lunedì 13 settembre 2010

GUIDA AL TRASLOCO


ORMAI sono un'esperta in materia, nella mia vita ho fatto piu' traslochi che altro.. quindi... mentre faccio mente locale sul trasloco che tra 3 / 4 mesi mi aspetta... prendo nota sul blog.. chissa' che non torni utile a qualcuno.. a me senz'altro servira' per far ordine nella testa!
E' innegabile che il trasloco sia un momento pesante, soprattutto per chi - come me - ha sempre fatto tutto da sola, con l'ausilio di amici/parenti... ma sta volta si cambia! Provvederò come al solito ad inscatolarmi le mie cose nel mio modo.. ma mi affiderò ad una ditta di traslochi che provveda alla parte pesante del tutto montaggio/smontaggio/rimontaggio mobili soprattutto!
Il nesso è che se uno ci pensa per tempo le cose saranno senz'altro piu' semplici.. quindi io INIZIO DA QUI!
La "tabella di marcia" per questo trasloco è la seguente:

4 MESI PRIMA DEL TRASLOCO: nell'effettuare il cambio di stagione si elimina tutto cio' che non è indispensabile (organizzando se è il caso un altro swap recicling party e buttando il resto, chiaramente provvedendo al riciclo del possibile). Si inscatolano gli abiti estivi in scatole di plastica rigida trasparenti gia' stirati e piegati a dovere. Non sara' necessario indicare con cartello la destinazione visto che trattasi di abiti estivi per lo piu' visibili... ed il tipo di scatola agevolera' il mantenimento dello stiraggio...
Si avvisano parenti ed amici della necessita' di reperire giornali e scatoloni per il futuro trasloco.
E si inizia piano piano la scrematura del piu'...
La mia cantina sara' il principale luogo ove ammassero' le scatole per il trasloco.
Le scarpe estive mie e di Embhe' verranno messe via accuratamente pulite e lucidate.. sulla scatola che le ospita vorrei inserire la "foto" del contenuto.. vedremo come stiamo messi con i tempi... è un'idea presa dal quel genio di Pili... chissa' se sapro' avere pazienza...

3 MESI PRIMA DEL TRASLOCO: si preparano su fogli di riciclo bianchi appositi cartelli con la destinazione del pacco "CUCINA" - "BAGNO" - "CANTINA" - " FRAGILE" etc. Nell'inscatolare gli oggetti che non usiamo quotidianamente e che possono essere messi via si procedera' ad attaccare detti cartelli su tutti e 4 i lati della scatola in maniera tale che la scatola sara' scaricata direttamente nella stanza giusta. All'interno delle scatole tutti i nostri oggetti verranno imballati e protetti da fogli di giornale.

2 MESI PRIMA DEL TRASLOCO: Intendendo affidarmi ad una ditta che provveda allo smotaggio mobili/trasporto inizierei a chiedere una serie di preventivi: ho saputo che alcune aziende, se prenotate il trasloco con un certo anticipo (più di un mese prima,) offrono sconti rispetto alle normali tariffe. Nel frattempo si prosegue ad inscatolare quello che si può...

1 MESE PRIMA DEL TRASLOCO: farò verificare le condizioni di accesso e passaggio dalla ditta scelta. Fornendo le mie richieste per lo spostamento/riposizionamento degli oggetti/mobili. Fissando la data del trasloco dovrò anche concordare la durata dello stesso con apposito contratto scritto.
Chi nella nuova casa avra' messo il parquet dovra' chiedere alla ditta di traslochi di coprirlo con un materiale protettivo per evitarne il danneggiamento ma non è il ns caso.
Inizia l'inscatolamento dei libri e della maggior parte degli oggetti da spostare.
Si preparano 4 valigie con gli indumenti base che resteranno a ns disposizione finchè non saremo nella casa nuova il resto va imballato.
Si tengono da parte documenti importanti, chiavi delle due case, documenti relativi ai pagamenti e bollette o similari in scadenza.
Imballiamo con cura quadri, foto e similari.

2 settimane prima di traslocare: ci si assicura che nella nuova casa siano stati ultimati tutti i lavori; si contatta la compagnia telefonica per cambiare il vostro numero; si disdicono i vecchi contratti di acqua, luce, gas effettuando anche il cambio di residenza. Se conosciamo la persona che subentra al posto ns prendiamo insieme i numeri e facciamo insieme il cambio di nominativo delle utenze.

3 o 4 giorni prima di traslocare:si comincia a a svuotare il frigorifero e finite di consumare i surgelati (oppure li si porta da un amico/parente); si scongelare il freezer il giorno prima del trasloco; visto che abbiamo BRIDA (cane) ci si deve accertare di avere il suo cibo, la cuccia, e alcuni suoi oggetti a portata di mano, IMPORTANTISSIMO IL SUO LIBRETTO SANITARIO ED EVENTUALI MEDICINE (collirio, fermenti lattici e similari), sarebbe meglio il giorno del trascolo avere la possibilita' di lasciarla tranquilla con qualcuno che ocnosce bene, che si occupi di lei; Ricordarsi eventuali ns medicine a portata di mano. Certotti e scatola medica sempre facilmente ragiungibile come la cassetta degli attrezzi.
se sappiamo chi è l'inquilino che prenderà il ns posto nella casa che stiamo per lasciare, chiediamo app.to per dargli consegnargli le chiavi e controlliamo rendiamo insieme i numeri dei vari contatori.
Stessa cosa se la vendita della casa è stata affidata ad un'agenzia.
Importante chiude acqua, luce, gas.
Non dimenticate di restituire i video presi a noleggio ed i libri presi in prestito nelle biblioteche.

