mercoledì 31 ottobre 2007

IL DAIMON

Se esiste qualcosa dentro ognuno di noi che ci guida, che ci induce ad essere in un certo modo, ad imboccare certe strade ed a fare certe scelte questo è il “DAIMON”, O DEMONE, che ognuno di noi riceve come compagno prima della nascita... Questo sostenevano i greci nell’antichità (Platone) e questo è stato ripreso da alcuni scrittori contemporanei tra i quali lo psichiatra James Hillmann nel suo “Il codice dell’anima”.
Il DAIMON è il nostro doppio interno, quello che ci guida, quello che ci raccoglie in seguito alle nostre cadute, quello che ci domina quando prende il sopravvento… è il compagno di viaggio con il quale siamo perennemente in contatto che ci guida attraverso la vita e dal quale volenti o nolenti noi dipendiamo. E’ colui che non ci permette di ignorare le scelte che non fanno per noi, colui che manda all’aria i piani logici e calcolati dal nostro intelletto e che segue la nostra realizzazione più profonda come esseri umani. Non è né buono né cattivo… il DAIMON semplicemente “è”… e ci costringe in ogni momento della nostra vita a tirare le somme e a guardare verso ciò che realmente siamo e vogliamo.

“Le anime, che provengono da vite precedenti e soggiornano in una sorta di aldilà, hanno ciascuna un destino da compiere, una parte assegnata (moira), che corrisponde in un certo senso al carattere di quell’anima.“Quando tutte le anime si erano scelte la vita, secondo che era loro toccato, si presentavano davanti a Lachesi [lachos, “parte, porzione di destino”]. A ciascuna ella dava come compagno il genio [daimon] che quella si era assunto, perché le facesse da guardiano durante la vita e adempisse il destino da lei scelto”. Il daimon conduce l’anima dalla seconda delle personificazioni del destino, Cloto [klotho, “filare, volgere il fuso”]. Sotto la sua mano e il volgere del suo fuso, il destino [moira] prescelto è ratificato”. (Gli viene impresso il suo particolare effetto?). “…quindi il genio [daimon] conduceva l’anima alla filatura di Atropo [atropos, “che non si può volgere all’indietro, irreversibile”], per rendere irreversibile la trama del suo destino.“Di lì, senza voltarsi, l’anima passava ai piedi del trono di Necessità” (Ananke), o, come traducono alcuni, “del grembo” di Necessità. […] Prima di fare il loro ingresso nella vita umana, però, le anime attraversano la pianura del Lete (oblio, dimenticanza), sicché al loro arrivo sulla terra tutto ciò che è accaduto – la scelta delle vite e la discesa dal grembo di Necessità – viene cancellato. È in questa condizione di tabula rasa che noi veniamo al mondo11”.

Se esiste, il daimon è la chiave per leggere il ""codice dell'anima"", quella sorta di linguaggio cifrato che ci spinge ad agire ma che non sempre capiamo. James Hillmann con questo libro ha cercato di dare delle prove circostanziate dell'esistenza e dei modi di operare del 'daimon' utilizzando come esempi personaggi famosi che ogni lettore conosce: da Judy Garland a John Lennon e Tina Turner, da Truman Capote a Quentin Tarantino e Woody Allen, da Hannah Arendt a Richard Nixon e Henry Kissinger, da Hitler ai serial killer. Attraverso il dipanarsi delle vicende di questi personaggi è ha cercato di spiegare che se la psicologia si è dimostrata incapace di spiegare le scelte più profonde che decidono la vita di tutti noi è proprio perché aveva perso contatto con il 'daimon'.
IL CAPPELLAIO MATTO

IL GIORNO PIU' TRISTE

Oggi è uno dei giorni più tristi della mia vita.
Anzi il più triste in assoluto da quando sono qui su questa terra.
Più triste di quei giorni passati a non piacermi e a non volermi bene.
Più triste di quando mio nonno se n’è andato.
Più triste di quando le mie nonne l’hanno seguito.
Più triste di quando ho capito il rapporto che ho con i miei genitori.
Più triste di quando ho dovuto sopprimere Max…
Oggi è il giorno più triste della mia intera esistenza.

IL CAPPELLAIO MATTO

L'OMBRA DELLA LUCE

Difendimi dalle forze contrarie,la notte, nel sonno, quando non sono cosciente,
quando il mio percorso, si fa incerto.
E non abbandonarmi mai...
Non mi abbandonare mai!
Riportami nelle zone più altein uno dei tuoi regni di quiete:
E' tempo di lasciare questo ciclo di vite.
E non mi abbandonare mai...
Non mi abbandonare mai!
Perchè le gioie del più profondo affetto o dei più lievi anditi del cuore
sono solo l'ombra della luce.
Ricordami, come sono infelice,lontano dalle tue leggi;
come non sprecare il tempo che mi rimane.
E non abbandonarmi mai...
Non mi abbandonare mai!
Perchè la pace che ho sentito in certi monasteri,
o la vibrante intesa di tutti i sensi in festa,
sono solo l'ombra della luce.

martedì 30 ottobre 2007

MI SEMBRA GIUSTO..

mi sembra giusto intervenire sugli ultimi post....
sinceramente non capisco......
io posso dire di conoscere il cappellaio in diverse sue sfumature, in diversi stati d'animo ed in diverse situazioni, in questo blog il cappellaio non cambia dalla vita reale,
non lo riconosco quando tenta di giustificarsi sul perche' ha scritto e sul come ....
ma non fa nulla, non e' detto che uno debba essere sempre coerente e non e' detto che non si cambi e perche' poi non si puo' cambiare? perche' in determinate situazioni non si puo' essere diversi?
io che conosco il cappellaio e gli voglio bene accetto i suoi pensieri e i suoi comportamenti, e quando non li capisco chiedo spiegazioni, ma non giudico e non mi offendo.
per fortuna siamo in un paese libero e quindi se questo blog non piace si puo' NON guardare, si puo' NON leggere, si puo' far finta che NON esista....ma mi sembra nascondere la testa sotto la sabbia, non guardare quello che non ci piace....invece di prenderlo come spunto di riflessione sia per capire gli altri che se stessi, per crescere.... non mi piace giudicare e non voglio giudicare chi ha deciso per un post di non intervenire piu'...ma mi sembra ridursi le possibilita' ....
il discorso sui valori, sulla liberta' e sul rispetto lo condivido, probabilmente qualcuno con la coda di paglia si e' sentito tirato in causa e ha reagito nel modo piu' infantile possibile.....
ripeto ..... forse siamo ancora in un paese libero, magari non piu' per tanto...... magari la nostra e' un'illusione di liberta' .... ma riteniamoci liberi di scrivere, di pensare e di comportarci come pensiamo sia meglio per noi.... sempre nel rispetto degli altri....
e se uno vuole sentirsi dire solo cose che gli piacciono....
potra' leggersi le ricette!!!!

lepre marzolina

SENZA TITOLO...

Oggi sono molto dispiaciuta perché, mentre qualcuno ha apprezzato il post sui valori, qualcun altro non l'ha apprezzato affatto e, anzi, si è allontanato ancora di più da me per via di quel pezzo…
Qualche giorno fa con questa persona abbiamo avuto una discussione sulla rete, sui rapporti, sulla chiusura, sull’essere fittizi, sul fatto che in rete ognuno si può vendere come vuole e dunque i rapporti non sono genuini, non sono veri, e permettono alle persone di non farsi veramente vedere per quelle che sono..
Questa persona che mi conosce da tanto tempo e mi conosce molto bene ieri mi ha scritto (sapendo che tenevo molto alla sua partecipazione al blog) per avvisarmi che non avrebbe più partecipato né sarebbe passata a dare qualche occhiata: questo perché ci rimane male ogni volta che io non sono me stessa e mi “trasformo” in qualcun altro..
Questo perché ogni volta che io esprimo una persona che non sono io, si irrita e ci rimane male.
Posto che, ovviamente, ci sono rimasta male e mi dispiace un sacco per questa sua decisione, devo dire che anche io credo che la rete non sia un mezzo trasparente per farsi conoscere... Qualche pezzo scritto qua e la non ci da nemmeno la minima idea della persona che abbiamo davanti e che l’ha scritto. Certamente possiamo decidere di dire o far credere quello che vogliamo di noi a chi legge quello che scriviamo: come succede d’altronde tutti i giorni nella vita reale.
Quante persone si presentano davanti a noi recitando una parte che non corrisponde a quello che sono per ottenere qualcosa o, semplicemente, per piacerci/piacersi di più?
Quante volte per proteggerci dagli altri tiriamo su muri e barriere in modo da non fare percepire i nostri punti deboli cosicché nessuno li usi contro di noi?
Quanti rapporti fittizi stringiamo semplicemente per solitudine?
Io non credo che scrivere una cosa che penso per dare il via a una serie di pensieri nella mia testa ed, eventualmente, nella testa di chi legge sia non essere me stessa. Viceversa qualcuno nel suo scrivere i propri pensieri o nel comunicare qualcosa credo abbia il potere di farmi riflettere e trasmettermi qualcosa a cui, magari, da sola non avevo pensato. O magari solo farmi sorridere…
Cercare di fare questa cosa nella maniera più distaccata e lucida possibile può darsi che non mi appartenga per il mio solito modo di esprimermi, di solito confusionario e colorito.. ma quelle cose sono UNA PARTE DI ME, non la totalità ovviamente, non certo la MIA totalità ma comunque una parte di quello che penso e che sono... e se le scrivo non lo faccio per rendermi bella alle persone che ho intorno e alle quali ho chiesto di partecipare alla discussione, né per nascondermi dietro la facciata dell’idealista convinta che dice cose fighe per sentirsi interessante o intelligente… E quando nell’esprimermi cerco di usare un tono distaccato e cerco di introdurre concetti che di spontaneo pare abbiano ben poco lo faccio per un motivo soltanto: perché il mio pensiero è nato da dibattiti, da letture, da opinioni di “specialisti” nel campo che tramite quella terminologia “tecnica” hanno fatto nascere in me proprio quei pensieri che poi si sono sviluppati nel mio mondo e a mia maniera…
Detto questo: non è tanto il fatto che QUALCUNO non si trovi d’accordo con me che mi dispiace. O che mi ritenga finta. O che pensi che io stia sbagliando a “perdere il mio tempo” sulla rete… Quello che mi dispiace veramente è il suo GIUDIZIO. E’ il fatto che non comprenda o accetti quello che sono e quello che mi sento di fare.
Quello che veramente mi fa stare male è il fatto che non veda quello che sono e perché mi comporto in una determinata maniera e travisi tutto. Quello che mi dispiace è che non capisca che quello che sto facendo lo faccio per me, non solo perché mi diverte ma perché mi permette di esprimere cose che sento/penso.. e che in questo momento sento giusto condividere in questo modo (e non solo in questo modo!)
La maggior parte di chi legge questo blog è composta da amici ai quali ho rotto le palle per partecipare perché mi sarebbe piaciuto creare un posto dove poter discutere, mi è piaciuta anche l’idea che qualcuno di esterno all’occorrenza potesse partecipare…
C’è chi dice che sono rompiballe, chi non mi sopporta quando sono ossessiva, chi si diverte a prendermi in giro, chi non si scompone nemmeno più ai miei facili entusiasmi e repentini mutamenti di rotta…
Ci sarà sicuramente qualcuno di esterno che penserà di capire di me qualcosa, e forse lo farà, o forse no, ma non è questo l’importante: l’importante è che io avrò espresso qualcosa che mi sentivo di dire e di condividere: con chi non so. Nel modo giusto o meno per chi mi conosce a fondo: perché in quel momento per me ERA IL MODO GIUSTO.
Mi dispiace solo che quel QUALCUNO che per me è così importante non sia in grado di capirmi e si senta ferito da questo.
Perché per me equivale a dire che IL MIO MODO DI ESSERE FERISCE QUELLA PERSONA CHE AMO COSì TANTO.
Detto questo continuerò a fare quello che ritengo giusto, anche se con una tristezza di fondo...
IL CAPPELLAIO MATTO

lunedì 29 ottobre 2007

BISCOTTI ALLA CANNELLA



INGREDIENTI: 100 gr burro; 100 gr zucchero di canna grezzo; 30 gr zucchero semolato, 1 cucchiaino di cannella macinata; 1 cucchiaio di latte; 1/2 uovo; sale q.b.; 200 gr farina; 3 gr. lievito per dolci


