la possibilità in fondo in fondo non gli torcerei un capello.
Tutta colpa della mia coscienza che al momento naviga sopra le parti...
Credevo che un bel pugno sul grugno facesse un'eccezione per quanto lo riguarda.. subito ho persino pensato "ahahaha grande! che divertente..." ma mi sono subito pentita del pensiero ed alla vista del risultato di un atto di VIOLENZA la risata che stava per salirmi in gola si è subito spenta.
Non c'è santo che tenga, nè giustificazione di sorta. Nemmeno se trattasi di Lui che detesto con tutto il mio essere. Non sono capace di gioire per un azione del genere, chiunque sia il destinatario.
Il fatto è che innanzi tutto aborro la violenza. E' una delle brutture del mondo e vorrei che sparisse dalla faccia della terra.
Sapete.. Non sono in grado di non provare smarrimento davanti a questo sentimento che mi nasce dentro, persino un po' di tristezza nel constatare che non so detestare chi davvero se lo meriterebbe.. mi sento "spaesata" se per una volta non do contro quel detestabile farabutto.. eppure è così.
Il "nemico numero uno" questa volta è qualcosa di piu' grande e pericoloso: perchè NESSUNO merita VIOLENZA.
IL CAPPELLAIO MATTO

martedì 1 dicembre 2009

Caro Babbo Natale




... anche quest'anno ti scrivo.
per puro sfizio, per tenermi in contatto con te, per sapere come stai e come te la cavi, insomma per capire se hai bisogno di qualcosa...
per avere la certezza che sei ancora li ad ascoltare quei due o tre poverini che hanno ben chiaro "lo spirito natalizio" e non pretendono "cose turche" da te...
Ormai è passato tanto tempo da quando qualche "anima impestata" si premurò di farmi sapere che tu non esisti. Immagina la sensazione che mi diede questa notizia. Per un po' finsi di crederci... il dubbio si era insinuato dentro di me e stava minacciando i miei sogni e tutto quello in cui credevo, tutto ciò che mi rendeva quella che sono... poi, per fortuna capii.. Non sono mica scema! Cercavano di Minare i miei sogni e le mie convinzioni! di farmi "abbracciare" un "altro" spirito natalizio!
Col cappero!!!
Mi son sempre chiesta che effetto ti fanno le letterine di natale... cioè.. non ti viene mai il nervoso a leggere una lista di pretese? non ti commuovi fino all'osso quando qualcuno invece ti chiede con il cuore un piccolo miracolo a cui non puoi far fronte? Non ti senti del tutto inutile ed impotente davanti alla bruttura della società di oggi che spreme il nostro pianeta e le anime dei bambini fino all'osso inculcando una cultura dell'orrore?!!
.. non deve essere mica facile nemmeno per te... che sei tanto vecchio e saggio e che hai tanta pazienza quant'è bianca la tua barba... Immagino che ci voglia una forza di volonta' immensa per leggere, per esempio, la letterina scritta da berlusconi, non voglio nemmeno pensare a quella (sicuramente piena di errori di ortografia) della gelmini... se poi mi immagino quella di bossi.. bhe li siamo davvero al capolinea.
Babbo.. come fai a trattenerti e a non punirli come si deve!???
Ma ci pensi a dove siamo arrivati?!! "Magico Natale"; "Bianco Natale"; "Santo Natale" e poi succedono cose come quelle che capiteranno nel paese di Coccaglio : il "Withe Chrismas" lo chiamano... La Lega infatti ha promesso di ripulire il paese dagli extracomunitari entro il 25 dicembre, per fare un natale come si deve, bello pulito, senza troppi stranieri.. insomma all'insegna della vera tradizione cristiana ed italiana.
Complimenti.
"Il crocifisso nelle scuole non si tocca! è simbolo dell'italia cristiana e dei valori della nostra cultura"
Bhe se questa è l'italia (e lo scrivo minuscolo apposta) mi spiace ma io mi dissocio... e mi vergogno di essere italiana. Dunque...
Caro Babbo Natale, sai che ho già molto di quello che mi serve, direi tutto ciò che è veramente importante. Sai che non voglio disturbarti con pretese inutili però.. Caro Babbo Natale.. ti prego.. solo per quest'anno... visto che ho davvero cercato di essere buona.. Babbo.. Solo per quest'anno.. Ti prego... Giu' dal Camino, Babbo... Una quintalata di merda.. Babbo a chi veramente se lo merita...
Grazie.
Sei un tesoro.
A presto.
IL CAPPELLAIO MATTO

lunedì 2 novembre 2009

Che cos'è un G.A.S.????