Il giorno del trasloco: registrate i valori riportati sui contatori di luce, gas e acqua; seguire come un'ombra i traslocatori accertandovi che gli scatoloni più pesanti non siano posti sopra i più leggeri; che non dimentichino nulla; che abbiano cura nello smontare i mobili; che non danneggino porte-finestre-vetri nel passaggio: che tra le cose trasportate non ci sia nulla di rotto o danneggiato.
Nei giorni immediatamente seguenti ricominciare il riordino delle cose;
una volta riordinato tutto, chiamare la ditta di traslochi per il ritiro degli imballi vuoti;
se i mobili sono stati danneggiati, inviate una raccomandata alla ditta di traslochi entro 8 giorni x avere il risarcimento...
dopo di che prendetevi una settimana e andatevene in vacanza...
DIO MIO MI SENTO GIA' STANCAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA

IL CAPPELLAIO MATTO

lunedì 6 settembre 2010

DOSTA!!! (parte prima)



(Articolo tratto da LA STAMPA 04/09/2010)

"Dopo le espulsioni e la mano pesante del governo, i nomadi cercano rifugio nei paesi. Frumuchan, che ha sei anni, questa volta non andrà a scuola. E’ iniziata giovedì, e lui non c’era, peccato: stava cominciando a imparare bene il francese. Non rivedrà il bel palazzo con la scritta Libertà Fraternità Eguaglianza, e nessuno dei suoi compagni di Trièle, nelle Yvelines. Loro non gli hanno mai chiesto se era romeno zingaro nomade. Anche se sapevano che viveva in una roulotte sgangherata, parcheggiata con altre in quelli che un tempo erano gli orti della città e ora sono soltanto erbacce, rifiuti e abbandono. C’erano cinquanta bambini nel campo abitato da una ventina di famiglie. C’erano, perché si sta rapidamente svuotando. Frumuchan era uno dei pochi ad andare a scuola. Perché il bus si rifiutava di fare una deviazione per venirli a prendere; perché i genitori avevano paura che la polizia li schedasse per seguire poi i loro movimenti. Perché i più piccoli al mattino sciamavano con le madri: chiedere l’elemosina con un bambino raddoppia gli incassi giornalieri. Tutto finito: si parte. Anche se il lavoro, che sarebbe ufficialmente raccogliere ferro e alluminio nei cantieri, andava bene. Nessuna traccia, qui, delle Mercedes che hanno scandalizzato il ministro degli Interni Hortefeux quando ha lanciato il suo primo anatema contro i subbugli dei nomadi delinquenti di successo. La roulotte la tira una Renault Espace miracolosamente sopravvissuta agli aspri decenni che ne marchiano la carrozzeria. Il padre di Frumuchan è uno di quelli che hanno deciso di partire: via da questa Marianna diventata improvvisamente cattiva. Prima che le ruspe e i poliziotti si accorgano di questo campo, arrivino un mattino senza lasciare il tempo di riempire neppure una valigia. Mentre l’Europa medita sulla legittimità della politica francese e destra e sinistra si azzannano sui nomadi come fossero un soggetto astratto e non gente viva, uomini donne bambini, il problema si sta forse «risolvendo» silenziosamente. Non con le espulsioni ma con un esodo volontario verso i Paesi vicini meno intrattabili. La Francia esporta i suoi rom e si sente soddisfatta."