***


- Fate ammorbidire 100 g di burro, unite 100 g di zucchero di canna grezzo e 30 g di zucchero semolato, un cucchiaino di cannella macinata, una presa di sale, un cucchiaio di latte e mezzo uovo leggermente sbattuto.
-Lavorate tutto fino a ottenere un composto spumoso e omogeneo.Incorporare poi 200 g di farina e 3 g di lievito per dolci, facendoli scendere da un setaccio.
- Lavorate bene con le mani.Dividete l’impasto in due parti e formare dei cilindri di 3 cm di diametro, avvolgeteli con della pellicola e ponete tutto in frigorifero per un’ora.
- Tagliate i cilindri a fette spesse 1 cm, cuoceteli su una teglia da forno rivestita con carta da forno, a 185 ° per 10 minuti

TRA SABATO E DOMENICA MI è PRESA UNA VOGLIA FOLLE DI THE E BISCOTTI... QUESTI SONO TRA I MIEI PREFERITI: SONO FACILI E VELOCI DA FARE... E ALLORA (VISTO CHE NEL WEEKEND PASSATO NON HO MOSSO UN DITO, Nè TANTOMENO HO CUCINATO) MI ACCONTENTO DI POSTARE LA RICETTA...
IL MALUMORE NON PASSA... FINCHE' NON MI RIMETTERO' A CUCINARE PER LE PERSONE A CUI VOGLIO BENE STATE CERTI CHE SARO' SEMPRE IN UN PERIODO "NERO"... MA I BISCOTTI UN POCHINO MI ADDOLCISCONO LO STESSO...
BUON APPETITO!


IL CAPPELLAIO MATTO

LIBERTA' E VALORI...

Valore è un termine che appartiene originariamente al linguaggio economico e che poi passa in quello etico. Infatti un tempo il linguaggio morale impiegava ben altre parole, soprattutto "bene" e "male": questo quando il "bene" era qualcosa di oggettivo e riconoscibile, non qualcosa di soggettivamente valutabile.
Con la modernità emerge sempre più il soggetto come titolare della libertà e del giudizio. Il "bene" e il "male" dipendono quindi dalla sua valutazione, e il "bene" si trasforma in valore, che, proprio perché valutabile, si relativizza.
Con il crollo delle ideologie si dissolve il riferimento alla universalità del valore applicata tramite il singolo soggetto alla società intera.
Il valore residuo più celebrato è diventato oggi la libertà, in tutte le sue forme, che, nella sua formulazione più estrema (come l’assenza di vincoli) rischia di risolversi paradossalmente nella dissoluzione di ogni valore.
Perchè se la libertà è assoluta, cioè “assoluta assenza di vincoli”, si tramuta in disperazione. In effetti se la si considera come puro arbitrio tutto viene messo allo stesso livello. Se per libertà intendiamo che l'uomo può vivere senza nessuna condizione come autore incondizionato della propria vita (senza doversi curare di chi gli sta intorno), allora questo soggetto può esser capace di tutto, dalla distruzione del mondo, all'autodistruzione.
Senza pensare al peggio possiamo riflettere sul fatto che nella libertà incondizionata esiste una voglia di onnipotenza gigantesca. Ma gli individui non sono una potenza INFINITA. E allora mi chiedo se non sia meglio sentirsi “umilmente FINITI”, rendendosi conto delle proprie debolezze e dei propri limiti, in modo da avere la consapevolezza di quello che effettivamente siamo e in modo da predisporci nell'incontro con gli altri: peraltro (a mio parere) unico vero modo di sentirsi vicini alla "divinità"…
A questo punto entra in gioco il “vero valore” quello inscindibile dalla libertà: la responsabilità. Dove con “responsabilità" io rispondo all'altro di quella che è la mia azione. Ne rispondo perché non ne posso fare a meno; perché io, da solo, non posso vivere, non esisto. Allora la dimensione del valore è l'assunzione della reciproca responsabilità.
Vivere senza valori vuol dire vivere senza valutare, senza prendere posizione nei confronti della realtà, senza essere liberi, né responsabili, non solo nei confronti degli altri, ma verso se stessi.
Oggi non avere valori, non avere prospettive sulla realtà, vuol dire non avere neanche prospettiva su di sé. Colui che pretende di vivere senza valore si autodissolve, nella sua continua e inutile negazione degli altri, del tempo che scorre e delle sue innegabili responsabilità.
Basti pensare a un appuntamento. "Appuntamento" vuol dire andare a incontrare una persona. Se si va in ritardo non la si trova. E la vita è fatta di appuntamenti, che significano finitezza, che vogliono dire rapporti, che sono sinonimi di un’altra parola: "impegno", “responsabilità”: tutte parole che al giorno d’oggi alle nostre orecchie suonano quasi minacciose.
Chi vive senza valori ha la pretesa di essere Dio. Ha la pretesa che quello che definisce propria libertà e proprio tempo valgano più di quello degli altri. Ha la presunzione di poter vivere distinto dagli altri perché si sente un’entità superiore.
E’ innegabile: al mondo esistono persone di diverso tipo, più o meno aperte; più o meno intelligenti, sensibili, capaci… ma se facciamo della libertà il nostro, o uno dei nostri valori principali, dobbiamo assolutamente aver capito che la libertà riguarda la capacità di movimento del proprio agire, di responsabilità rispetto a se stessi ma anche in pieno rispetto degli altri.
Se si è veramente liberi non solo non percepiamo dei vincoli relativi alle persone con le quali ci relazioniamo, ma siamo capaci di valorizzare la nostra forza, la nostra potenza, le nostre caratteristiche attraverso l’uso della nostra indipendenza, del tempo a nostra disposizione e della responsabilità nel rapportarci agli altri in maniera costruttiva. Insomma.. in fondo il culmine dell'etica altro non è che la capacità di amare e rispettare le persone che abbiamo intorno....

IL CAPPELLAIO MATTO

venerdì 26 ottobre 2007

IO NON CI POSSO CREDERE...

Sono basita.
I due "peggioartisi" del globo si mettono insieme e fanno un duetto ASSURDO, PATETICO.. e la gente impazzisce. In TV non si parla d'altro, alla RADIO e su INTERNET pure...Parlo di Eros Ramazzotti e Ricky Martin...
Uno miagola e l'altro sculetta e il risultato è che il loro singolo è una delle canzoni più scaricate su internet... poi chiedi alla gente se conosce Ivan Segreto o Giovanni Allevi (tanto per citarne due...) e ti guardano come fossi scema... Mha! Misteri della vita!

IL CAPPELLAIO

VIN BRULE'



Iniziano i primi freddi, iniziano anche i primi raffreddori… come curare un principio di raffreddore senza dover ricorrere a medicine??
No problem! Esiste il vin brulè!!!
Di seguito trascrivo la ricetta della mia nonnina…
Le proporzioni sono “ad occhio” o meglio “a manciata” perché come misurino uso la mia mano…
Fate lo stesso anche voi, “tric e branca” dovrebbe andare bene (tipica espressione piemontese che significa più o meno)…
INGREDIENTI:
- 1 bottiglia di vino rosso (meglio se barbera, ma vanno bene anche dolcetto o nebbiolo)
- chiodi di garofano
- bacche di ginepro
- 3 stecche di cannella
- scorza di arancia (privata della parte bianca amarognola)
- zucchero
PREPARAZIONE:
Mettere in una pentola sul fuoco il vino, i chiodi di garofano, le bacche di ginepro, le stecche di cannella e la scorza di arancia.
Portare ad ebollizione
Mentre il vino bolle aggiungere (tric e branca) lo zucchero e mescolare
Assaggiare quando il gusto è dolce tanto da risultarci a posto
Servire caldo filtrato nei bicchieri
Se volete bruciare l’alcool accendendo la bevanda

Mia nonna quando il raffreddore mi si appiccicava addosso mi preparava il vin brule, poi (cosa che io faccio puntualmente) invece di “dargli fuoco” per bruciare l’alcool me lo somministrava così.. passavo la nottata a sudare come un’ossessa… Magicamente però la mattina dopo niente febbre e niente raffreddore… provate!


IL CAPPELLAIO

Grey's Anatomy...


Ieri serata depression... TV e GELATO: io da sola con il mio cattivo umore, il mio pigiama felpato ed il cucchiaio piantato nel gelato.

Direi che non è stata un'ottima scelta il cibo: visto che non ho ancora acceso il riscaldamento e fuori faceva un freddo becco, ma pazienza, il gelato era davvero buono!

Quindi nell'ordine ho visto "Kebab for Breakfast" (fantastico telefilm che danno su MTV alle ore 20.00 che parla dei problemi di una famiglia allargata di diversa etnia e religione) e poi Grey's Anatomy...

Li conoscete? Sono gli "sciampisti" della corsia, quelli che quando li vedi preghi di non incontrare mai all'ospedale quando ne hai bisogno perchè saranno sicuramente bravi, ma altrettanto sicuramente saranno infrattati da qualche parte a fare le porcherie con qualcuno...

Vorrei capire perchè la voce delle protagoniste femminili in telefilm di questo tipo è sempre la stessa (vedi "Una mamma per amica"!).. insomma quella voce da gatta morta, così un po' sensuale ed ammiccante...

Vabbhè finite le due puntate ancora non ne avevo abbastanza così mi sono vista la fine di "Very Victoria"... e ho riso dall'inizio alla fine.

Mi sono sentita riscattata.

Per almeno due anni non ho guardato la TV. E adesso sono caduta nel circolo vizioso.. soprattutto nella serata depression...

ahi ahi ahi...


IL CAPPELLAIO MATTO

Buongiorrrrrrrrrrno!!


Rieccomi

Qualcuno - ho visto - si è lamentato per l'assenza di post: ieri non era cosa, avevo mille pensieri per la testa, un sacco di lavoro e l'umore nero... Oggi invece mi è rimasto solo l'umore nero: va comunque meglio. Contavo sulla Lepre Marzolina ma ho saputo oggi che è stata rapita dagli alieni che stanno facendo degli esperimenti per lanciare un nuovo cosmetico che permetta alle donne di dimostrare almeno 2 anni di meno... buona causa direi.

Dunque grazie Lepre siamo tutti con te!

IL CAPPELLAIO MATTO

mercoledì 24 ottobre 2007

LO ZABAIONE

..Oggi a Torino piena giornata invernale. Freddo umido e pioggerella fastidiosa.. Insomma "il Generale Inverno" è arrivato!
In pausa pranzo osservando dal mio balconcino gli uccellini volare fra le cupole della Singoga, e rabbrividendo mentre cercavo di proteggere l'azalea che mi hanno regalato da poco, ho pensato che presto piazzerò il trespolo per gli uccelli cittadini che in inverno hanno bisogno di un piccolo supporto... tanto per fornire un po' di cibo e un piccolo riparo...
Pensandoci adesso un piccolo supporto serve anche a noi poveri esseri umani e così .. inserisco la ricetta dello zabaione: tanto per tirarci un po' su...