Un G.A.S. (letteralmente Gruppo d'Acquisto Solidale) è un gruppo d’acquisto formato da un insieme di persone che decidono di incontrarsi per acquistare all’ingrosso prodotti alimentari o di uso comune (vestiario, scarpe etc) da ridistribuire tra loro.
Di norma si tratta di persone che hanno un qualche rapporto preesistente (amicizia, lavoro, vicinato...) e che hanno una visione simile su quello che dovrebbe essere l'economia e la politica di acquisto in questa nostra società: ovvero si rendono conto che le odierne leggi del mercato non solo penalizzano il consumatore, ed allo stesso tempo anche il piccolo produttore, arricchendo solo chi sta al vertice della piramide, ma non tengono conto nemmeno di quello che è l'impatto ambientale nel commercio...
Un G.A.S. diviene solidale nel momento in cui decide di utilizzare il concetto di solidarieta' come criterio guida nella scelta dei prodotti. Solidarieta' nei riguardi dei produttori che forniscono i prodotti, per permettergli di avere un giusto reddito e non essere schiacciati dai monopolisti della distribuzione, nei confronti dell’ambiente e delle altre creature che condividono con noi il Pianeta, rispetto ai popoli del sud del mondo che subiscono le conseguenze di questo modello di sviluppo, ma anche riguardo ai membri stessi del gruppo.
Questo è il G.A.S.: Una critica profonda verso il modello di consumo e di economia globale e di largo e inconsapevole consumo che sfocia in un modo costruttivo di acquistare e redistruibuire il prodotto, abbattendo i costi, sostenendo i piccoli produttori e rispettando l'ambiente.
Certamente non è semplice abbandonare il "normale" tipo di consumo a cui siamo abituati, è necessario prima di tutto trovare altre persone che la pensino come noi... in secondo luogo sarà necessario iniziare in "piccolo" per capire bene le modalità di gestione.. comunque sia si parte sempre dal contattare un'altro gas, il più vicino a casa, quello di cui si conoscono alcuni componenti, o anche uno qualsiasi, se non si ha nessun tipo di contatto. Infatti la rete dei G.A.S. ha, molto spesso, come primo obbiettivo proprio quello del tutoraggio per far nascere altri gas. Si partecipa a qualche riunione del G.A.S. TUTOR affiancandosi alla gestione di qualche ordine.
Emergerà che è fondamentale l'importanza della riunione come momento di discussione e revisione collettiva di criteri di acquisto e fornitori. Verranno inoltre forniti alcuni indirizzi di fornitori, per non dover iniziare da zero. Ci si potrà allenare e capire come fare un ordine, come provvedere al pagamento delle fatture dei fornitori... Quello che è certo è che un gruppo del genere, oltre a selezionare i propri fornitori in base ai criteri dell'acquisto solidale, è in grado di allargare i propri acquisti mantenendo i rapporti con gli altri gas eventualmente per abbattere i costi di spedizione di alcuni ordini che arrivano da lontano. Ancora una volta il mondo di internet diventa essenziale, sia per comunicazioni veloci e gratuite, sia per comunicare con persone che stanno dall'altra parte dello stivale (o anche piu' lontano): molti hanno creato un blog o un sito internet come base di partenza per comunicare con il Gruppo stesso o con il resto del mondo.
Insomma un G.A.S. è un gruppo libero dal meccanismo malato dell'economia corrotta... che potrebbe permetterci di esprimere, nel nostro piccolo, il nostro dissenso da questo indiscriminato modo di vivere e consumare.
IL CAPPELLAIO MATTO

venerdì 9 ottobre 2009

Briciole

"Quando vanno su quella poltrona sono tutti uguali. Ce l'hanno tutti con lui perchè ha molto e sono invidiosi". Di fronte a queste parole è solo avvilimento quello che provo, avvilimento e sconfitta. Avvilimento, sconfitta e rabbia perchè il vero ignorante non è colui che non sa, ma colui che pur avendo la possibilità di sapere, sceglie deliberatamente di non guardare la realtà. Testa sotto la sabbia, e via.
Il vero ignorante rifiuta di conoscere su che cosa è basato questo Stato, e soprattutto rifiuta di sapere il perchè. Il vero ignorante rifiuta di riconoscere che, dopo il prezzo esorbitante pagato nel Ventennio e con la Seconda Guerra Mondiale, in termini di vite umane, libertà, stabilità sociale ed economica, questa nazione ha scelto di non ripetere più gli stessi errori. Ha scelto di crescere, di darsi delle istituzioni mature, di non dipendere più, mai più, dalle scelte di un singolo, diventando una Repubblica parlamentare, il che significa, nel profondo, che le decisioni non le prende più uno o un gruppo, ma per la sicurezza di tutti in questo paese le decisioni le si prende tutti insieme, confrontandosi e discutendo e litigando, ma tutti insieme, se proprio non ci mettiamo d'accordo si fa a maggioranza, ma serve il contributo di tutti. E non solo ha preso questa decisione, ma lo ha messo, ancora per sicurezza, non-si-sa-mai-qua-abbiamo-la-memoria-corta, lo ha messo nero su bianco: la Costituzione è nata come una garanzia assoluta e intoccabile, come un ente che al di sopra di tutto, di tutti, della storia e dei suoi errori, proteggesse per sempre i cittadini dalla loro stessa follia. Lasciamo perdere che è ritoccabile, adattabile ai tempi, ma i principi fondanti sono stati stabiliti per non avere tempo: la Costituzione è nata dalla dolorosa presa di consapevolezza che santocielo abbiamo preso proprio un abbaglio, non ci possiamo fidare di noi stessi e delle nostre scelte politiche, abbiamo avuto troppa fiducia e troppo cieca: da adesso in poi chi va al potere deve rigare dritto, e rispettare le regole che tutti insieme ci stiamo dando. Ci inventiamo dei bellissimi Organi di Controllo, una specie di Guardie Svizzere dell'ente superiore Costituzione: è meglio che ci mettiamo qualcuno a proteggere il fondamento della nostra Repubblica, non-si-sa-mai. Magari non servirà mai, siamo belli e scottati e la Costituzione non si tocca, tutti ci crediamo ci giuriamo sopra ma dai non serviranno mai...però mettiamoceli dài non-si-sa-mai.
E invece purtroppo sono serviti. In questi giorni, l'Italia è stata messa semplicemente di fronte alla sua natura di Repubblica parlamentare basata sulla Costituzione. Punto.
Come si fa a non avvilirsi, a non sentirsi sconfitti, a non riempirsi di rabbia quando chi ti sta intorno sbriciola in poche parole tutto ciò su cui il suo essere cittadino italiano si basa, e cioè che la Costituzione e i suoi Organi di Controllo servono proprio a far rigare dritto chi va al potere? Sessant'anni di storia repubblicana, di morti, di valori, sbriciolati davanti alla tracotanza del denaro. Lui ha molto, perciò ce l'hanno con lui. Tutto il resto, non esiste.
Come direbbe Ascanio Celestini, "tranquilli, non è successo, niente".