Ricordo che qualcuno un giorno arrabbiato per i problemi creati alla societa' da chi ruba, stizzito per la mancanza di rispetto e per la prevaricazione del gesto, ipotizzo' di creare delle zone apposite per richiudere chi si macchiava di tale reato: confinato in questo posto il soggetto in questione avrebbe avuto a che fare con altri suoi simili e non avrebbe creato disordini o problemi alla societa' "normale". Due piccioni con una fava quindi: il confino e la distanza dal resto del mondo gli avrebbero impedito di ripetere il danno rendendo la nostra vita piu' sicura e permettendo la stretta sorveglianza sul malcapitato e sulle sue azioni pericolose.
Nel corso della mia vita ho sentito diverse volte questa soluzione prospettata come una delle migliori per preservare la propria tranquillità. In realtà era un ritornello che spesso seguiva qualche fatto eclatante di cronaca... che si trattasse di furto, droga, pedofilia, assassinio... L'idea ritornava periodicamente alle mie orecchie e rimbalzava da una voce all'altra dirtta diritta nella mia testa.
Devo essere sincera.. mi inquetava sempre parecchio. Mi allarmava. Da un lato era palese che qualsiasi di questi reati rappresentavano una potenziale minaccia per me o per i miei cari, dall'altro qualcosa in questo tipo di difesa strideva prepotentemente.
Il drogato o il ladro da bambina erano figure spaventevoli come il lupo della favola di cappuccetto rosso sebbene non altrettanto fantastiche, direi anzi molto reali..
Accanto all'uomo nero poi c'era sempre la tangibile e terrificante figura dello ZINGARO.
Quello che piu' mi spaventava era che non conoscevo bene nessuna di queste figure quindi non avevo idea di cosa effettivamente sarebbero state capaci di fare... quello che capivo era che LADRO, DROGATO o ZINGARO era MALE. CATTIVO. NEGATIVO. E RAPPRESENTAVA UN PERICOLO COSTANTE. E "MEGLIO SAREBBE SE NON CI FOSSE" direbbe qualcuno..
Mio malgrado sono cresciuta con questa idea inculcatami nella testa.
Nella società di oggi queste valutazioni però risultano essere un po' troppo semplicistiche e l'ho capito conoscendo "il diverso" forse piu' per necessita' che per curiosità. Mi sono torvata a lavorare come educatrice con bambini di diverse etnie in Barriera di Milano a Torino ed ho conosciuto anche ragazzini ROM. Quello che mi hanno raccontato e che mi hanno trasmesso mi ha fatto pensare che, forse, non è proprio tutto come immaginavo e come mi avevano raccontato per anni.
Forse la verità stava nel mezzo e forse il problema non era la loro presunta cattiveria o la loro disonesta'...
Non era eliminando loro che avrei eliminato il problema, ne sarebbe arrivato comunque un altro simile, e poi un altro ed un altro ancora... ci doveva essere qualcosa alla base che non funzionava.
Il continuare a sperare di eliminare il problema eliminando il contatto con il diverso e il non accettato/accettabile era come giocare con il fuoco...
Oggi gli zingari italiani e non, domani tutti gli extracomunitari, dopodomani i delinquenti di ogni tipo.. da li ad eliminare la diversita' o la scomodità prima con l'isolamento e poi in qualsiasi altro modo... è un passo molto breve.
E poi con che criteri di scelta? "Eliminiamo / Buttiamo fuori dal Paese chi non ha voglia di lavorare, chi non si impegna, chi ci prende per il culo, chi non paga le tasse, chi ruba, chi commette reati.. BASTA BASTA BASTA" sento dire.. e posso capire l'esasperazione... ma a livello pratico che senso ha tutto questo? come potrebbe cambiare la situazione se non in peggio???
Penisola apparentemente perfetta fuori... Orrida dentro? Tutto intorno il resto del mondo e noi nel nostro piccolo a vivere la nostra realtà falsificata??!! Questo non è il mondo reale. Non è applicabile. Non è possibile! La vita non è fatta così! le barriere che ci hanno messo nella testa non ci tengono al riparo e non possono essere trasposte fisicamente! Non è così che si combatte!
Conosco un sacco di gente che potrebbe rientrare in categorie a rischio pur non avendone colpa. Esiste la poverta', l'emarginazione, l'impedimento fisico.. Per zingari e per tutto il resto del mondo. E' un discorso che trovo aberrante. Chi mi assicura che chi si trova ad ergersi a giudice, preso da questa "caccia alle streghe" non si faccia prendere la mano da antipatie, sete di potere, pregiudizi ed ignoranza? Chi mi assicura che la SINGOLA valutazione non sia viziata dal personale giudizio? NESSUNO è CHIARO.
QUESTO è UN DISCORSO ILLUSORIO E SENZA SENSO.
Qualcuno mi ha detto "STIAMO PARLANDO DI ZINGARI HAI PRESENTE?? SAI DI COSA PARLI? CONOSCI LA SITUAZIONE DEGLI ZINGARI? TI SEI GUARDATA IN GIRO?"
La risposta è "PROBABILMENTE NO, NON SO APPIENO DI COSA STO PARLANDO, PERCHè NON SONO ZINGARA e tu? comunque almeno ci provo, chissa' mai che ne venga fuori qualcosa di buono".
Avete idea di cosa voglia dire essere un POPOLO appartenente ad una NAZIONE diversa per cultura ed ideologie? Si perchè che ci piaccia o no i concetti di POPOLO E NAZIONE non sempre combaciano... la parola TOLLERANZA poi, in questo caso soprattutto, sta alla base della convivenza.
Sapete? I bambini che ho conosciuto io mi hanno fatto notare una cosa interessante... la parola TOLLERANZA non è poi una gran bella parola, soprattutto se sei dalla parte dei TOLLERATI...
TOLLERANZA significa sopportazione, non accettazione della diversità.
Significa che facilmente dovrai stare zitto e non dire la tua perchè accetto che tu sia stanziato nel mio territorio ma dovrai startene ai margini, ZITTO e BUONO.
Peccato che, come giustamente mi hanno fatto notare i piccoli figli del vento, loro sono ITALIANI tanto quanto noi. Hanno la cittadinanza, addirittura c'è chi è qui con la famiglia da prima dell'ultimo conflitto mondiale...
Dove stanno i diritti ed i doveri delle persone in questo specifico caso?
Credo ci sia chi è costretto a subire ingiustamente e chi probabilmente se le merita tutte quante.
Dobbiamo renderci conto che quelli che sono i valori e le abitudini di un popolo potrebbero non esserlo per il resto delle persone che coabitano nella nazione e questo è sicuramente un gran pasticcio, ma non ci sono solo LORO che hanno abitudini assurde e comportamenti negativi.
Possiamo accettarlo o meno ma non siamo gli unici detentori di valori e di ideologie: anche gli zingari ne hanno e, per esempio, trovano assurde ed inacettabili certe nostre abitudini .. come la nostra idea di famiglia, la poca importanza ed il poco spazio che diamo agli anziani, il sacrificio che facciamo della nostra liberta' magari per ottenere un posto di prestigio nella societa'.
Ora.. non voglio mettermi a sindacare sul "giusto" o "sbagliato" di nessuna delle due parti. però vorrei evidenziare che esiste un organo chiamato STATO che ha il compito di promuovere la coesistenza, con il proprio operato, tutelando tutti quanti.
Non oso nemmeno pensare che essendo ospite in un paese straniero i miei diritti / dovere si modifichino aumentando o diminuendo...
Non voglio nemmeno nascondere che molti zingari, soprattutto delle zone dove vivo ora, si dedichino all'illecito. Voglio però sottolineare un paio di cose per ME importanti.
La prima è che un popolo che ha come motto la frase "LIBERTE', EGALITE', FRATERNITE'" e che poi attua una manovra del genere risulta, quanto meno, razzista-incoerente-opportunista. Se questi sono i veri valori di una nazione devono valere per TUTTI gli abitanti e non. Non esiste uno piu' libero o piu' uguale di un altro. Lo trovo davvero assurdo.
La seconda è che solo lo STATO ha il potere ed il dovere di far si che TUTTI gli abitanti/ospiti del suo suolo ricevano la debita assistenza e rispettino le debite regole.
Io sento criticare gli ZINGARI perchè ci invadono, rubano, sono bugiardi, approffittatori, utilizzano ed insozzano le risorse che diamo loro, sono abusivi, non rispettano le regole... e vedo aumentare l'odio verso queste persone... ma non sento nessuno che dia la responsabilita' al vero PECCATORE. Lo Stato. E' lo Stato che gestisce i suoi abitanti, crea le leggi e le fa rispettare.. ed è proprio perchè non è un organo astratto che ha le sue responsabilita'. Ed è proprio perchè ha le sue responsabilita' che pecca di demagogia e confonde i cittadini seminando razzismo e ingiustizia USANDO L'ESASPERAZIONE, LA PAURA E LE DIFFICOLTA' DELLE PERSONE ONESTE. E' lo Stato gestisce le risorse del territorio e le assegna. E' lo Stato che permette che non si rispettino le regole. E' allo Stato che paghiamo le tasse per avere servizi. E' lo Stato che vigilando avrebbe il compito di tutelarci tutti quanti LAVORATORI e DELINQUENTI allo stesso modo con manovre diverse. E' lo Stato che dovrebbe punire i trasgressori e reindirizzarli verso comportamenti giusti: stiamo parlando di esseri umani e non di oggetti che possono essere accumulati ai margini e lasciati li fermi.
Come possiamo pensare di mettere barriere ai contatti interculturali senza che questo penalizzi noi come persone e la nostra apertura mentale!?? Come possiamo immaginare un mondo che ci permetta di prevaricare qualcuno anche se questo qualcuno è in torto?? Cosa ci rende meglio di loro quando facciamo questi discorsi? Il fatto che noi siamo nel NOSTRO PAESE, e paghiamo le NOSTRE tasse e rispettiamo le NOSTRE regole? In questa maniera ci mettiamo al livello di chi le regole e i valori non li rispetta, almeno dal mio punto di vista.
Quindi io dico DOSTA! (BASTA NELLA LINGUA ZINGARA) Se davvero vogliamo cambiare le cose cerchiamo di cambiare la situazione del nostro Stato che agisce tramite un malgoverno ed una politica di demagogia! Non ci sto ad abituarmi a questa situazione solo perchè è dagli anni 70 (ma io dico che è da piu' tempo ancora!) che c'è questa situazione che ormai viene accettata come un dato di fatto.
Per la gente è diventato normale lamentarsi, additare i presunti colpevoli e diventare intolleranti accettando però che lo stato non faccia il suo.
NON CI STO.
il cappellaio matto