Lo zabaione, è una delle creme più classiche ed apprezzate nella cucina italiana: è preparato sbattendo a lungo tuorli d’uovo e zucchero ed arricchendo il composto con Marsala secco (ma anche con Porto, Madera, Malaga, Vin Santo, Moscato, Arneis..); alcuni lo cuociono direttamente sulla fiamma, altri rigorosamente a bagnomaria… l’importante è che diventi denso e spumoso, quasi “vellutato”. Personalmente sono per le cose pratiche e veloci (senza che se ne perda in qualità…) e la mia ricetta (anzi quella di mia nonna!!)è la seguente:

Prendete 8 uova e separate i tuorli dagli albumi (questi ultimi non vi serviranno ma montati a neve con lo zucchero e cotti per 15 min. in forno a 200 gradi saranno ottimi spumini…).
Mettete i tuorli e lo zucchero in una pentola di acciaio dal fondo spesso e sbattete con il cucchiaio di legno (o con una frusta) gli ingredienti fino ad ottenere una crema gonfia, spumosa, liscia e quasi bianca (attenzione a non portare ad ebollizione!!)
Unite a poco a poco il Marsala secco (o il vino bianco), sempre sbattendo per fare assorbire bene il liquido, e quando tutti gli ingredienti saranno ben amalgamati (dopo circa 10-15 minuti)il Vostro Zabaione è pronto..

Fondamentale è l’uso di uova freschissime!!! E mi raccomando: la crema non deve mai bollire!!




IL CAPPELLAIO MATTO

ONANISMO...

Ogni giorno ne imparo una. Da Bambina avevo l'idea di dover leggere ogni giorno cinque termini dal vocabolario e impararli, così avrei avuto un lessico fantastico... ma poi avevo sempre qualcos'altro da fare e così... ciccia... Grazie a questo blog invece ogni tanto saltano fuori termini che denotano la mia ignoranza e così... mi informo!

WIKIPEDIA dice:

"Onanismo è un termine che viene fatto derivare dal nome del personaggio biblico Onan. Questi utilizzò la pratica anticoncezionale del coitus interruptus per evitare volontariamente la nascita di figli che non avrebbero potuto portare il suo nome.
"Giuda prese una moglie per il suo primogenito Er, la quale si chiamava Tamar. Ma Er, primogenito di Giuda, si rese odioso al Signore e il Signore lo fece morire. Allora Giuda disse a Onan "Unisciti alla moglie del fratello, compi verso di lei il dovere di cognato e assicura così posterità per il fratello". Ma Onan sapeva che la prole non sarebbe stata considerata come sua; ogni volta che si univa alla moglie del fratello, disperdeva per terra, per non dare posterità al fratello. Ciò che egli faceva non fu gradito al Signore, il quale fece morire anche lui." Genesi 38,6-10"
Onanismo è quindi l'atto diretto a impedire la generazione della prole mediante pratiche anticoncezionali.
Nell'uso corrente - ma talvolta anche nella terminologia medico-psicologica - alla parola onanismo viene invece accostato (impropriamente) il significato di pratica della masturbazione."
AHHHHHHHHHH! ADESSO è TUTTO CHIARO... SI PARLA DI SESSO, DI COITO INTERROTTO, DI MASTURBAZIONE... MI SEMBRA UNA COSA INTERESSANTE...
Però mi chiedo perchè dio volle punire Er ed Onan con la morte... Qui c'è scritto che uno "si è reso odioso al Signore"... chissà che avrà mai combinato... L'altro invece, questo Onan, si permise di usare il coito interrotto mentre era incaricato di copulare con la cognata... Veramente di cattivo gusto... voglio dire, usa il preservativo se non sei sicuro con chi vai!!
Certo che a quei tempi dio era abbastanza incazzuso: ammazzava la gente così su due piedi: tu lo facevi incazzare? zac! ti fulminava sul momento. Non poteva mica venirti il mal di testa se non avevi voglia di trombare la sera, no, no, no... Col tempo poi si è calmato.. Oggi se ti masturbi troppo al massimo ti cala un po' la vista (non diventi nemmeno più cieco)...
Quello però mi viene da chiedermi... Ma la donna in questione, quella Tamar, era mica un cesso? no, perchè da quello che si evice dal testo nessuno la voleva trombare... e, soprattutto, la radice del suo nome non mi convince: "TAMAR" non sarà mica stata usata per comporre la parola "TAMAR...RA".. perchè altrimenti sarebbe tutto più chiaro...
IL CAPPELLAIO MATTO

DOC3


Il documentario d’autore.
Programma condotto da FABIO VOLO; di FLAVIA SCOLLICA; regia di LORENZO HENDEL


E' un programma / documentario in seconda serata condotto da Fabio Volo che diventa autonomo e non piu' tassello ospitato in contenitori di generi differenti.
Il documentario è quindi, offerto al pubblico affinchè venga apprezzato per i suoi contenuti, per la sua originalità, per la sua capacita' di proporre storie umane e avventure, scoperte scientifiche, grandi scenari nella più assoluta autenticità.
Dunque DOC 3 è un grande racconto che si snoda attraverso episodi tra loro diversi. Una grande opportunità per poter apprezzare opere di autori, sia italiani che stranieri, che hanno fatto del genere documentaristico un mezzo per comunicare emozioni, fotografare realtà sociali, fornire informazioni, trasmettere emozioni.

La puntata di ieri sera di DOC 3 mi è piaciuta ASSAI… non sono una sfegatata del calcio, anche se da sempre amo rincorrere il pallone (peccato che mi ritrovi spesso sola e che i miei amici “uomini” siano poco propensi a farmi giocare con loro) e la puntata sul TORINO CALCIO FEMMINILE mi ha entusiasmata!
La squadra è in serie A ma a differenza dei colleghi uomini, le ragazze non percepiscono stipendi esorbitanti (anzi la maggior parte di loro ha un lavoro da mantenere e gestire!!) e non ha le enormi possibilità economiche di molte squadre maschili… è una vera storia di passione per questo stupendo sport.
Di seguito il sunto del documentario realizzato dal registra Giorgio Gambino in collaborazione con Sara Mansour (coprodotto da RaiTre e col patrocino del Comune di Torino)…

:: Il profumo del prato verde ::.
Sono belle, sono determinate, sono coraggiose e il calcio e’ la loro vita. Giocano in serie A, sono temute in tutta Europa e quest’anno hanno un solo obiettivo: vincere lo scudetto, il primo nella storia del Torino Calcio Femminile. Il documentario le segue per tutto il campionato nelle strutture spesso inadeguate che le ospitano, dentro gli spogliatoi, quando il mister le allena e quando le striglia. Il mister Giancarlo Padoan, direttore di Tuttosport, per loro arriva ad indebitarsi e a incasinarsi la vita, ma ne vale la pena perché non sono 11 ragazze qualsiasi, sono 11 fuoriclasse…


A chi venisse voglia di saperne di più sul Torino Calcio Femminile:
http://www.torinocalciofemminile.it/TORINOCALCIOFEMMINILE.htm


IL CAPPELLAIO MATTO

martedì 23 ottobre 2007

CATSITTER...


Oggi la mia vicina di pianerottolo mi ha chiesto se le terrò il gatto per i prossimi 3-4 giorni...

Premesso che è proprio carina e simpatica, una bella personcina, e che la gatta mi fa morire dal ridere... la mia risposta entusiasta è stata SI...

Detto questo per i prossimi giorni sarò una CATSITTER!!

P.S.: Spero solo che la gatta sia contenta e che non tenti il suicidio come il gatto dell'immagine...

IL CAPPELLAIO MATTO

SE IL MIO CAPO...

SI METTE DIETRO DI ME MENTRE STO LAVORANDO E MI MASSAGGIA LA SCHIENA MI DEVO PREOCCUPARE???!!
A PARTE IL FATTO CHE L'HO MANDATO A CAGARE DOPO DUE NANOSECONDI DICENDOGLI CHE MI DAVA FASTIDIO...
A PARTE IL FATTO CHE L'HA RIFATTO... (MOGLIE PRESENTE)...
FORSE LO FA PERCHE' SA CHE LAVORO COME UNA PAZZA E CHE MI STANCO... NO?!!
IL CAPPELLAIO MATTO

LA FAMIGLIA "MULINO BIANCO"...



... Eccomi, sono di nuovo qui. E sono qui per protestare. Qualcuno mi fa notare che sono anni che protesto e mi incazzo con lo stereotipo della Famiglia Italiana Perbene: la tanto odiata Famiglia Mulino Bianco!Siamo cresciuti martellati da perbenismi e modelli che non corrispondono alla realtà e adesso ne paghiamo le spese... Non bastava la chiesa cattolica a dettare modelli ed omologazioni... Ci voleva anche la Mulino Bianco e le sue pubblicità!!!
A me le merendine o i biscotti "Mulino Bianco" non hanno mai fatto impazzire: mia madre si ostinava a comprarle ma mia nonna (stanta donna) per merenda ci offriva pane, burro (fresco fatto in casa) e marmellata, o i biscotti cotti nel suo forno a legna... e figurarsi cosa preferivamo noi...
Comunque sia da che mi ricordo la campagna promozionale di questi "alimenti" (se così ci azzardiamo a chiarmarli) è sempre stato qualcosa di menzoniero e fuorviante... Pensate solo ai personaggi e a quello che ci trasmettono (il padre bello, con sguardo accattivante e profondo, perfetto marito e padre in carriera; la mamma giovane, bellissima, con tette e gambe stratosferiche, chiara icona della femminilità (anche lei negli ultimi tempi donna in carriera); i bambini stupendi: due (di solito) cherubini, paffutelli (ma non troppo) che ti mangeresti di baci...) senza parlare della loro casa o del clima melenso che vi regna??!!!
E allora mi chiedo: ma davvero la gente vorrebbe essere così??! Davvero qualcuno nel modo crede che sia un modello realizzabile e sprattutto auspicabile quello incarnato dalla "Famiglia MulinoBianco"!??
Io non posso crederlo...
IL CAPPELLAIO MATTO

LAVORO!?!?!

dopo giorni e giorni di assenza ... ritorno... per quanto mi e' possibile...
vedo che il blog e' andato avanti anche senza di me...
che dire...io mi sono fatta prendere dal lavoro... o meglio il lavoro ha preso me...e mi ha ridotto proprio male...bisogna fare qualcosa...dovrei convincere qualcuno a fare il lavoro al posto mio...
avete consigli su come si fa?!? che so.. un libro sull'argomento?!?
Stamattina pensavo che nella mia vita precedente ero sicuramente una marmotta o, comunque, un animale che va in letargo....quando inizia a fare freddo....vorrei solo piu' stare in casa a dormire....sotto il mio bel piumone......

lepre marzolina

La "CREATURA"...