la duchessa

venerdì 18 settembre 2009

La ballata dell'eroe


Era partito per fare la guerra
per dare il suo aiuto alla sua terra
gli avevano dato le mostrine e le stelle
e il consiglio di vender cara la pelle
e quando gli dissero di andare avanti
troppo lontano si spinsero a cercare la verità
ora che è morto la patria si gloria
d'un altro eroe alla memoria
era partito per fare la guerra
per dare il suo aiuto alla sua terra
gli avevano dato le mostrine e le stelle
e il consiglio di vender cara la pelle
ma lei che lo amava aspettava il ritorno
d'un soldato vivo, d'un eroe morto che ne farà
se accanto nel letto le è rimasta la gloria
d'una medaglia alla memoria.
(Fabrizio de Andrè)

la duchessa

giovedì 11 giugno 2009

13 giugno 2009

C'era una volta una bambina dagli occhi vispi e dalla pelle diafana, che viveva fra le montagne con la sua amata nonna. La bambina passava le sue giornate immersa nella natura, in compagnia degli angeli. Tutti i grandi, tranne la sua nonna, non credevano che lei vedesse davvero gli angeli e che la bambina parlasse con loro, perciò giorno dopo giorno fecero in modo che la bambina si convinse di essere strana e abbandonò i suoi amici invisibili.
Passarono gli anni, e la bambina diventò una fanciulla eterea ma scapestrata, tanto scapestrata che volle lasciare la valle che tanto amava per andare lontano, lontano, ad incontrare i suoi simili. Ma nonostante tanti sforzi, nel suo cuore restavano i profumi e i colori della sua terra, e gli occhi della sua amica più cara, che nel frattempo correva e correva, da brava lepre.
Nel corso degli anni, la ragazza strana era attratta sempre di più da persone ancora più strane, finchè incontrò una donna strana con dei capelli strani che viveva in una valle strana in una casa strana con una famiglia strana, che era così strana ma così strana che alla bambina venne il dubbio che invece che strana forse la donna dai capelli strani non era strana ma semplicemente speciale. Da allora tutto si chiarì nella sua anima, e si accorse di non desiderare la compagnia di persone strane, ma di persone speciali. Fu così che mollò chi meglio chi peggio tutte le persone strane che aveva incontrato fino a quel momento, e cominciò a soffrire mentre una fiammella si accendeva dentro di lei. La ragazza non ebbe paura della fiammella, e la lasciò crescere, e crescere, finchè non diventò una grande luce che la avvolgeva dovunque andava.
E intanto giorni di pioggia, di sole, di vento, passavano, passarono anche spaventose tempeste, ma la ragazza continuava a incontrare riconoscere ed accogliere persone speciali, e le invitava a camminare con lei lungo il sentiero, rendendosi conto che man mano la sua luce cresceva unendosi con quella dei suoi amici e delle sue amiche.
Un bel giorno, mentre la sua luce era nera come la mezzanotte, alzando gli occhi lungo il cammino la ragazza restò accecata da una luce grande grande, grande come la sua, ma proprio identica! La sua luce, allora, da nera cambiò colore, e si illuminò ancora di più, tanto da squarciare tutte le ombre e rischiarare la notte. La ragazza decise che non avrebbe mai più voluto lasciare quella luce, e che avrebbe addirittura potuto rinunciare al suo colore per regalargli nuove sfumature, se solo l'altra luce avesse voluto...
Così chiamò a raccolta tutte le persone che amava, tutte quelle la cui luce brillava di più quando c'era lei, e si accorse che ciascuna aveva un suo colore, strano...non strano: particolare, speciale. E per la prima volta capì, e riuscì finalmente a vedere il suo sentiero fino all'orizzonte, e ciò che vide furono la sua nuova luce immensa accompagnata in silenzio da tante altre piccole luci colorate, fino in fondo al cammino, in un grande prato verde illuminato sempre dal sole...perchè le persone speciali sanno che il sole c'è anche la notte, quando non si lascia vedere.
Perchè il segreto è
fare tutto come se
vedessi solo il SOLE.............

la Duchessa

venerdì 27 marzo 2009

Quelle che il bruco

Prendere fiato, contrarre i muscoli, chiudere gli occhi...e buttarsi, fiduciosi, nel turbine.