martedì 24 agosto 2010

Gabbie


Esistono due modi per uscire da una gabbia: fisicamente e mentalmente.
Quest'estate il Bello ha deciso di uscirne fisicamente. Così, per dare lo schiaffo morale a chi lo aveva ingabbiato ritenendosi dalla parte della ragione assoluta. E la sua mancanza si sente, soprattutto perché chi ama ingabbiare la gente quando l'ingabbiato gli scappa cerca sempre qualcuno di nuovo da imprigionare. Ecco pronta la docile Duchessa.
La quale, invece, come sempre non ha le palle per i gesti plateali, perciò guarda fuori e si aggrappa con tutte le forze alle forme di fuga mentale: si butta nel lavoro, si perde negli occhi del piccolo Re. E, dato che la Duchessa è gatta non tollera gabbie, come sempre il suo corpo reagisce per lei: una bella dermatite su tutte le gambe, e passa la paura. Anzi no, non passa, aumenta sempre di più. Fin quando anche la Duchessa non soccomberà, e si darà alla fuga fisica. Che è molto meno efficace, ma di certo più facile.
Per ora, lotta contro la tentazione di travesirsi temporaneamente da uccellino per essere lasciata in pace, mentre tutto in lei miagola forte l'odio per la gabbia. Eppure fare l'uccellino per un po' distrarrebbe forse l'avversario e la fuga fisica passerebbe inosservata. Ma la Duchessa non è capace di fingere e mentire a lungo.

venerdì 6 agosto 2010

TREMATE TREMATE LE MASCHE SON TORNATE...