Oggi è esattamente una settimana che abbiamo "partorito" il blog!!
Grande!
E per i bambini veri, quelli in carne ed ossa (almeno per il momento): che dio me ne scampi e me ne liberi!!!
Tranne quando si tratta di arrotondare con il babysitteraggio ovviamente... :-)
So già che molte delle mie amiche "mamme" avrebbero da ridire su questa scelta, in fondo per loro non esiste niente di più bello del loro pupo..e tutto il resto è una perdita di tempo... o una sottrazione indebita di energia.. E quando salta fuori l'argomento iniziano a dire "Quand'è che fai un bambino?"; "Guarda che è tempo che tu pensi ad avere un bambino ed una famiglia"; "Cosa aspetti? Ti si atrofizzano le ovaie.."
Ed io, stavolta mi sento di replicare...
Insomma tralasciamo pure la materia prima che al momento manca (i bambini si fanno in due e per adesso mi manca l'altra metà); tralasciamo anche il fatto che, oltre ad avere la presenza fisica di un uomo, servono anche le caratteristiche giuste (... e trovarlo uno che va bene è un'impresa... oltretutto poi deve volerti anche lui!!)... a parte tutto questo c'è il terzo punto che più di tutti mi manca: la VOGLIA di avere un bambino! di rivoluzionare tutta la mia vita, di dedicarmi totalmente a lui, di smettere di pensare solo a me e alle cose che desidero imparare e fare, di sacrificare il poco tempo a mia disposizione, di votare la mia vita ad un essere che mi fagociterà...
(Adesso sarebbe il momento dove sbotterebbero con la solita frase "chi non ha avuto un figlio non può sapere che cosa meravigliosa..")
Immagino che sia la cosa più bella che possa capitare
Su questo non discuto affatto! Ma penso che non sia per forza una strada obbligatoria per tutte le donne, e soprattutto una non può pensare che se l'orologio biologico suona perchè hai trentanni bisogna iniziare a correre!
Per avere un bambino ci vuole il momento giusto, la persona giusta, lo spirito giusto: avete presente quanto possiamo influenzare un bambino crescendolo?!!! Avete idea di cosa possiamo combinare ad un essere che si comporta come una spugna e che recepisce tutto a fondo, un esserino che assorbe ogni nostra sensazione positiva o negativa che sia!!?
Io credo che uno debba essere pronto come singolo individuo prima di tutto e come coppia poi, prima di fare un passo simile... e io non sono assolutamente pronta!
Ho ancora miliardi di cose da capire, da imparare, da sperimentare su di me... e non si tratta della sindrme di Peter Pan... si tratta semplicemente di capire chi sono e cosa voglio, a fondo...
Non voglio farmi prendere dalla fretta e dalla paura di rimanere sola, senza compagno, senza figli, senza poter costruire la famiglia "MULINO BIANCO"...
Voglio vivere a modo mio e fare le cose in maniera sentita... anche se questo significasse non vivere MAI certe esperienze.
Non voglio accontentarmi di niente. Preferisco essere sola piuttosto che "male accompagnata", voglio vivere le cose che sento e non quelle che sono dettate dall'ansia, dalla paura o, peggio ancora, dal "va così, è arrivato il momento"... no no no...
Quindi niente figli per me ma se siete stanche, stressate, isteriche e non ce la fate più care amiche mamme... io sono qui pronta per fare da baby sitter.....
IL CAPPELLAIO MATTO

lunedì 22 ottobre 2007

Mente Sana in COLON Sano...La "Cure Xantis"

L’altro giorno Andrea mi ha fatto una domanda “Conosci la Cura Xantis”? In effetti ne avevo già sentito parlare ma non era così chiaro in cosa consistesse così, mi sono documentata ed ho fatto un po’ di ricerche su intenet …
La prima cosa che ho riscontrato è che sui vari motori di ricerca pochi sono i risultati che si trovano e la maggior parte sono in lingua francese… comunque sia sono riuscita a saperne di più e, figurati, se adesso non lo scrivo sul blog per informare tutti voi!!


La Cure Xantis è un metodo di igiene intestinale; un vero e proprio metodo di pulizia del colon. Fin qui niente di trascendentale visto che da secoli (soprattutto in oriente) i guru yogi (si scrive così??!) predicano che la pulizia intestinale è doverosa e la praticano con metodi naturali (acqua e sale) abbinati a esercizi yoga e respirazione…
Ma la Cure Xantis in questione pare possegga una particolarità che la rende unica nel suo genere: l’effetto riflessogeno sul colon tramite il quale non solo si pulisce l’ultima parte del colon ma si innesca una reazione riflessa sull’evacuazione. Vengono così risvegliati i movimenti contrattili e l’attività di secrezione della parete intestinale e giorno per giorno le varie impurità vengono eliminate, non solo per i lavaggi quotidiani in se, ma soprattutto attraverso l’attivazione dei movimenti naturali del colon.
Molto spesso il colon viene impropriamente definito “pigro” mentre, in realtà, è solo “ostruito” dalle impurità che si sono accumulate durante gli anni.
Non dimentichiamo che il colon è il nostro secondo cervello!!!! Pare che le testimonianze di coloro che hanno sperimentato questa metodica parlino di effetti stupefacenti, si dice che da subito la maggior parte senta una sensazione di benessere e di leggerezza oltre alla perdita di peso e un rassodamento dei tessuti in genere, per esempio:
Eliminazione di gas e di gonfiore addominale;miglioramento del colorito del volto e più luminosità; scomparsa dell’acne e di altre affezioni dermatologiche; aumento dell’energia; scomparsa della sensazione di pesantezza agli arti inferiori; scomparsa di allergie e di affezioni alle vie respiratorie, come l’asma; scomparsa del mal di testa, della nausea e della stanchezza mattutina; scomparsa dei dolori articolari;
miglioramento della colite; restringimento delle vene emorroidarie e scomparsa del prurito anale; guarigione di cistiti, annessiti, con scomparsa dei dolori durante il ciclo mestruale; miglioramento della digestione e dell’insufficienza epatica.
Quindi, Come si pratica?
Il principio è lo stesso del lavaggio intestinale, ma, a differenza di questo si aggiungono ad 1 litro d’acqua, 100- 250 ml di una preparazione concentrata a base di sali di potassio e di piante biologiche ( malva e assenzio ). Il litro di liquido così preparato deve essere riscaldato in modo da superare leggermente la temperatura corporea (41° C), quindi, versato in una peretta o in un apparecchio per fare clisteri e può essere introdotto nel retto.
Il bisogno di andare al bagno può farsi sentire immediatamente o dopo qualche minuto. E’ importante non cercare di trattenere il liquido, ma, di liberarsi subito. Dopo l’evacuazione, il liquido esce immediatamente seguito da corpi e sostanze più o meno vecchi.
L’evacuazione, in questo caso, non è continua, ma può avvenire entro i 10 ed i 20 minuti. Una momento di relax è raccomandato alla fine della seduta per ottimizzare i risultati del trattamento..
E’ necessario seguire una dieta speciale?
Certi alimenti sono particolarmente irritanti per la mucosa del tubo digerente. E’ stato osservato come spesso l’ingestione di certi alimenti abbia potuto scatenare spasmi dolorosi o addirittura coliche durante la seduta; pertanto, sono da evitare , durante il trattamento ed anche una settimana prima, i seguenti alimenti:
pepe in polvere e tutti gli alimenti che lo contengono;
vino bianco, champagne, ecc...
Al di fuori di questi cibi sopra elencati, nessun’altro alimento deve essere evitato durante il trattamento anche se, ovviamente, più si adotta un’alimentazione sana ed equilibrata, tanto maggiori saranno i risultati.
A chi non è adatto questo metodo? Non ci sono controindicazioni per praticare la Cure Xantis, tuttavia, nel caso di una grave patologia dell’intestino già diagnosticata, è sempre necessario chiedere consiglio al proprio medico. Non è consigliato l’uso alle donne in gravidanza ed ai cardiopatici. Nel caso di una crisi emorridaria, è meglio attendere che passi.
Insomma, mi incurioscisce questa Cure Xantis, ma prima di tutto vado dalla mia erborista di fiducia e chiedo a lei che ne pensa... comunque sia, Grazie Dottor Xantis.. I nostri colon saranno lindi e grati anche loro..
IL CAPPELLAIO MATTO

SPLENDENTE COME UNA PADELLA...


Ho appena finito di leggere uno degli ultimi libri pubblicati da Amelie Nothomb: “SPLENDENTE COME UNA PADELLA” … già il titolo è tutto un programma…
Si tratta di quattro brevi storie, illustrate in bianco e nero: graffianti, ironiche e piuttosto paradossali, insomma in pieno stile “Nothomb”! Nel suo complesso è un’opera interessante (soprattutto la storia dell'olandese ferroviario e la favola del principe triste, che meriterebbero uno sviluppo più ampio ), insomma si rivela un libro veloce da leggere e un ottimo punto di partenza per chi ama riflettere...

“Il giovane trovava quell'angolo di mondo terribilmente noioso. Non aveva mai visto, in tutta la sua vita, niente di brutto. Sognava di scoprire la bruttezza. Era convinto che fosse molto più divertente e interessante della bellezza. Ma dopo anni e anni di ricerche, non aveva trovato niente di brutto nel Palazzo delle Nuvole e giorno dopo giorno diventava sempre più apatico e triste..."



Confesso che come personaggio la Nothomb mi affascina parecchio: mi piace il suo modo di scrivere pungente, la sua acutezza, il suo cinismo, la sua ironia sarcastica…
I suoi romanzi sono tutti brevi e trovo che si facciano letteralmente divorare, sono del tutto fuori dagli schemi. Come lei, d’altronde! Basta dare un’occhiata a quella che è stata la sua vita per capire con chi si ha a che fare.. di origine belga, figlia di un diplomatico, nata in Giappone, e trasferitasi nel corso della sua vita nei posti più disparati: Cina, Stati Uniti, Laos, Bangladesh…
Ultimamente anche Fabio Volo nel suo programma TV “Italo Francese” ha intervistato la scrittrice e quello che è emerso è senz’altro il suo amore per la scrittura, la facilità con la quale “partorisce” i suoi libri, la capacità di estraniarsi dal resto del mondo per immergersi nella scrittura nutrendosi per mesi di qualsiasi cosa, non importa cosa anche solo cioccolato (che pare essere il miglior alimento del mondo per chi scrive, secondo lei…)
Il suo look dark è limitato a un certo aspetto e non fa “paura”, anzi la Nothomb è l’incarnazione del colore nero: quello che assorbe tutti i colori e li contiene.. per poi rilasciarli mentre dipinge i suoi scenari, i suoi personaggi, le sue storie… Non è minuta come può apparire in fotografia, è “normalmente” pallida, come lo sono tante donne europee (bianco è bello!!) e non si atteggia a scrittrice maledetta, sorride spesso (in maniera quasi infantile a volte) e ha l’aria consapevole e matura di una donna della sua età, non più giovanissima, che ha maturato la scelta di dedicare la sua vita alla più grande passione letteraria quella “compulsiva”: che ti fa leggere ogni tipo di autore, che ti rende curioso di tutto, che ha radici “antiche”, come lei stessa racconta spesso.
IL CAPPELLAIO MATTO

CCIAA DI TORINO: LABORATORI DEL GUSTO 2007/2008

La Camera di commercio di Torino ha avviato già da alcuni anni un progetto di promozione delle eccellenze enogastronomiche della provincia di Torino. Il progetto nasce dalla pubblicazione "Maestri del Gusto di Torino e provincia", realizzato in collaborazione con Slow Food, che raccoglie 123 indirizzi preziosi per compiere un viaggio nella migliore tradizione enogastronomica locale.
Si propongono ora 10 incontri per approfondire la conoscenza con alcuni Maestri del Gusto che presenteranno il loro saper fare in vere e proprie lezioni di gusto condotte secondo la "formula brevettata" da Slow Food dei Laboratori del Gusto.
I laboratori si terranno alle ore 20,30 presso Eataly in via Nizza 230
La partecipazione è a pagamento ad un costo di 15 euro, per un massimo di 60 persone ad incontro.
Per partecipare è necessario contattare il Settore Promozione della Camera di commercio di Torino al n. 011/571 6384, o via fax al n. 011/5716381, oppure via mail all’indirizzo agroalimentare@to.camcom.it.
Il Programma è disponibile in formato pdf sul sito della Camera di Commercio di Torino:
IL CAPPELLAIO MATTO

CRUMBLE DI MELE


UNA TORTA SEMPLICISSIMA, MOLTO INVERNALE E SPEZIATA, PRONTA IN POCO TEMPO E CHE DA MOLTE SODDISFAZIONI...