Mantenere i nervi saldi, mentre tutto intorno a noi sta cambiando: il vento fa turbinare le foglie, solleva la polvere, la visione si fa meno nitida.

Noi stringiamo i denti e continuiamo ad avanzare, sicure, concentrate, verso l'occhio del ciclone, dove tutto è calma, dove avremo la visuale migliore del nuovo ordine, quando il vento si calmerà...quando il vento si calmerà.

Scopriremo allora che valeva la pena aver coraggio, ed avanzare dentro il turbine di vento, perchè il ciclone ci ha regalato una nuova dimensione.
Scopriremo allora il significato di quella vecchia frase di Lao Tze: "quello che il bruco chiama fine del mondo, il resto del mondo chiama farfalla"...

la duchessa

venerdì 13 marzo 2009

TERRESTRI


EARTHLINGS ("Terrestri" appunto) è un documentario sull'assoluta dipendenza dell'umanità dagli animali USATI (e sottolineo il temine usati) per compagnia, come cibo, per il vestiario, come divertimento; nonchè per la ricerca scientifica...
Questo Documentario denuncia la completa mancanza di rispetto dei "terrestri umani" per questi cosiddetti "fornitori non umani". Il Pianeta è di tutti ma l'uomo si è arrogato il diritto di decidere di sfruttare gli altri esseri viventi per trarne vantaggio e, soprattutto, profitto.
E la sconsiderata maniera in cui lo fa ci dovrebbe far rabbrividire.. ma non tutti sappiamo effettivamente COSA FACCIAMO agli animali.. e parlo al plurale perhè la responsabilità è di tutti...
La voce del narratore è dell'attore Joaquin Phoenix, la colonna sonora è di Moby, le immagini sono crude, dure, terribilmente spietate e toccanti.
Si passa dai semplici negozi di animali agli allevamenti intensivi; si mostra cosa succede effettivamente a queste povere creature per alimentre l'industria della pelle, della pelliccia, dello sport e dell'intrattenimento... Si portano a conoscenza dello spettatore cosa è previsto che debbano soffrire le cavie da lavoratorio per la ricerca scientifica.
EARTHLINGS usa telecamere nascoste e filmati inediti per denuniare le azioni di alcune delle più grandi industrie del mondo che basano i loro profitti interamente sugli animali.
EARTHLINGS è finora il più completo documentario mai prodotto sulla correlazione tra la natura, gli animali e gli interessi economici degli umani.
Per chi ha stomaco e cuore abbastanza forti e pronti a tutto di seguito il link in inglese: non è importante conoscere benissimo la lingua... le immagini parlano da se.



IL CAPPELLAIO MATTO

martedì 17 febbraio 2009

LA CASA PASSIVA


Il Pianeta si sta surriscaldando, le risorse si riducono progressivamente, l'inquinamento aumenta come le emissioni che rischiano di soffocare Gaia mentre questa "Febbre" la divora... e noi che facciamo?
Consumiamo e Costruiamo senza criterio alcuno.
E io.. sogno una Casa Passiva!
Ne ho sentito parlare un pochino più a fondo tempo fa da un'amica che si stava laureando in ingegneria e che stava trattando l'argomento dal punto di vista dell'utilizzo dell'involucro edilizio, e solo qualche giorno fa ho scoperto qualche cosa in più.
Una casa passiva è un edificio in cui si riesce a mantenere un ambiente interno climaticamente confortevole durante tutto l'anno senza ricorrere a sistemi attivi di riscaldamento o condizionamento. La casa in pratica mantiene da sola la temperatura ideale al proprio interno, da qui la definizione di "casa passiva".
Ovviamente definizioni e specifiche variano sensibilmente a seconda del luogo dove una casa passiva viene costruita (già solo la fascia climatica Italiana presenta numerose zone climatiche) ... l'impostazione di base però non cambia, ed i requisiti per una casa passiva costruita in Europa sono stati stabiliti in meno di 15 kWh per metro quadro all'anno per il solo riscaldamento, con un consumo di meno di 40 kWh per metro quadro all'anno per quello che riguarda il consumo totale di energia, compreso il riscaldamento, l'acqua calda ed i normali consumi elettrici dell'illuminazione e degli elettrodomestici.
Una roba fantastica, sia dal punto di vista dell'impatto ambientale, sia da quello dei consumi!!!
Infatti i bassi consumi elettrici totali di una casa passiva possono essere coperti totalmente attraverso l'utilizzo di energie rinnovabili, e che il consumo combinato di energia in una CP è decisamente inferiore al solo consumo per l'acqua calda ed il normale uso di elettricità (escludendo quindi il riscaldamento) di una casa europea media. Si stima che sia meno di un quarto della corrispondente casa costruita secondo tecnologie tradizionali!!!
Pare altresì che i costi necessari per raggiungere questo ambizioso obiettivo siano di poco superiori a quelli di una casa tradizionale: si stima il 15% in più. Con la differenza che con il passare degli anni questa Casa ci farà risparmiare parecchio a livello economico, in luce; acqua; gas... etc etc
Ecco le caratteristiche di base che dovrebbe avere un edificio per rientrare in questa definizione:
Una forma compatta ed un buon isolamento termico soprattutto dall'esterno; Orientamento verso sud visto che l'uso passivo dell'energia solare è un fattore determinante; Vetri e cornici delle finestre ad alta efficienza energetica; finestre (sia per quello che riguarda la struttura che la vetratura) con valore di U non superiore a 0,80 W/(m2K), con un coefficiente di guadagno solare intorno al 50%; impermeabilità all'aria della struttura esterna con perdite di aria attraverso fessure e giunti a meno di 0,6 volte il volume totale della casa per ogni ora; preriscaldamento passivo dell'aria fresca attraverso condotti sotterranei che effettuano uno scambio di calore con il suolo; recupero di calore dall'aria in uscita attraverso uno scambiatore di calore aria-aria e conseguente recupero di circa l'80% del calore; produzione di acqua calda attraverso energia rinnovabile come pannelli solari o pompe di calore; elettrodomestici a basso consumo...
Chi prende una decisione a favore della Casa Passiva dimostra soprattutto di avere sensibilità rispetto ai problemi legati all'energia. Contemporaneamente è anche una decisione verso costi di funzionamento inferiori, per un'indipendenza dalla crescita dei prezzi del mercato delle materie prime e verso un ambiente più sano.
E io continuo a sognare una casa passiva...