I contadini e gli abitanti del Piemonte in passato credevano fermamente a streghe e diavoli: ogni volta che accadeva qualcosa di strano infatti si pensava che fosse stata opera delle MASCHE ossia delle streghe, degli esseri oscuri, degli spiriti...
Il termine MASCA è in effetti una parola molto antica e forse significa proprio "anima di morto" ma si adatta bene ad una serie di "personaggi" tipici del folklore della nostra zona.
Alcuni studiosi credono che la masca piemontese sia simile alla BORDA: strega Toscana che uccideva i bambini con una corda, conosciuta anche in Emilia Romagna ed in Lombardia.
Quello che è certo è che spesso la masca, oltre a essere cattiva e dispettosa, possedeva anche qualità sovrumane che davano del filo da torcere ai poveri mortali che la incontravano sulla loro strada...
Pensate che nelle valli del Cuneese (a cui io appartengo) si credeva che la masca, prima di morire, trovata la persona adatta a cui affidare la sua eredità di stregoneria, pronunciasse queste parole: "…a te lasu el grumisel" piuttosto che "... a te lasu el casul" tradotto letteralmente significa "ti lascio il gomitolo" piuttosto che "il mestolo"...
Persino una cugina di mia nonna (a detta di tutti una masca cattivissima) pare lascò l'eredità streghesca a qualcuno della famiglia.. chissa' che non mi sia pervenuta negli anni.. :)
Insomma figure pseudomitologiche mi hanno letteralmente affascinata.
Da bambina tediavo mia nonna, soprattutto nei pomeriggi invernali in cui andavo a trovarla, affinchè mi raccontasse (alla nausea ormai) tutte le storie delle masche... racconta che ti racconta anche da adulta ormai le masche sono "vicine di casa"...
Vi chiederete perchè tutto sto ciarlare sulle MASCHE.. è semplice! tutto sto parlare e scrivere e raccontare serve a giustificare il fatto che andando in giro a spasso per la campagna della Val Pellice, ed imbattendomi nel cartello "CIABOT D'LE MASCHE" (casa delle masche), ho deciso di fare una vista a questo luogo il cui nome mi ha subito catturata!
Potevo io non a visitare codesto luogo?
LA RISPOSTA è OVVIA.
Prima di tutto ho deciso di assoldare qualcuno di altrettanto curioso e spiritoso (soprattutto serve dello spirito!) quindi ho optato per coinvolgere il mio fidato compagno di scorribande EMBHE', la Nana (ovvero la mia sorellina che terrorizzo dall'infanzia con storie paurose) ed il suo fidanzato (che tanto lavora comunque in un campo affine.. avendo una ditta di pompe funebri!!!)... siamo partiti al calar della sera intenzionati a raggiungere il posto con una illuminazione degna... un po' di "ambient" che rendesse l'atmosfera "giusta"...
Ci sono voluti un po' di tentativi ma alla fine siamo arrivati sul posto.
Purtroppo il nome è rimasto invariato ma il luogo penso sia cambiato assai: intanto è raggiungibile con strada asfaltata e poi è abitato!! insomma non è così sinistro e spettrale come pensavamo: la signora che ci abita (e che abbiamo conosciuto mentre portava a spasso il suo cane) di ha parlato della zona, del perchè viene chiamata così e ci ha dato qualche consiglio sulle passeggiate da fare nel circondario.
"Ciabot d'le masche" è così chiamato perchè si racconta che proprio in quella zona si riunissero le masche del circondario per i sabba, pare esistesse anche una vecchia casa che adesso non c'è piu'.
la zona è immersa in un bosco bellissimo in cui fare passeggiate spettacolari.
Insomma bella serata, cielo spettacolare, sceneggiate della nana divertenti ma ... NIENTE MASCHE.
:(
La NANA però è pronta a giurare che la signora che abbiamo incontrato fosse una vera MASCA..
mentre parlavamo vedevo la mia sorellina sempre piu' nervosa e trepidante mentre fissava un albero.. sia lei che il fidanzato sono pronti a giurare di aver visto appeso ad un ramo un uccello decapitato... chi lo sa!
Io non ho visto niente e la signora mi è parsa così carina e garbata... insomma credo che per incontrare le MASCHE oggi serva un gran colpo di fortuna, oppure è necessario immergersi nelle vecchie tradizioni del folklore piemontese...
Comunque sia mai dire mai... quindi TREMATE, TREMATE LE MASCHE SON TORNATE!!!
IL CAPPELLAIO MATTO