LA RICETTA ORIGINALE PROVIENE DA UNA REGINA DEI DOLCI, CAROLINA, IO POI HO DECISO DI APPORTARE QUALCHE VARIANTE DI MIO GUSTO NELL'USO DELLE SPEZIE...


La Torta va servita calda accompagnata da gelato alla crema; crema chantilly o crema inglese.

Le mele possono essere sostituite da altra frutta, a seconda della stagione: buonissima con albicocche o pesche d'estate, mele e frutti di bosco d'inverno.


Ingredienti:
Mele renette (o Golden Delicious) q.b.; 150gr. di zucchero (meglio se grezzo di canna); cannella in polvere q.b.; 4-5 chiodi di garofano frantumati; 150 gr di burro freddo di frigorifero; 150 gr di farina; noce moscata un pizzico.


- Sbucciare le mele e tagliarle a tocchetti riempiendo il fondo della tortiera;

- Mettere nel minipimer (fantastico aggeggio!!) tutti gli altri ingredienti e tritare finchè non si ottiene un composto "grumoso";

- Coprire le mele con il composto, livellare ed infornare a 170° (forno ventilato) per circa venti minuti

- Servire tiepido come indicato sopra...


Buon appetito!!!
IL CAPPELLAIO MATTO

LE PICCOLE COSE DI TUTTI I GIORNI...

Oggi è una giornata "così, così"... quelle nè carne,nè pesce... quelle in cui qualcosa ti disturba ma non hai la capacità per il momento di realizzare cos'è e allora subisci quell'effetto "down" che ti lascia "svaporata"...
Io credo sia colpa del fatto che non ho mezze misure. E che non ho assolutamente pazienza..
Se passo un weekend a correre e fare mille cose arrivo stremata al lunedì e non mi sono riposata un momento, ma sono piena di belle cose fatte e fiera di avere "costruito" qualcosa di tangibile, ma stanca morta.. se invece dedico il fine settimana al relax... dormo, dormo, dormo e non combino una beneamata s...E mi sento di aver sprecato il mio tempo...
uffa
Mi aspetto sempre che sia tutto a mille, tutto su di giri, tutto un turbinio di sensazioni, accadimenti, emozioni...
La vita (cazzo dovrei già averlo imparato) è fatta di molte cose e spesso quelle più importanti sono proprio quelle più piccole... e non è solo un modo di dire...
Non è assolutamente un accontentarsi, per me è proprio un dato di fatto: le piccole cose che nei momenti più forti sono in grado di farti sorridere o communovere nella maniera più profonda, nonostante siano piccole cose quotidiane, nonostante siano davanti agli occhi sempre sono una di quelle cose che danno un senso profondo alla vita ..
Se ti capita di non averle più, di perderle definitivamente o di smarrirle per un certo periodo ti rendi conto davvero di quanto valore abbiano nella tua vita e di quanto tu sia stata superficiale nel giudicarle dandole per scontate...
Spesso a causa del mio carattere ho bisogno di esplodere, di correre, di sentirmi viva, di sentire quella cosa che galoppa nelle vene, quella specie di fuoco che mi scorre dentro...
A volte ancora cado nell'idea che io debba per forza fare o sentire qualcosa di eccezionale per sentirmi soddisfatta... ma è una soddisfazione passeggera, tanto intensa quanto fittizia.. passa subito e non sempre lascia qualcosa di duraturo o un insegnamento.
Le piccole cose invece rimangono e con la loro garbata energia ti penetrano dentro e ti arricchiscono costantemente.. e anche se non ci sono più, nonostante il velo di tristezza che rimane, sanno ancora trasmettere le lezioni più importanti...
Ecco...
Forse ho individuato cos'è che mi turba oggi...
IL CAPPELLAIO MATTO

venerdì 19 ottobre 2007

SIAMO APPENA NATI... DOVREMO PRESTO CHIUDERE??!

ESTRATTO DAL BLOG DI BEPPE GRILLO:
19/10/2007
"La legge Levi-Prodi e la fine della Rete
Ricardo Franco Levi, braccio destro di Prodi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, ha scritto un testo per tappare la bocca a Internet. Il disegno di legge è stato approvato in Consiglio dei ministri il 12 ottobre. Nessun ministro si è dissociato. Sul bavaglio all’informazione sotto sotto questi sono tutti d’accordo.La legge Levi-Prodi prevede che chiunque abbia un blog o un sito debba registrarlo al ROC, un registro dell’Autorità delle Comunicazioni, produrre dei certificati, pagare un bollo, anche se fa informazione senza fini di lucro.I blog nascono ogni secondo, chiunque può aprirne uno senza problemi e scrivere i suoi pensieri, pubblicare foto e video.L’iter proposto da Levi limita, di fatto, l’accesso alla Rete.Quale ragazzo si sottoporrebbe a questo iter per creare un blog?La legge Levi-Prodi obbliga chiunque abbia un sito o un blog a dotarsi di una società editrice e ad avere un giornalista iscritto all’albo come direttore responsabile.Il 99% chiuderebbe.Il fortunato 1% della Rete rimasto in vita, per la legge Levi-Prodi, risponderebbe in caso di reato di omesso controllo su contenuti diffamatori ai sensi degli articoli 57 e 57 bis del codice penale. In pratica galera quasi sicura.Il disegno di legge Levi-Prodi deve essere approvato dal Parlamento. Levi interrogato su che fine farà il blog di Beppe Grillo risponde da perfetto paraculo prodiano: “Non spetta al governo stabilirlo. Sarà l’Autorità per le Comunicazioni a indicare, con un suo regolamento, quali soggetti e quali imprese siano tenute alla registrazione. E il regolamento arriverà solo dopo che la legge sarà discussa e approvata dalle Camere”.Prodi e Levi si riparano dietro a Parlamento e Autorità per le Comunicazioni, ma sono loro, e i ministri presenti al Consiglio dei ministri, i responsabili.Se passa la legge sarà la fine della Rete in Italia.Il mio blog non chiuderà, se sarò costretto mi trasferirò armi, bagagli e server in uno Stato democratico.Ps: Chi volesse esprimere la sua opinione a Ricardo Franco Levi può inviargli una mail a : levi_r@camera.it"
Questo non è giusto: l'Italia non ha nemmeno più la parvenza di uno Stato Libero, siamo tornati nell'epoca delle censure e della dittatura!
Sono indignata e davvero incazzata... CHE SCHIFO!! CHE SCHIFO! CHE SCHIFO! ADESSO LEGGO IL DISEGNO DI LEGGE E POI SCRIVO A CHI DI DOVERE, PER PIACERE SCRIVETE ANCHE VOI!!!
IL CAPPELLAIO MATTO

Cosa bolle in pentola oggi?!!


VISTA LA STAGIONE E VISTO CHE è TEMPO DI FRITTELLE OGGI POSTERO' UNA DELLE RICETTE CHE HO INTENZIONE DI RISPOLVERARE PRESTO...


FRITTELLE DI ZUCCA


Ingredienti:

1kg di zucca, ½ l di latte, 15g di lievito, 3 uova, 3 cucchiai di farina, 1 cucchiaio di burro, 1 cucchiaio di zucchero, sale.

Sbucciate la zucca, bollitela e schiacciatela. Aggiungete alla zucca il lievito, le uova, la farina ed amalgamate gli ingredienti.
Mettete l’impasto in luogo caldo per 2 ore.
A questo punto aggiungete il burro fuso, lo zucchero, il sale e miscelate il tutto, lasciate lievitare nuovamente il composto, quindi friggetelo.

La Variante Dolce sostituisce (ovviamente) il sale con lo zucchero e prevede anche uvetta sultanina ammorbidita nel liquore "Amaretto", nonchè una bella spennellata di zucchero vanigliato e cannella...


IL CAPPELLAIO MATTO

IL SENSO DELLA VITA

Sicuramente un titolo impegnativo
Non voglio ovviamente dare risposte sull argomento
Semplicemente se ne ho la possibilita le ricerco e sono lieto di conoscere quelle che altri potrebbero essersi dati
Il tempo passa gli avvenimenti si succedono e la nebbia avvolge sempre piu quelle che un tempo potevano sembrarmi le risposte piu plausibili
Il lavoro ed il tempo libero
I rapporti umani e l amore
La superficialita e la profondita
Esiste la giusta ricetta per combinare gli elementi che ho elencato
Oppure il senso delle vita e semplicemente nel ricercare la combinazione giusta degli ingredienti
Una volta trovata la combinazione rimane immutabile nel tempo o il senso della vita e imparare con sempre maggiore soddisfazione a variare gli ingredienti
Quando mi pongo queste domande la paura che si affaccia e quella di perdere tempo nel cercare le risposte lasciando che le cose accadano senza riuscire a soddisfarmi pienamente
Poi mi guardo intorno e capisco che i miei dubbi vengono solo dal confronto con le realta differenti che mi circondano
Ed allora le domande cambiano
Ma alle persone piace questo tipo di vita
Una vita a ritmi non umani in condizioni non umane
La citta lo smog il traffico le code la confusione il rumore i locali gli aperitivi le ore piccole il cibo insano i rapporti finti e superficiali il lavoro precario gli acquisti d impulso
Una vita senza punteggiatura
Dove le cose si succedono senza il tempo per valutarle
Dove ci sono regole che nessuno vuole ma tutti seguono
Dove non ti puoi fermare

Ora dico:” Basta! Voglio scendere!”
Torno ad utilizzare la punteggiatura…

…BELLI CAPELLI

BELLA SORPRESA

Oggi ho avuto una bella sorpresa: un amico ha inviato un bel "pezzo" da pubblicare sul blog e io sono onorata di provvedere..
Questa è davvero una bella sorpresa.

IL CAPPELLAIO MATTO

19/10/2007... Oggi

... è Santa Laura...
Mi sono fissata con i santi dopo aver letto sul Blog di Huevoblanco il sogno di Pilar sui santi... mha!!
Comunque sia oggi gli auguri alla mia cara amica Laura sono doverosi quindi: Auguri di buon onomastico alla terza grazia!!

IL CAPPELLAIO MATTO

giovedì 18 ottobre 2007

IL BAMBINO CHE VISSE DUE VOLTE...



AVEVO GIA' LETTO QUALCOSA IN PROPOSITO (TIPO SULLA STAMPA) NEL MESE DI LUGLIO 2007, POI L'ALTRA SERA FACENDO ZAPPING SULLA RITROVATA TV, NE HO SENTITO PARLARE SU UN PROGRAMMA DI CUI NON SO IL NOME.


ADESSO PER CUIOSITA' TRASCRIVO QUESTA STORIA PER VOI..