IL CAPPELLAIO MATTO

giovedì 12 febbraio 2009

Perché ho il diritto di scegliere la mia morte (di Umberto Eco)

BENCHE' il problema mi turbasse molto, e forse proprio per questo, ho cercato negli ultimi mesi di non pronunciare alcun giudizio o opinione sul caso Englaro, per molte e sensate ragioni, ma anzitutto perché non volevo partecipare alla canea di chi stava sfruttando per ragioni ideologiche, da una parte e dall'altra, la vicenda di una sventurata ragazza e della sua famiglia. Quando il presidente del Consiglio ha preso pretesto dal caso per tentare uno dei suoi ormai reiterati attacchi alla Costituzione, sono intervenuto con Libertà e Giustizia, in piazza, e mi sono unito agli appelli alla vigilanza. Ma nelle poche interviste che non ho potuto evitare ho sempre detto che le poche centinaia di persone che erano con me davanti a palazzo di Giustizia a Milano non erano lì a manifestare sul caso Englaro, perché ero pronto a scommettere che se si fosse fatta la conta si sarebbe visto che metà la pensavano in un modo e metà nell'altro, ma per protestare contro l'attacco al presidente della Repubblica, attentato bonapartista (ringrazio Ezio Mauro per aver rievocato questo precedente) su cui tutti erano d'accordo. Adesso, sfogliando le gazzette, mi rendo conto come sia difficile dividere questi due problemi e quanta sottigliezza politologica, giuridica e (permettetemi) morale ci voglia a capire quanto i due problemi siano diversi. Ma cosa si può pretendere da chi, come accadeva secoli fa con Terenzio e gli orsi, ha preferito il Grande Fratello alla discussione su questi casi? Così mi sono trovato citato tra coloro che sul caso Englaro avevano idee chiare e decise. Intervengo per dire che non le avevo, altrimenti le avrei espresse. Solo che, ora che la ragazza è morta, forse si può parlare di questi problemi senza temere di far sciacallaggio su un corpo in sofferenza. In effetti non intendo parlare della morte di Eluana Englaro. Voglio piuttosto parlare della mia morte, e ammetterete che in questo caso ho qualche diritto all'esternazione. Dovendo parlare della morte mia, e non di quella altrui, non posso non citare alcuni aspetti della mia vita, tra cui il fatto che qualche anno fa ho scritto un romanzo intitolato La misteriosa fiamma della regina Loana, dove il protagonista, dopo un primo incidente cerebrale per cui perdeva la memoria, cadeva nuovamente in coma.
Non so se scrivendo volessi affermare qualcosa di scientificamente valido o cercassi solo un pretesto narrativo, ma fatto sta che ho impiegato più di cento pagine a far monologare il mio personaggio ormai in coma (non avevo allora calcolato se ridotto a vegetale, imputato di morte cerebrale o in coma eventualmente reversibile - segno che non avevo precise preoccupazioni scientifiche). In ogni caso il personaggio, in quello stato che chiamerò di "vita sospesa", pensava, ricordava, desiderava, si commuoveva. Sapeva benissimo che probabilmente i suoi cari lo credevano ridotto allo stato di una rapa, o al massimo di un cagnolino dormiente, ma si accorgeva che i medici sanno pochissimo di quanto succede nel nostro funzionamento mentale, e che forse dove essi vedono un encefalogramma piatto noi continuiamo a pensare, che so, coi rognoni, col cuore, coi reni, col pancreas... Questa era la mia finzione letteraria (per calmare coloro che dall'eccezionale si attendono tutto, dirò che alla fine il mio personaggio sprofondava nel buio) ma devo dire che se l'avevo pensata era perché un poco ci credevo. Non sono sicuro che là dove gli strumenti scientifici di oggi vedono solo una terra piatta, e una assenza di anima, ci sia del tutto assenza di pensiero - e lo dico con sereno materialismo, non perché ritenga che un'anima sopravviva alla morte delle nostre cellule ma perché non mi sento di escludere che - morte e definitivamente alcune cellule - altre non sopravvivano e prendano il controllo della situazione, testimoniando di una straordinaria plasticità non del nostro cervello (questo ormai lo sanno tutti) ma del nostro