mercoledì 4 agosto 2010

ESTATE


Non sono desaparecita, nè mi hanno rapita gli alieni... sono immersa in una spirale di cose che vorticano intorno a me e con le quali non so piu' stare al passo talmente si ammassano e mi si pressano addosso!
Piu' che Cappellaio Matto sto diventando il Bianconiglio con l'orologio nel taschino che corre e dice "sono in ritardo! sono in ritardo!"
Prima di tutto la cucciola neo arrivata, la nostra cagnetta Brida, reclama (giustamente) del tempo per educazione, passeggiate e coccole!
Poi c'è la casa in costruzione: ad ottobre verranno a montarla ma nel frattempo ci sono tutte le operazioni necessarie per predisporre la platea su cui il nostro prefabbricato in bioedilizia a basso consumo energetico verra' montanto... permessi, domande, comune, scelta materiali interni/esterni casa, decisioni da prendere, mutui da richiedere...
Come se non bastasse mi sono presa una laringite/tracheite che mi ha piegata a novanta (e scusate la poca finezza nell'espressione... ma così almeno rende l'idea!)..
Insomma è un periodo un po' così...
Bello! molto bello, pieno di cose da fare e da decidere. Pieno anche di soddisfazioni e di creatività.. stancante forse, ma positivo.
Presto tornerò con le novità, intanto però ne approfitto per augurare a tutti buona estate e buone vacanze!


IL CAPPELLAIO MATTO

giovedì 24 giugno 2010

BRIDA (il libro...)


"Ma come posso sapere chi è la Mia Altra Parte?"

"Correndo dei rischi ma non cessando mai di cercare l'Amore"


Questa è una delle frasi che piu' mi sono piaciute di questo libro.
All'inizio Cohelo mi piaceva un sacco, trovavo spunti come questo che mi inducevano a riflettere e cercare quel qualcosa in piu' nella vita... sto però parlando dei primi libri che lessi ovvero "L'Alchimista", "Veronica decide di morire", "Il cammino di Santiago".. poi l'autocelebrazione dell'autore e l'immancabile maschilismo che iniziai a percepire fra le righe mi allontanò dalle sue opere.
Questo non vuol dire che mi rifiuti di leggere i libri di Cohelo: semplicemente non riesco piu' ad entusiasmarmi come una volta... e poi fortunatamente in Italia sono sempre usciti in "ordine sparso" quindi questo libro - che è uno degli ultimi editi in Italia - in realtà è uno dei primi che l'autore scrisse.. (per fortuna!!! :))
La storia di Brida si svolge in Irlanda e inizia con l'incontro fra la protagonista ed il Mago di Folk, Maestro nella Tradizione del Sole, che vive in solitudine nella foresta, sulle montagne non lontano da Dublino. Proprio a lui si rivolge Brida nella sua ricerca spirituale, affinché le insegni la magia, quel ponte che collega il mondo visibile - la realtà - con ciò che è irreale. Quello che emerge da questo incontro è che ciascun essere umano deve scoprire da solo il proprio cammino per attraversare quel ponte e per farlo ha a disposizione due modi: la Tradizione del Sole, che insegna i segreti attraverso lo spazio e le cose che ci circondano; e la Tradizione della Luna, che insegna i segreti attraverso il Tempo e le cose che sono imprigionate nella memoria.
E' chiaro da subito che per il Mago di Folk la giovane Brida è la sua Altra Parte, cioè quell’essere a lui destinato su questa terra in questa incarnazione... ma questo non lo trattiene dal mettere alla prova piu' e piu' volte la sua allieva e dal lasciarla sbagliare cercando di compiere il proprio destino.. così da permettere alla giovane Brida di imparare immediatamente cosa sia il cammino della ricerca: “Ho appreso cosa sia la Notte Buia – disse lei alla foresta, che adesso era silenziosa. – Ho appreso che la ricerca di Dio è una Notte Buia. Che la fede è una Notte Buia. (...) Ogni giorno dell’essere umano è una notte buia. Nessuno sa cosa gli accadrà nel minuto successivo, eppure le persone continuano ad andare avanti. Perché confidano. Perché hanno Fede”.
Brida è decisa a proseguire la propria ricerca, attraverso apprendistati, difficolta' varie ed esperienze diverse fino ad arrivare alla fine del cammino verso cui la vita la conduce... in questo modo scopre anche che ogni essere ha l’obbligo, in ciascuna vita, di ricongiungersi con la propria Altra Parte perseguendo allo stesso tempo il proprio destino e non dimenticando di assecondare il proprio modo di essere.
E questo si consegue solo non cessando mai la propria ricerca, nonostante i fallimenti e le delusioni.
Brida combatte, lotta per la sua iniziazione, per la sua liberazione verso la conoscenza e soprattutto verso il proprio destino... il resto certamente non spetta a me svelarlo.
Dico solo che è un bel libro. Che è piaciuto sia a me che ad Embhè. Tanto da indurci a chiamare la nostra cagnetta proprio BRIDA. La Strega alla ricerca dell'Amore e del proprio Cammino!
IL CAPPELLAIO MATTO