"Cameron parlava sempre della «famiglia di prima». La mamma ha ritrovato i luoghi che descriveva.."
All’asilo disegnava una casa bianca, davanti al mare; a sua madre chiedeva che fine avesse fatto il cane maculato e la macchina nera. Eppure Cameron Macaulay, classe 2001, vive a Clydebank, vicino a Glasgow, dalla finestra della sua stanza vede i tetti di mattoni rossi e, soprattutto, nessun cane maculato è mai circolato per casa, tanto meno una macchina nera è mai stata parcheggiata in garage.Lontani chilometri dalla terra dell’Induismo e del Buddhismo, la vicenda dello scozzese reincarnato, è già diventata un documentario per la Tv. Certo non ha nulla a che vedere con il misticismo di Osel Hita Torres, il bambino spagnolo ritenuto la reincarnazione di un Lama, che fu accompagnato dal padre tra i monaci buddhisti tibetani nelle montagne del Buthan, e che ispirò il «Piccolo Buddha» di Bertolucci. Eppure è destinata a restare negli annali delle reincarnazioni post-moderne. D’altronde, se lo stesso Osel ora vive a Ibiza e per il compleanno ha chiesto una moto nuova, il Dalai Lama in persona ha spiazzato il mondo l’estate scorsa proponendo di cercare il successore tra la comunità monastica in esilio. Altro che tra i reincarnati. Ritornando in Scozia, la storia di Cameron, il bambino con il caschetto biondo e gli occhi azzurri inizia nel 2003. «Aveva tre anni - spiega la madre, Norma - quando si mise a raccontarmi le storie dei suoi compagni di Barra, un’isola a 300 chilometri di distanza». E non era che l’inizio. «Parlava dei suoi fratelli, dei capelli lunghi e castani di sua madre che gli leggeva un grande libro su Dio e di come suo padre, un certo Shane Robertson, fosse morto investito sulle strisce pedonali. Ero sconvolta». Norma ha i capelli rossi, non è religiosa, è una mamma single, e può contare solo su Martin, il fratello maggiore di un anno di Cameron.Il tempo passa, il bambino cresce e la sua fantasia si colora di dettagli. «Non devi temere la morte - diceva alla madre - perché si ritorna: mi chiamavo Cameron anche prima». Dopo la filosofia si dedica alla rassegna della vita quotidiana. «Iniziò a lamentarsi perché nell’altra casa aveva tre bagni, mentre noi ne abbiamo solo uno». E poi perché «nell’altra vita trascorreva i pomeriggi giocando sulla scogliera dietro casa e perché con l’altra famiglia viaggiava molto, mentre noi non siamo mai usciti dalla Scozia». La mamma, i parenti e le maestre resistono fino al sesto compleanno, quando Cameron inizia a piangere perché, diceva, «gli mancava la sua famiglia di Barra». E, soprattutto, quando Norma scopre che una casa di produzione cinematografica è alla ricerca di storie di reincarnati.È lì che la mamma 42enne decide di fare le valige e di portarlo a Cockleshell Bay, nell’Isola di Barra. Con al seguito una telecamera e Jim Tucker, il direttore della clinica di psichiatria infantile alla Virginia University, esperto in reincarnazioni. «Dopo qualche giro abbiamo trovato la casa bianca, sul mare, con i famosi 3 bagni». A quel punto anche lo psicologo ha avuto un sobbalzo. «Nel 70% dei casi - spiega Tucker - i bambini ricordano morti avvenute in circostanze non naturali, incidenti o episodi traumatici». Occasioni in cui, secondo l’esperto, memoria ed emozioni sopravvivono. «La morte improvvisa del padre è stato un trauma per Cameron - commenta Tucker -. E questo suggerisce che la sua coscienza non è un prodotto del cervello, ma piuttosto un’entità distinta, capace di sopravvivere anche dopo la morte del corpo».Scetticismo a parte, l’effetto sorpresa nel documentario è stato garantito. «Cameron era raggiante - racconta la madre -. Trovò l’entrata segreta della casa che tante volte aveva disegnato e mi disse quanto fosse ansioso di presentarmi alla sua famiglia». Membri di cui, però, non si trova traccia. La casa era abbandonata e all’anagrafe non è stato trovato nessun Shane Robertson. Si è risaliti a un certo Robertson, vissuto nella casa bianca tempo addietro e poi trasferitosi a Stirling. «Cameron guardò le foto di famiglia e riconobbe il cane maculato e la grande macchina nera di cui tanto aveva parlato». Certo non si è messo a parlare in perfetto dialetto Danzhou come fece nel 1979 Tang Jiangshan, bambino cinese della provincia di Hainan, che a soli 3 anni disse alla madre di chiamarsi Chen Mingdao, di essere figlio di Sandie, di abitare a 160 chilometri di distanza e di essere stato ucciso durante la Rivoluzione Culturale Cinese da un colpo di pistola. Compiuti i 6 anni i genitori lo portarono nel villaggio dei racconti e senza batter ciglio, Tang entrò nella casa del padre, riconobbe le sorelle, la fidanzata e iniziò a conversare come se fosse sempre vissuto lì.Cameron si è accontentato di aver visto la casa sul mare con un’entrata segreta e alcune foto di un cane maculato e di una macchina nera. Risolto il mistero, si è rilassato ed è tornato a Clydebank insieme alle telecamere della troupe. Lo psicologo, invece, è volato alla clinica in Virginia con una storia in più da analizzare: «Da quando abbiamo aperto il sito - dice - sono più di 100 i casi simili a quello di Cameron». Certo è che tutti sono ritornati in tempo per vedersi nel documentario in Tv, in prima serata."

IL CAPPELLAIO MATTO

Oggi... 18/10/2007 è S. LUCA EVANGELISTA..

..venerato come santo dalla Chiesa Cattolica, Copta ed Ortodossa, autore del Vangelo (secondo Luca) nonchè degli Atti degli Apostoli (vedi Nuovo Testamento tanto per capirci...)
Per i cattolici è il santo patrono degli artisti e dei dottori.
S. Luca nato ad Antiochia (una fissa all'epoca!) da una famiglia pagana, esercitava la professione di medico... ed era l'unico evangelista a non essere di credo ebraico... e a non conoscere direttamente il Cristo.. A differenza dei suoi colleghi santi dell'epoca morì alla veneranda età di 84 anni senza dover sopportare il martirio.. l'unica cosa tetra che gli successe riguarda le sue spoglie mortali... che si trovano a Padova (Basilica di S. Giustina) .. tranne la testa che è conservata a Praga (!!!!??)
Vabbhè... detto questo: Auguri a tutti quelli che si chiamano Luca (Tipo il famoso Bancario fratello dell'altrettanto famoso Logista..) e..
Un grazie da parte dei dottori che hanno superato brillantemente l'ultimo esame di specialità ... (Caro S. Luca ricordati di MANU per la tesi di dicembre!!!)
IL CAPPELLAIO MATTO

DEL PIERO: IN BIANCONERO FINO AL 2010.






La prossima stagione guadagnerà 4 milioni di euro, 3,5 quelle successive. Niente trainer personale.
Del Piero-Juve, è arrivato il sì: contratto rinnovato di tre anni..
Alex soddisfatto: "Una scelta decisiva per la mia carriera e per la mia vita".
TORINO - Dopo lunghe ore di trattative nella sede della Juventus, è arrivata alla fine la telenovela del rinnovo contrattuale di Alessandro Del Piero. Il fantasista bianconero ha firmato per tre anni, sino al 2010. Guadagnerebbe così 4 milioni netti nel 2009 e gli anni successivi 3,5 milioni. Non ci saranno paletti tecnici, nel senso che il posto tra i titolari non è garantito a prescindere e non ci sarà un preparatore personale come lui aveva chiesto.
La svolta nella trattativa si è avuta quando la società bianconera ha ritirato l'ipotesi del contratto a rendimento per il secondo anno, e il giocatore ha accettato una riduzione dell'ingaggio. E' stata necessaria la presenza di due fiscalisti, richiesti ciascuno dalle rispettive parti, per la stesura materiale del contratto, e questo spiega il dilungarsi della trattativa. Al giocatore è stato riconosciuto il ruolo di personaggio anche simbolico, facendo una eccezione alla rigida politica sui parametri d'ingaggio della Juventus e togliendo la clausola, che Del Piero riteneva inaccettabile, del contratto a rendimento. Lo stesso Del Piero ha riconosciuto l'impegno economico che la proprietà è disposta ad assumersi (compie 33 anni il prossimo 9 novembre) e ha accettato una posizione più defilata nella lista dei grandi big bianconeri. A un certo punto è arrivato anche Claudio Ranieri, che si è trattenuto circa un'ora nella sede bianconera. In realtà l'intervento del tecnico potrebbe essere stato richiesto in risposta a un'altra clausola posta dal giocatore, cioè quella di effettuare una preparazione atletica individualizzata, come succede a molti altri campioni in Italia. Non sarebbero invece state affrontate questioni tecniche relative all'utilizzo e al ruolo in campo del giocatore, ritenendo che in questo Ranieri debba avere piena libertà di scelta.

BHE' MI SEMBRA CHE VADA BENE NO?!.. INSOMMA A ME DEL PIERO STA SIMPATICO E SONO CONTENTA DI VEDERLO IN CAMPO A GIOCARE QUANDO MI VEDO LE PARTITE CON IL VICINO & Co. ... (LUI E IL SUO AMICO "FRINGUELLO" SONO UN PO' COME L'UCCELLO DI STOFFA ROCKFELLER E IL VENTRILOQUO DI CUI NON RICORDO IL NOME..)
CERTO OGNUNO TIRA ACQUA AL SUO MULINO, PERO' MI SEMBRA CHE I MEDIA ABBIANO FATTO SU UN PO' TROPPO CASINO PER STA STORIA... NO??!
INSOMMA TUTTO FINITO... DEL PIERO RIMANE ALLA JUVE ED E' FELICE E CONTENTO.. LA SOCIETA' CALCISTICA PARE SIA SODDISFATTA... E VISSERO TUTTI FELICI E CONTENTI.
E POI CHISSA' FINITA LA CARRIERA DI CALCIATORE DEL PIERO POTREBBE SEMPRE AVERE UN'OPPORTUNITA' COME PERSONAGGIO DI SPICCO IN UN "IMPORTANTE PROGRAMMA" TELEVISIVO (TIPO L'ISOLA DEI FAMOSI..) NO? PARE VADA DI MODA...
IL CAPPELLAIO MATTO

LA SINDROME PREMESTRUALE...

Dopo aver parlato della "Patata Dolce" credo sia giunto il momento di affrontare un argomento scottante... uno di quegli argomenti che dividono l'opinione pubblica e che molto, troppo, spesso vengono "dimenticati" perchè scomodi: la sindrome premestruale!


Recita così la preziosa enciclopedia multimediale Wikipedia:

"La sindrome premestruale consiste in una complessa sintomatologia che interessa vari apparati del corpo femminile nell'età fertile, in corrispondenza dei giorni immediatamente precedenti le mestuazioni.."

Ma la sindrome premestruale è cosa ben più complessa e subdola...ed è come il Natale: "quando arriva, arriva!!"

La sindrome premestruale è quella dalla quale credi di essere immune: perchè tu non ti fermi mai, sei forte; quando ti devono incidere una cisti ascellare senza anestesia non svieni (e nonostante il gran desiderio di assestare un gran pugno al chirurgo non lo fai..); puoi sopportare le lamentele di tua madre e fai fronte ai casini di tua sorella; vai a lavoro tutti i giorni e togli dai casini tanta gente; hai dovuto sopprimere il tuo amato cane Max dopo 11 anni di amicizia; hai perso due volte il lavoro; hai affrontato una malattia psicosomatica... insomma hai retto sfighe ben peggiori...

colpirà le altre donne ti dici, quelle un po' noiose, quelle"molli"... la sindrome premestruale è per le sfigate pensi...

e invece no.

Quella arriva quando meno te ne accorgi: colpisce per prima cosa i nervi, e qualsiasi cosa che non va (tipo un barattolo che non si apre) ti fa piangere; poi ti fa provare quel senso di "malinconia e tristezza" che non sai da dove venga; se ti guardi allo specchio ti induce a notare difetti e imperfezioni che altrimenti il tuo occhio critico (già rompiballe di suo) non avrebbe visto; vorresti quantità industriali di coccole e gentilezze che nessuno delle persone a te vicine ha voglia di dispensare; e la cosa peggiore è quel malumore, quegli sbalzi pazzeschi dovuti ai tuoi ormoni impazziti...