corpo. Insomma, siccome sospetto che quando si è sani si pensi anche con l'alluce, allora perché no quando il cervello non dà segni di vita? Non farei una comunicazione in merito a un congresso scientifico, ma in qualche modo ci credo. Visto che c'è gente che crede al cornetto rosso lasciatemi credere a questo. Ora che cosa vorrei, se se mi trovassi in una situazione del genere? A cercare proprio col lanternino tutte le possibilità credo proprio che esse si riducano a tre. Prima possibilità, sopravviverei come una rapa, senza coscienza, senza poter dire "io", reagendo al massimo a qualche modificazione dell'umidità atmosferica, come se fossi una colonnina di mercurio. In effetti a queste condizioni non sarei più "io", ma appunto una rapa e non vedo perché dovrei preoccuparmi di me. La seconda possibilità è che in quello stato si riviva tutto il proprio passato, si torni all'infanzia, si abbiano visioni e si realizzino quelli che in vita erano stati i nostri desideri, insomma si viva una sorta di sogno paradisiaco. È un poco quel che accade al personaggio del mio romanzo, ma poi purtroppo anche lui cala nelle tenebre. La terza ipotesi è la più angosciante, è che in quella vita sospesa ci si interroghi su cosa faranno e penseranno di noi i nostri cari, si riviva col cuore in gola gli ultimi momenti di coscienza, si tema per l'orrido futuro che ci attende, o addirittura ci si consumi come ha fatto mia madre negli ultimi dieci anni che è sopravvissuta a mio padre, raccontando a noi figli, ogni volta che poteva, come era stata orribile la notte in cui mio padre era stato colto da infarto, e se non fosse stata colpa sua che aveva preparato una cena forse troppo pesante. Questo sarebbe l'inferno - e ho accolto quasi con sollievo la morte di mia madre perché sapevo che stava uscendo da quell'inferno. Adesso facciamo una botta di conti alla Pascal. Di tre possibilità solo una è gradevole, le altre due sono negative. In termini di roulette (e sui grandi numeri, tipo diciassette anni di vita sospesa) si è già perso in partenza. Ma il problema non è questo. Io sono pronto a dichiarare che, nel caso incorra nell'incidente della vita sospesa, desidero che non si protraggano le cure (anche se potrei perdere alcuni istanti o millenni di paradiso) per evitare tensioni, disperazione, false speranze, traumi e (permettetemi) spese insostenibili ai miei cari. Ma chi sono io per distruggere la vita a una, due, tre o più persone per la remota possibilità di avere qualche istante o qualche anno di paradiso virtuale? Io ho il diritto di scegliere la mia morte per il bene degli altri. Guarda caso, è quello che mi ha sempre insegnato la morale, e non solo quella laica, ma anche quella delle religioni, è quello che mi hanno insegnato da piccolo, che Pietro Micca ha fatto bene a dare fuoco alle polveri per salvare tutti i torinesi, che Salvo D'Acquisto ha fatto bene ad accusarsi di un crimine non commesso, andando incontro alla fucilazione, per salvare un intero paese, che è eroe chi si strappa la lingua e accetta la morte sicura per non tradire e mandare a morte i compagni, che è santo chi accetta l'inevitabile lebbra per baciare le piaghe al lebbroso. E dopo che mi avete insegnato tutto questo non volete che io sottoscriva alla sospensione di una vita sospesa per amore delle persone che amo? Ma dove è finita la morale - e quella eroica, e quella che mi avete insegnato, che caratterizza la santità? Ecco perché, turbato a manifestare la sia pur minima idea sulla morte di Eluana (non sono, maledizione, fatti miei, ma dei genitori che l'hanno amata più di quanto l'abbia amata Berlusconi, che ha sinistramente fantasmato sulle sue mestruazioni) non ho esitazioni a pronunciare la mia opinione circa la mia morte. E all'amore che una morte può incarnare. "Laudato s' mi Signore, per sora nostra Morte corporale, - da la quale nullu homo vivente po' skappare: - guai a quelli ke morrano ne le peccata mortali; - beati quelli ke trovarà ne le Tue sanctissime voluntati, - ka la morte secunda no 'l farrà male".