mercoledì 9 giugno 2010

BRIDA


Il mio vecchio amico Max (40 kg di pastore tedesco) sara' per sempre insostituibile.
Questo è certo. Ma come accade per le persone care, succede che incontriamo sulla nostra strada altri amici che di certo non sostituiscono quelli che non ci sono piu', ma che ci conquistano il cuore immediatamente.
E' il caso di BRIDA.
BRIDA è una cucciola di tre mesi che ho preso al Canile in cui vado a fare volontariato ogni tanto. Arriva direttamente dalla Sicilia, con le sue sorelline (o presunte tali) ed è un concentrato di dolcezza e simpatia.
Brida ha dentro di se un'accozzaglia di razze canine.. la volontaria che l'ha tenuta in stallo mi ha confermato che ha qualcosa del molosso (io son convinta si tratti di DOGO ARGENTINO)... insomma è uno di quei cani che molti non si filerebbero neanche per striscio perchè non è di razza, è quasi tutta nera (pare ci siano numerosi pregiudizi a riguardo), diventera' di taglia grande (40kg presunti!) e - soprattutto - è un cane all'inizio PRUDENTE.
Questo è quello che mi ha colpito di piu' di lei. Non è paurosa, non si ritrae tremante quando ti avvicini a lei, però ti studia ed ha bisogno di qualche minuto per prendere confidenza prima di avvicinarsi a te. Le feste e le coccole non le chiede come gli altri cuccioli a chiunque...
In questo somiglia moltissimo a Max. E forse anche un pochino alla sottoscritta...
Quando l'ho vista per la prima volta è scattato il famoso colpo di fulmine che gia' mi colse con Max. L'ho sentita subito vicina a me, l'ho sentita parte della mia famiglia e credo che la stessa cosa sia successa a Lele visto che anche lui nei giorni a venire non ha fatto altro che pensare a lei.
Da qui la decisione di prendere la patatona anche se per sei mesi buoni non avremo il giardino.
Anche se la terremo un po' a casa con noi (sul terrazzo principalmente) e un po' a casa di mio papa' in maniera da farle assaporare almeno 4 ore di verde la mattina quando sono a lavoro.
Anche se saremo senz'altro piu' vincolati rispetto a prima su orari e spostamenti vari...
Brida è una monellina che è arrivata da 10 giorni nella nostra famiglia e che già ci da soddisfazioni grandissime. Con lei stiamo creando un rapporto strettissimo che ci rende felici e che ci insegna qualcosa ogni giorno.
Quando incontri cane e "padrone" per strada capisci molto di chi hai davanti da come si comportano l'uno con l'altro, da come si muovono, da come si relazionano, da come interagiscono fra di loro... l'essenza dell'animale risulta trasparente per natura, ma il rapporto cane/"padrone" svela anche la natura dell'umano...
"Diffida di chi non ama i cani" questo è la mia regola base.
Spesso molti padroni addestrano benissimo il loro amico a quattro zampe, che diventa obbedientissimo.. però poi non hanno idea di chi sia veramente il proprio cane.
In dieci giorni di convivenza inizio a capire chi è Brida. Avrò ancora molto da scoprire e da imparare su di lei. Ma so perfettamente qual'è stato il primo insegnamento che mi ha regalato. IL RISPETTO.
Brida è molto intelligente e sensibile e, anche se ha solo tre mesi, ha una forte personalita' e dignita'. Per insegnarle le cose, per ottenere la sua attenzione ed il suo affetto la base fondamentale è il rispetto per quella che lei è: mai denigrare, anche involontariamente, la sua dignita'.
Brida si offende se la sgridi troppo o se la punisci ingiustamente, a quel punto si mette a cuccia con il muso girato contro il muro e non ti calcola piu', non ubbidisce e non interagisce finchè non adotti il metodo giusto.
Brida impara velocemente a suon di complimenti e moine. Le basta un no secco detto nel momento giusto per capire che quella cosa non si fa e non servono urla o strattoni vari per la maggior parte delle cose.
L'unico scapaccione che Brida si è presa è stato quando è corsa verso la strada per tornare a casa senza ascoltare il mio richiamo: doveva capire che era una situazione pericolosa e che non andava fatto. Credo che lo scapaccione abbia fatto piu' male a me che a lei.
Brida detesta stare senza i suoi padroni anche se non è un cane appiccicoso.
Brida adora dominare la situazione dei suoi vicini di zampa dall'alto del suo terrazzo.
Brida ama i bambini (educati) ed i cani in generale.
Brida impazzisce per l'erba e il verde, e la mattina a casa di mio papa' anche se si lamenta un paio di volte quando sono partita per andarmene al lavoro, si passa il tempo fra annusate, corse ed espolrazioni varie.
Brida nella prima settimana appena fatti i bisognini tirava per ritornare a casa (casomai uno cambiasse idea)... oggi piano piano sta iniziando a capire che fa parte della nostra famiglia 8e noi del suo branco) e inizia a tranquillizzarsi..
Quando Brida gioca fa ha la faccia "cattiva" da pipistrella con i dentini avvelenati che spuntano... è davvero buffa. è ADORABILE.
Brida sa essere PIGRA ed INSOLENTE come la sottoscritta ed ATTIVA e DOLCE come EMBHE'... chissa' quante curiosità ci riservera' ancora questa monella!!!!
IL CAPPELLAIO MATTO

BISOGNEREBBE ESSERE CANE...


Non basta aver avuto un cane..
Non basta aver letto libri sui cani...
Non basta aver parlato con chi dice di conoscere i cani...
Non basta.
Bisognerebbe essere cane per poter dire cosa si prova ad essere cane.
Bisognerebbe essere cane per capire cosa si prova quando il nostro padrone ci chiede di dare la zampa all'amico per dimostrare quanto ci ha addestrati per bene.
Bisognerebbe essere cane per capire cosa si prova a vivere legati ad una catena di un metro solo perché il nostro padrone non è amante dei cani.
Bisognerebbe essere cane per provare terrore e sgomento quando quel vigliacco del tuo padrone ti abbandona in una strada sconosciuta e lontano da casa.
Bisognerebbe essere cane per sapere che non ti viene neppure da piangere, pensi solo che non è possibile, tornerà di certo, tu in fondo gli hai sempre voluto bene.
Bisognerebbe essere cane per capire cosa si prova ad aver paura della vivisezione.
NO......se mi rendo conto di cosa significa vivisezione, non sono cane, sono maledettamente umano, un umano appartenente ad una società evoluta ed intelligente, tanto intelligente che non si chiede cosa prova un cane solo perché fortunatamente non riesce ad esserlo.