Quindi quando qualcuno (di solito uno stupido uomo) mi chiede se "ho le mie cose" (per sottolineare che sono indisponente, noiosa o irritatbile) rispondo, con tutta l'acidità che ho in corpo "magari! ti piacerebbe! sono in sindrome premestruale!!" e lo disintegro con lo sguardo. Cari uomini ignoranti è tutta una leggenda metropolitana che noi siamo intrattabili nel periodo del ciclo: è dalla sindrome premestruale che dovete guardarvi!!!
IL CAPPELLAIO MATTO

Ipomea Batatas... la Patata Dolce...

Questa è una pianta interessante: infatti, oltre a produrre una "patata" di sapore gradevole (simile a quello delle castagne) dà grandissime soddisfazioni a chiunque abbia provato a coltivarla, sia in terrario, che in appartamento... Io pensavo di provarci…

Classificazione, origini e descrizione:
appartenente alla classe delle Dicotiledoni ed alla famiglia delle Convolvolacee, la batata non ha proprio nulla a che vedere con le Solanacee cui appartiene la patata tanto diffusa sulle nostre tavole. La batata fu la prima ad arrivare in Europa, portata indietro dalle americhe dallo stesso Cristoforo Colombo, mentre la patata giunse da noi un secolo e mezzo dopo, ad opera degli spagnoli, e venne usata a lungo unicamente come pianta ornamentale! Ironia della sorte, oggi l'uso della batata da noi è ben poco diffuso (in Italia la si coltiva in Veneto, Emilia Romagna e Lazio) ed il tubero viene utilizzato soprattutto per la produzione di fecola e di alcool!!! Distinguere una pianta di batata da una di patata è immediato: ve ne renderete conto fin dalla germinazione del tubero che altro non è se non una radice ingrossata e piena di amido. I fusti sono piuttosto sottili e, se ben illuminati, di colore rossiccio. Le foglie ricordano per forma quelle dell'edera, tuttavia sono più tenere e lucide, e si sviluppano lungo i fusti in modo alternato. Questa pianta ha un portamento rampicante e sviluppa tralci di circa tre metri, raramente ramificati e quasi mai lignificati.In località tropicali si comporta da pianta perenne, mentre in zone temperate vive come pianta stagionale, osservando un periodo di riposo nella stagione fredda. In Italia si può coltivare unicamente in località che consentano circa 150 giorni vegetativi consecutivi senza brinate… e mi sa che Torino non è una di quelle località…
E’ comunque un’ottima pianta d’appartamento se si usa una coltura idroponica. Ed è un’ottima pianta ornamentale per terrari tropicali e acquaterrari… Procurarsela e coltivarla: in genere questi ortaggi sono venduti in tardo autunno, periodo in cui la pianta osserva un riposo vegetativo e sviluppa il caratteristico tubero ricco di amidi. A causa del suo scarso uso nella nostra dieta tuttavia può accadere di non riuscire a trovarla, non vi resta che chiedere al vostro fruttivendolo di fiducia. Con pochi euro potete comprarne quante ne volete!!

Metodo di Coltivazione:
1) Coltura Idroponica. Basta un barattolo d'acqua in cui immergerla per metà, o i 2/3 (si posizione sempre verticalmente rispettando la sua polarità, come fosse una carota), e darle quel tanto di calore da farne ripartire la vegetazione. E' sempre meglio metterla in coltura solo nel momento in cui si aprono le prime gemme, per non rischiare di piantarla capovolta.Dopo una partenza al rallentatore di circa 2 settimane (necessaria per sviluppare le radici) non si fermerà più e continuerà a darvi grosse soddisfazioni per mesi, consumando le riserve del bulbo e crescendo praticamente in ogni condizione di luce.In genere, in casa, la si appoggia su una mensola alta e la si lascia ricadere liberamente, formando una "cascata" di tralci pendenti.
2) Se vorrete ottenere una pianta più robusta e di maggior durata sarà meglio piantare il bulbo in vera terra ed annaffiarlo e concimarlo regolarmente. La batata ama terreni ben drenati, umidi e ricchi di materia organica, quindi è sempre meglio mescolare 2 parti di terriccio universale torboso (non è altrettanto consigliabile la torba pura) e una parte di sabbia.Difficilmente in casa potremo fornirle una luce così intensa da ottenere una pianta robusta come quelle coltivate in esterno e la pianta sottrarrà via via energie al bulbo fino ad esaurirlo. Tuttavia migliori saranno le condizioni in cui la tenete e più tempo durerà (c’è chi parla di circa 8-9 mesi di seguito).

In effetti l'unico inconveniente nell'usare questa pianta è proprio la sua morte, che viene spesso improvvisa lasciando un grosso vuoto sulla mensola... o nel terrario in cui l'avete alloggiata.
P.S. per coltivazione idroponica s'intende una delle tecniche di coltivazione fuori suolo: la terra è sostituita da un substrato inerte (argilla espansa, perlite, fibra di cocco, lana di roccia etc.). La pianta viene irrigata con una soluzione nutritiva composta dall'acqua e dai composti (per lo più inorganici) necessari ad apportare tutti gli elementi necessari assunti normalmente…

Bene, bene... e anche oggi ne ho imparata una nuova…

IL CAPPELLAIO MATTO

stamattina sono cosi'!!!
grrr grrr
lepre marzolina

mercoledì 17 ottobre 2007

La Ricetta del Giorno... Baci di Dama



Ingredienti per 20 baci:


70 gr di farina; 70 gr di nocciole; 50 gr di burro ammorbidito a temperatura ambiente; 50 gr di zucchero; 30 gr di cioccolato fondente1; pizzico di sale
***



Preparazione:


Sgusciate le nocciole e fatele tostare in forno.


Spellatele e lasciatele raffreddare.(Per agevolare l’operazione, mettetele appena tolte dal forno in un sacchetto di carta e fregatele tra i palmi delle mani).


Tritatele finissime così da ottenere una farina.


Lavorate il burro con la farina, un pizzico di sale, lo zucchero, la farina di nocciole.


Lavorate il composto velocemente, solo il necessario per avere un impasto omogeneo e ben amalgamato.


Fatene un panetto e ponetelo in frigo per due ore avvolto nella pellicola.


Togliete il panetto e tagliatelo in 40 cubetti che avranno circa il peso di 5 gr l’uno. Lavorateli velocemente con le mani ottenendo delle palline che andranno messe su una placca imburrata o rivestita con carta da forno.


Passate in forno preriscaldato a 160° per 25 minuti..Togliete dal forno ed aspettate che siano completamente freddi prima di staccarli dalla placca. (Uscendo dal forno sono morbidi e rassodano raffreddando).


Sciogliete il cioccolato a bagnomaria e mettetene qualche goccia sulla metà dei biscottini.
Altrimenti (per i più pigri) comprate un bel barattolo di nutella e usatela al posto del cioccolato… vi assicuro che assolverà degnamente la propria funzione..


Unite a due a due i biscotti sistemandoli su un piatto.


Serviteli quando il cioccolato si è rappreso.


… Buon Appetito!!





IL CAPPELLAIO MATTO

IL NUOVO ALBUM DI CRISTINA DONA'...


La Quinta Stagione


Adoro Cristina Donà, la adoro dal primo momento in cui l'ho sentita cantare, la adoro da quando Andrea - come suo solito - è arrivato con il primo cd e me l'ha fatta ascoltare...

Ha grinta, mi piace quel suo miagolare a volte, quel suo disperato "ESPRIMERE" altre, quella sua dolcezza che poi si muta in un'esplosione di fuoco...

Oggi ho sentito "l'Universo" una canzone del suo ultimo Album ("La Quinta Stagione") e prima ancora che finisse la canzone sapevo già che era lei... inconfondibile!

Credo proprio che presto avrò il nuovo album...

Intanto bazzicando su internet ho trovato una recensione a proposito che inserisco qui di seguito...


Tratto da Musica.excite.it13 - 09 - 2007
"Per il quarto album in poco più di un decennio - senza contare la versione "internazionale" di Dove sei tu - Cristina Donà si apparecchia la più sobria delle trepidazioni. Rinuncia a molte delle residue bizzarrie - gli algidi quadretti wave, le scorribande elettroniche, i blues da taverna - per glassare tutta l'inquietudine sotto una patina di sobrietà febbrile, che non si scompone mai troppo neanche quando l'allarme sembra sul punto di deragliare (vedi la fiammeggiante irrequietezza wave di L'eclissi). C'è molto raziocinio, quindi. Un porsi dei limiti formali in obbedienza alla poetica, che sta in apprensione tra cose sul punto di passare e divenire. Un senso di allerta costante sotto l'apparente disarmo, una tensione radente che ciondola nel frusto languore d'un jazz folk col ventre caricato a psichedelia (Come le lacrime), nel rancore congelato d'un passo da bambola ferita (I duellanti), nell'aggirarsi da vampira in cerca di preda, preda a sua volta di cerchi che si chiudono negli echi sonici da Jeff Buckley volatile (Laure, ispirata alla lettura del micidiale Il profumo di Suskind). Non è più tempo, insomma, di squarci e spasmi periodo Tregua, né delle allibenti situazioni avant-pop di Nido. Cristina prosciuga la propria femminina alterità e si consegna in qualche modo alla normalità del cantautorato rock, cercando di non disperdere quel taglio, quella calligrafia stralunata e beffardella, quello scivolare da ombra imprendibile che osserva, ti osserva. Spacciando con ammiccante dolcezza i trapassi del cuore-vita (Universo), rasentando la sublime ovvietà di una Norah Jones aggrappandosi al talismano di una matura isteria nel taschino (il folk jazz sordidello e sfuggente per organo e fisarmonica di Non sempre rispondo), smerigliando leggerezza e trepidazione con la sua ballad più estatica (Migrazioni).Una parentesi di decompressione e rigenerazione inaugurata dal valzer palpitante di Settembre e chiusa da una Conosci che pennella melodia arguta sulle volute enigmatiche e setose del violoncello elettrificato. E' un disco che lavora sotto la soglia del clamore. Una di quelle acque chete che, come dicono dalle mie parti, rovinano i ponti. A pensarci bene, non è poi così lontano dalla tremebonda irrequietezza di Tregua, pacificata - come è ovvio - da una crescente saggezza."

E poi di seguito il testo della canzone dell'ultimo album che mi ha colpita in maniera particolare bazzicando sul suo sito...


Settembre (Testo)


Il sole a settembre mi lascia vestire ancora leggera


il fiume riposa negli argini aperti di questa distesa.


Tu mi dicevi che la verità e la bellezza non fanno rumore.


Basta solo lasciarle salire, basta solo lasciarle entrare.


E' tempo di imparare a guardare.


E' tempo di ripulire il pensiero.


E' tempo di dominare il fuoco.


E' tempo di ascoltare davvero.


L'amore a settembre mi ha fatto sentire ancora leggera.


Il giorno sprofonda nei solchi bruciati di questa distesa.


Tu lo sapevi che nessuna gioia nasce senza un dolore.


Basta solo farlo guarire, basta lasciarlo entrare.


E' tempo di imparare a guardare.


E' il ritornello che mi attira... è davvero tempo di "imparare a guardare, di ripulire il pensiero, di dominare il fuoco e di ascoltare davvero"... per me sono davvero dei preziosi consigli... Ci mediterò su...


IL CAPPELLAIO MATTO

IL FILM DEI SIMPSON...