lunedì 9 febbraio 2009

La Macabra Danza al capezzale della Costituzione


In questi giorni non si parla d'altro: il Premier Silvio Berlusconi si batte per il diritto alla vita di Eluana Englaro spalleggiato, chiaramente, dalla Chiesa e dal Papa Benedetto XVI°...
Eluana è una ragazza in coma da 17 anni.
Eluana non è in grado di comunicare con chi le sta intorno da quando, dopo un incidente, è entrata in stato di coma vegetativo permanente.
Nei casi come il suo ben presto la corteccia cerebrale va incontro ad una degenerazione irreversibile: questo significa che Eluana non c'è più nè tornerà.
Eluana è l'ombra di ciò che era e non le è permesso "andarsene" visto che la costringono a rimanere in vita attraverso un macchinario apposito.
Il limite dei dodici mesi in uno stato simile è stato fissato a livello internazionale e dopo il suddetto è possibile sospendere nutrizione e idratazione artificiale così come approvato sia dalla British Medical Association che dalla American Academy of Neurology.
In tutto il Mondo. A Livello Internazionale.
Ma non in Italia, dove la maggior parte dei medici non si azzarda ancora a dire chiaramente che tenere in vita più a lungo questi pazienti è chiaramente un accanimento terapeutico.
Ed ecco come vive ancora oggi Eluana: "i suoi occhi si aprono e si chiudono seguendo il ritmo del giorno e della notte, ma non ti vedono. Le labbra sono scosse da un tremore continuo, gli arti tesi in uno spasimo e i piedi in posizione equina. Una cannula dal naso le porta il nutrimento allo stomaco. Ogni mattina gli infermieri le lavano il viso e il corpo con spugnature. Un clistere le libera l'intestino. Ogni due ore la girano nel letto. Una volta al giorno la mettono su una sedia con schienale ribaltabile, stando attenti che non cada in avanti. Poi di nuovo a letto."
Commenta Carlo Alberto Defanti, primario del reparto di neurologia dell'ospedale Niguarda di Milano, che ha visitato Eluana alcuni anni fa: "Malgrado non soffra direttamente per il suo stato, dovrebbe essere chiaro a tutti che la sua condizione è priva di dignità. Di lei rimane un corpo privo della capacità di provare qualsiasi esperienza, totalmente nelle mani del personale che la assiste. La sua condizione è penosa per coloro che la assistono e che hanno ormai perduto da tempo la speranza di un risveglio e per i suoi genitori, che hanno perso una figlia ma non possono elaborarne compiutamente il lutto".
E come se non bastasse ecco che Eluana viene anche strumentalizzata.. Proprio da chi avrebbe la funzione di tutelare ed aiutare i cittadini.
Il Presidente del Consiglio ha deciso di usare la sua vicenda per mettere in crisi il sistema istituzionale, premettendosi addirittura di giudicare la famiglia di Eluana; insinuando che si tratti di un modo per "levarsi di dosso una scomodità".
Sono sconvolta. Non mi capacito di quanto sta avvenendo. Non posso credere che gli sia permesso usare così il dolore di questa famiglia per far leva sull'opinione pubblica.
Il Presidente della Repubblica si è rifiutato di far passare un decreto anticostituzionale: Berlusconi come ben sappiamo non si ferma davanti a nulla, nemmeno davanti alla giustizia (figuriamoci cosa conta per lui il dolore dei famigliari di questaragazza già così duramente provati): e allora ecco che si da il via alla danza al capezzale della nostra Costituzione.
Non si parla solo di una macabra danza al capezzale di Eluana.. ma è chiaro che si disquisisce del futuro della vera vittima di tutta questa vicenda: quella che davvero rischia di essere ammazzata senza alcun scrupolo da questo governo vergognoso... LA NOSTRA COSTITUZIONE.
LA NOSTRA LIBERTA'.