IL CAPPELLAIO MATTO

lunedì 3 maggio 2010

Comunicato a tutti gli invidiosi



Signori miei (o forse sarebbe il caso di parlare al femminile, visto che questo "vizio" è una prerogativa dell'universo in rosa).. Attenzione a pestare i piedi alle persone a cui voglio bene perchè potreste dovervela vedere con me. L'invidia è una brutta bestia sapete?! e finchè rode il cuore e l'anima a voi soltanto poco m'importa, ma quando si avvicina troppo a coloro che amo... bhe li inizia a darmi fastidio. Si, perchè l'invidia è una delle bassezze dell'essere umano che proprio non tollero.. perchè si caratterizza come desiderio ambivalente di possedere ciò che gli altri possiedono, oppure di auspicare che gli altri perdano quello che hanno... e questo lo trovo di un grezzume infinito... infatti l'enfasi del pensiero dell'invidioso cade sul confronto della propria situazione con quella della persona invidiata, tramutandosi in pura cattiveria. E la cattiveria gratuita proprio non la sopporto. Poco m'importa che sia il peccato opposto alla superbia dovuto ad una bassa autostima ed ad un'esagerata valtuazione degli ostacoli e delle difficolta' della vita: voi indiviosi di ultima categoria mi fate davvero incazzare!
Invece di puntare sulle vostre buone qualita' (insomma qualcosa di positivo dovreste avercela pure voi...); invece di cercare di migliorarvi guardando la trave nel vostro occhio... vi distraete additando la pagliuzza del vostro vicino e non solo.. cercate di affossare in qualunque modo chi vi circonda e ritenete sia migliore di voi. Esseri frustrati, ossessivi, manipolatori, con pochi scrupoli e spesso ipocriti... a tutti voi parlo... La vostra incapacità di cambiarvi e la vostra limitatezza non può essere una scusante, la mancanza di onestà soprattutto nei vostri confronti e l'assenza di umiltà sara' la vostra condanna.

Guardate bene: l'uva è matura ma voi (che tanto vorreste gustarvela) non potete prenderla con i vostri mezzi, ed è inutile che diciate che è acerba... qualcun altro la gusterà al posto vostro perchè la merita di piu'. e l'invidia continuerà a rodere solo voi.


IL CAPPELLAIO MATTO

lunedì 26 aprile 2010

LO SWAP RECYCLING PARTY

Nella piu' rosea delle ipotesi tra otto mesi si trasloca (mi rifiuto di prendere in considerazione la peggiore...) ed essendo per l'ennesima volta alle prese con il CAMBIO DI STAGIONE.. bhe ne approfitto e mi porto avanti con il lavoro!
Conosco con precisione cosa vuol dire organizzare un trasloco con la "T" maiuscola (in vita mia ne ho fatti almeno 5/6!!!) e so che bisogna organizzarsi per tempo ed essere di mente lucida e cuore forte per affrontare tutto ciò che comporta!
Primo step: rendersi conto di quello che effettivamente usiamo.
Ci sono tante di quelle cose che possediamo per il puro gusto di possedere, ma che non ci servono e non usiamo anche se le troviamo proprio belle! LA PAROLA D'ORDINE è DISFARCENE!!
Secondo step: inscatolare tutto ciò che da qui al trasloco in casa nuova non toccheremo perchè non indispensabili (parlo di tutti i servizi della nonna, della mamma, della zia... coperte e copertine, tovaglie e tovagliette, fotografie di famiglia, cimeli vari....) TUTTO GIA' IMBALLATO ED ETICHETTATO!!!
Il terzo step, una volta passati i primi due, è quello di farsi un c... quadro nel completare il lavoro fino in fondo ed alla perfezione...
L'ultimo step, quello gratificante e divertente, è -una volta pronte - CHIAMARE LE AMICHE.
Si decide una data, presumibilmente il pomeriggio tardi o la sera presto, si stappano due bottiglie di vino buono e si rosicchia qualcosa insieme (l'ideale è ognuna porta qualcosa da mangiare per evitare sbattimenti vari) e mentre si regala loro la possibilità di rifarsi il guardaroba (e non solo) del tutto GRATIS... si fanno tante, tantissime risate insieme!
In piu' ci sara' sempre qualcuna di loro che ha lo stesso problema e che se ne arriverà con cose carinissime che non mette piu'.. Vestiti, borse, scarpe, orecchini, teli arredo, libri, chi piu' ne ha, piu' ne metta.. sara' come una giornata di shopping all'ennesima potenza. Però alla fine della giornata nessuno avra' speso un centesimo, voi avrete svuotato la casa da oggetti inutili e l'umore sara' alle stelle!!!

IL CAPPELLAIO MATTO