Certo forse un po' troppo lungo e nel complesso un po' tirato per le orecchie...
Sicuro: meglio le care vecchie puntate in TV..
Però mi ha fatto morire dal ridere il favoloso SPIDER PORK...
FANTASTICO!!

IL CAPPELLAIO MATTO

MA NON E' PIU' COSI'?!?!?!?

Noi che ci divertivamo anche facendo "Strega comanda color."
Noi che facevamo "Palla Avvelenata".
Noi che giocavamo regolare a "Ruba Bandiera".
Noi che non mancava neanche "dire fare baciare letteratestamento".
Noi che ci sentivamo ricchi se avevamo "Parco Della Vittoria eViale Dei Giardini".
Noi che chi lasciava la scia più lunga nella frenata con la bici era ilpiù figo.
Noi che "se ti faccio fare un giro con la bici nuova non devicambiare le marce"
Noi che passavamo ore a cercare i buchi sulle camere d'ariamettendole in una bacinella.
Noi che il Ciao si accendeva pedalando.
Noi che suonavamo al campanello per chiedere se c'era l'amicoin casa.
Noi che facevamo a gara a chi masticava più big babol contemporaneamente.
Noi che avevamo adottato gatti e cani randagi che non ci hanno maiattaccato nessuna malattia mortale, anche se dopo averli accarezzatici mettevamo le dita in bocca.
Noi che quando starnutivi, nessuno chiamava l'ambulanza.
Noi che i termometri li rompevamo, e le palline di mercurio giravanoper tutta casa.
Noi che dopo la prima partita c'era la rivincita, e poi la bella, epoi la bella della bella.
Noi che se passavamo la palla al portiere coi piedi e lui la prendevacon le mani non era fallo.
Noi che giocavamo a "Indovina Chi?" anche se conoscevi tuttii personaggi a memoria.
Noi che giocavamo a Forza 4.
Noi che giocavamo a fiori frutta e città (e la città con la D erasempre Domodossola ).
Noi che ci mancavano sempre quattro figurine per finire l'albumPanini.
Noi che avevamo il "nascondiglio segreto" con il"passaggio segreto".
Noi che le cassette se le mangiava il mangianastri, e ci toccavariavvolgere il nastro con la penna.
Noi che in TV guardavamo solo i cartoni animati.
Noi che avevamo i cartoni animati davvero belli!!
Noi che litigavamo su chi fosse più forte tra Goldrake e Mazinga(Goldrake, ovvio..)
Noi che guardavamo "La Casa nella Prateria" anche se mettevatristezza.
Noi che abbiamo raccontato 1.500 volte la barzelletta del fantasmaformaggino.
Noi che ci emozionavamo per un bacio su una guancia.
Noi che non avevamo il cellulare per andare a parlare in privato sulterrazzo.
Noi che i messaggini li scrivevamo su dei pezzetti di carta da passareal compagno.
Noi che si andava in cabina a telefonare col gettone.
Noi che c'era la Polaroid e aspettavi che si vedesse la foto.
Noi che non era Natale se alla tv non vedevamo la pubblicità della CocaCola con l'albero.
Noi che le palline di Natale erano di vetro e si rompevano.
Noi che al nostro compleanno invitavamo tutti, ma proprio tutti, inostri compagni di classe, anche se c'era solo un panino a testa.
Noi che facevamo il gioco della bottiglia tutti seduti per terra.
Noi che alle feste stavamo sempre col manico di scopa in mano.
Noi che se guardavamo tutto il film delle 20:30 eravamo andati adormire tardissimo.
Noi che guardavamo film dell'orrore anche se avevi paura.
Noi che giocavamo a calcio con le pigne.
Noi che le pigne ce le tiravamo pure.
Noi che suonavamo ai campanelli e poi scappavamo.
Noi che nelle foto delle gite facevamo le corna ed eravamo sempresorridenti.
Noi che il bagno si poteva fare solo dopo le 4. Soprattutto se avevimangiato la banana, che era pesante da digerire.
Noi che a scuola andavamo con cartelle da 2 quintali.
Noi che quando a scuola c'era l'ora di ginnastica partivamo dacasa In tuta.
Noi che a scuola ci andavamo da soli, e tornavamo da soli.
Noi che se a scuola la maestra ti dava un ceffone, la mamma te ne dava2.
Noi che se a scuola la maestra ti metteva una nota sul diario, a casa era Il terrore.
Noi che le ricerche le facevamo in biblioteca, mica su Google.
Noi che internet non esisteva.Noi che però sappiamo a memoria "Zoff Gentile Cabrini OrialiCollovati Scirea Conti Tardelli , Rossi Antognoni Graziani (allenatoreBearzot)".
Noi che "Disastro di Cernobyl" vuol dire che non potevamobere il latte la mattina.
Noi che compravamo le uova sfuse e la pizza alta un dito, con la cartadel pane che si impregnava d'olio.
Noi che si poteva star fuori in bici il pomeriggio.
Noi che se andavi in strada non era così pericoloso.
Noi che però sapevamo che erano le 4 perchè stava per iniziare Bim BumBam.
Noi che sapevamo che ormai era pronta la cena perchè c'era HappyDays.
Noi che il primo novembre era "Tutti i Santi", mica Halloween.

lepre marzolina

Carlos Castaneda e i suoi libri...



Carlos Castaneda, in origine Carlos César Salvador Aranha Castañeda (presumibilmente S.Paolo del Brasile 25.12.1925 - Los Angeles 27 aprile 1998), è stato un antropologo e scrittore sudamericano, cittadino naturalizzato degli Stati Uniti dal 1951. La data e il luogo precisi della sua nascita, così come altre vicende della sua vita, sono ancora molto controverse. Castaneda ha acquisito una fama mondiale con i suoi libri sulle vicende del suo apprendistato presso lo stregone Yaqui Don Juan Matus. Secondo quanto asserito da Castaneda, nel 1960, allora giovane studente di antropologia, conobbe in Arizona un messicano di etnia Yaqui, Don Juan Matus appunto. Questi lo avrebbe iniziato all a stregoneria, portandolo a scoprire mondi e stati di coscienza alterati e ricorrendo inizialmente anche a sostanze allucinogene (come il cactus Peyote da cui si estrae la Mescalina, il cosiddetto MESCALITO) per abbattere le sue convinzioni ed indurlo a spostare il centro di percezione da uno stato di percezione ordinaria ad uno stato di percezione “non ordinaria”.
L'aspetto a mio parere maggiormente contestato del suo lavoro sono le descrizioni dell'uso delle piante psicotrope come mezzo per indurre stati alterati di coscienza. E’però da riconoscere che il grande successo dei suoi libri e la grande diffusione che hanno avuto negli anni è dovuto proprio a tali descrizioni accurate e dettagliate. Don Juan, maestro nell’arte dell’agguato, aveva trovato un modo per agganciare quello che gli era stato "presentato" come discepolo ed aveva usato il mezzo più veloce ed efficace per attrarlo a se e per far breccia nella sua corazza di diffidenza… in seguito lo stesso Don Juan spiegherà a “Carlitos” il suo modo di agire e svelerà che le droghe non sono direttamente collegate con il sapere e che, anzi, hanno un effetto devastante sui guerrieri che stanno cercando la via della liberazione e della conoscenza…

“La mia percezione del mondo attraverso l'effetto di questi psicotropi è stata così bizzarra ed impressionante che io fui costretto ad assumere che questi stati erano la sola via di comunicazione e apprendimento di ciò che Don Juan stava cercando di insegnarmi. Questo assunto era erroneo.”

Tratto da Gli insegnamenti di Don Juan: una via Yaqui alla Conoscenza

Per me c'è solo il viaggio su una strada che ha cuore, in ciascuna strada che può avere cuore. Lì viaggio io, e la
sola sfida di valore per me è il percorrerla tutta. E lì io viaggio guardando e, guardando, resto senza fiato.


Tratto da L'arte di sognare:
...ciò che noi crediamo essere unico ed assoluto, è solo uno in un insieme di mondi consecutivi, posizionati come gli strati di una cipolla. Egli affermò che anche se noi fossimo stati energeticamente condizionati a percepire solamente il nostro mondo, avremmo avuto ancora la capacità di entrare in quegli altri regni, che sono reali, unici , assoluti ed ingolfati come lo è il nostro mondo.

Secondo Castaneda, il fatto più significativo nella vita di una persona è la propria consapevolezza dormiente. L'obiettivo primario di un guerriero (anche guerriero viaggiatore) è di elevare la propria consapevolezza. Incrementarla richiede disciplina, e questa discpilina costituisce il modo di vita del guerriero. Don Juan spesso utilizzò la metafora del guerriero che va alla conoscenza come va alla guerra, con gli occhi aperti, paura, rispetto e assoluta fiducia. Andare alla conoscenza o andare alla guerra in ogni altro modo è un errore, e chiunque faccia questo tornerà sui suoi passi. Un potere personale sufficiente porta alla padronanza dell'intento e della consapevolezza. Questa padronanza è principalmente il movimento controllato di quello che è conosciuto come il punto d'unione, il centro di una sfera o di un uovo di emanazioni energetiche, chiamato l'emanazioni dell'Aquila, che escono dal corpo. Quando siamo giovani, il nostro uovo luminoso non è ancora rigido e il punto d'unione scorre fluido. L'uovo degli umani è intersecato da filamenti di consapevolezza, che producono percezioni, ma quando le persone crescono e vivono in una esistenza ordinaria, concretizzano solo una piccola parte di emanazioni, che diventano la loro realtà percettiva (siamo "energeticamente condizionati a percepire solo il nostro mondo"). Castaneda afferma che, ogni nostra sensazione, sentimento e azione è determinato dalla posizione del punto di unione. Il movimento consapevole del punto di unione permette percezioni del mondo in modi differenti (realtà non ordinaria). L'obiettivo del guerriero è di raggiungere la totalità di se stesso attraverso l'illuminazione di tutte le emanazioni dell'Aquila all'interno dell'uovo e allineando queste con il grandioso tutto dell'esistenza e dell'esperienza. Piccoli movimenti portano a piccoli cambiamenti nella percezione e grandi movimenti portano a cambiamenti radicali.La maggioranza delle persone può muovere il proprio punto di unione solo in sogno, attraverso l'uso delle droghe, l'amore, la rabbia, la paura, la stanchezza, attraverso il silenzio interiore o come preferibile, attraverso l'Intento della consapevolezza. Il più diretto o comune tipo di movimento del punto di unione è raggiunto attraverso il sogno. Le descrizioni dei sogni nei libri di Castaneda e le varie tecniche che impiega per raggiungerne la padronanza spesso assomigliano a sogni lucidi. Per esempio, come primo passo nella padronanza della consapevolezza e dell'intento, Don Juan raccomanda che Castaneda provi il semplice esercizio di guardare la propria mano mentre dorme e da li, costruire la propria abilità a concentrare la propria attenzione mentre dorme.Risparmio la breve descrizione dei libri: vanno letti, magari in ordine per cogliere quella che è la maturazione del personaggio e la presa di coscienza di Castaneda attraverso le sue spettacolari esperienze che se valutate attentamente sono certamente stupefacenti ma soprattutto incredibili visto che mai risultano contraddittorie…

Pubblicazioni
Gli Insegnamenti di don Juan
Pubblicato anche con il titolo A scuola dallo stregone
Una realtà separata
Viaggio a Ixtlan
L'isola del Tonal
Il secondo anello del potere
Il dono dell'aquila
Il fuoco dal profondo
Il potere del silenzio
L'arte di sognare
Tensegrità-Passi magici
La ruota del tempo
Il lato attivo dell'infinito

IL CAPPELLAIO MATTO