IL CAPPELLAIO MATTO

martedì 27 gennaio 2009

CasaPositiva... Parte Prima


Da brava reikista non mi scompongo quando sento qualcuno parlare di casa ed energie negative.
Purtroppo la parola “energia” nel linguaggio comune è stata utilizzata troppe volte da “improbabili personaggi” in malafede, tanto che oggi molti sentendo parlare di “energia”, ti rivolgono un sorrisetto imbarazzato e cercano di sviare il discorso…
Ma, come anche Einstein diceva, “tutto è energia” dunque, partendo proprio da questo presupposto, possiamo ben valutare che tutto ciò che esiste ha vibrazioni energetiche di entità ed intensità differenti; sia che si tratti di qualcosa di animato o meno.
Tutto ciò che rappresenta un ristagno, un accumulo o un disequilibrio energetico, è quindi da evitare.
Proprio su questo principio si basano le discipline che si occupano dell’equilibrio della casa legato all’equilibrio di chi ci vive (come ad esempio il Feng Shui) sostenendo che EQUILIBRIO ENERGETICO è BENESSERE.
Quante volte vi sarà capitato di entrare in una casa (abitata o meno) e avere immediatamente la sensazione di volerne uscire; oppure entrare in un’abitazione che vi mette immediatamente a vostro agio e vi distende totalmente… questo accade perché le case assorbono le energie che hanno intorno (esterne / interne) e a loro volta le trasmettono a coloro che vi entrano.
Ci possono essere stanze che vi respingono, ambienti che vi stancano, luoghi della casa che vi inquietano e vi agitano..
Da regina dei traslochi quale sono (5 traslochi in 8 anni) credo sia indispensabile nel momento di “occupare” una casa procedere ad una sorta di “pulizia energetica” accurata.
Il primo passo è disfarsi di tutte le cianfrusaglie inutili che possediamo ma non usiamo: quindi buttate via (o regalate) tutte le cose vecchie inutilizzate: sono superflue ed inutili, tendono ad assorbire energia negativa.
Il secondo passo è senz’altro pulire a fondo la vostra nuova abitazione iniziando così il processo di taratura della casa sulla vostra vibrazione (insomma state entrando sulla stessa lunghezza d’onda!!!).
Se possibile sarebbe bene cercare di tenere la propria casa il più pulita e ordinata. Eliminiamo tappeti, tele, centrini, tessuti superflui dalle stanze che tendono ad accumulare sporco, e rendono la respirazione difficile. Sarebbe poi auspicabile un contatto diretto con la terra: i piedi insomma dovrebbero poter poggiare direttamente sul pavimento in maniera da facilitare l’interscambio energetico (proprio dai piedi l’essere umano trae e scarica l’energia).
Peluches e bambole dovrebbero essere eliminati o ridotti il più possibile: favoriscono il ristagno energetico della casa (che si rifletterà sui suoi abitanti); consigliati invece oggetti orientali (ventagli, draghi, statue in pietra) perché portatori di energia positiva.
Buona cosa pare essere privilegiare il legno poiché più naturale e miglior conduttore di energia.
Il metallo, invece,andrebbe ridotto considerevolmente (salvo per la cucina che chiaramente ne necessita..); pessima è l’idea di avere letti in ferro battuto: assorbono energie statiche negative con ripercussioni sul sonno e sulla vita (e qui potrei davvero raccontarne di belle…)
Il salotto, stanza principale della casa, deve essere essenziale. I Colori delle pareti devono essere chiari, comunque molto tenui.
Cosa sbagliatissima è tenere fotografie dei familiari esposte in casa. Cumulano negatività... (sarà contento Embhè al quale i miei avi in bianco e nero nell’ingresso di casa non sono mai andati a genio!).
Da preferire i quadri che ritraggono la natura, specialmente fotografie vere, evitando però le cascate e i corsi d'acqua che disperdono energia.
Sono consigliati i laghi e le montagne, che rispettivamente conservano forza, e la elevano e fortificano.
Assolutamente SI alle piante in casa: sono ottimi trasformatori di negativo in positivo, oltre che potenziali purificatori.
Se abbiamo un terrazzo o un cortile, appendiamo almeno uno scaccia spiriti o canne al vento. Secondo il Feng Shui il suo suono andrà a contrastare il potere del vento che si scaglia nella casa, annullando l'energia negativa, e donando benessere a chi ci abita.
Il bagno deve essere essenziale, dobbiamo preferire sanitari bianchi e non colorati. Deve dare una sensazione di purezza. Deve essere facilmente pulibile. No a bagnoschiuma e cosmetici in bellavista. Conserviamo tutto nei mobiletti del bagno. Creano caos mentale e di conseguenza disequilibrio. Esponiamo invece oggetti naturali e candele. Riempiamo vasetti di vetro con sabbia e sassolini e mettiamoli al posto delle solite spugne di plastica come sopramobile nel bagno. Daranno energia positiva e benessere. Consigliatissime anche le piante come il pothos: renderanno l'ambiente armonioso e naturale.
La camera da letto… tasto dolente… abbiamo già detto NO ai letti in ferro battuto… il colore dei mobili deve essere uniforme con il resto della stanza, né troppo scuro nè troppo chiaro: no al bianco ed al nero, vietatissimo il mobile double bianco e nero assieme. Crea caos. Sono molto positivi i mobili di bamboo, di vimini e di tutti i materiali grezzi naturali.
E’ molto importante che la posizione del letto sia rivolta con la testa verso in nord, in modo da allinearsi e dormire seguendo il verso dell' energia della terra. Le persone che abitano sotto l'equatore devono mettere la testata a sud.
La porta deve essere ben visibile dal letto, deve esserci una zona sgombra, in modo da vedere sempre chi entra ed avere via libera in qualsiasi situazione. Stessa cosa vale per le scrivanie, devono avere sempre vista libera dell'entrata.
Evitare gli specchi grandi e posizionati male. Lo specchio riflette energia, se posizionato in maniera errata dirotta l'energia in modo sbagliato e negativo. (Se per esempio abbiamo un corridoio ad angolo, di cui una sola parte ha una finestra, possiamo posizionare lo specchio all'incrocio del corridoio, così da far fluire l'energia anche nella parte di corridoio senza entrate di energia naturale. Facendo così passare l'energia in modo continuo e benefico).
Si al parquet.
Sono consigliate porte di colore chiaro: non devono essere di colore troppo scuro che altrimenti porterebbero “sconforto”.
Consigliatissime:
- una fontana Zen con acqua che scorre, dona energia positiva alla stanza, ed il fruscio dell'acqua che scorre rilassa la mente.
- le lampade di sale al posto delle comuni lampade, quando si scaldano emanano ioni negativi, ottimi per purificare l'aria dagli ioni positivi che emettono elettrodomestici ecc, che inquinano l'ambiente e lo rendono negativo....
IL CAPPELLAIO MATTO